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La
ricerca delle proprie radici è un moto interiore presente in ogni
essere umano: che si realizzi nell'appassionato ritorno sui luoghi dell'infanzia,
nel contemplare assorti immagini di vecchie e più recenti foto, nel
silenzioso colloquio che abbiamo coi cari estinti, nei sogni o innanzi ai
sepolcri; ogni uomo deve prima o poi fare i conti con la propria storia,
la propria genealogia tortuosa o lineare, e ritornare a chi ci generò,
a quel nostro entrare nel mondo, per fare di quel momento fatale e irripetibile
non l'origine del nostro essere, ma il luogo in cui strade precedenti e
la nostra personale si sono incontrate, quel momento in cui ogni venire
al mondo è un cambiare il mondo e un lasciarlo così com'era
prima di noi. |
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| Abbiamo creduto di fornire un contributo importante a chi avesse a che fare con la Sabina, abitanti, lavoratori o occasionali turisti e viaggiatori, consistente in uno sguardo rivolto al passato e al presente di questi luoghi, nel senso del vissuto quotidiano e collettivo delle generazioni che hanno reso viva e fertile questa area laziale, e in tal modo hanno testimoniato della propria presenza nel mondo. |
| - E' il folklore che ci presentate! Si, purché non si dia valore riduttivo a questo termine, purché non lo si intenda in senso vacanziero e superficiale, o peggio, di curiose tradizioni locali morte o destinate alla scomparsa cui si guarda con animo fatalista e distratto. Questa è la prospettiva dominante di chi (in verità spesso con colpevole leggerezza) suona le trombe del Progresso inarrestabile, salvo poi concedersi la Domenica negli agriturismi che gli diano a buon mercato il sapore e i gusti di un "mondo che non c'è più". | ![]() |
| Non è nostro compito allestire funerali di usi e costumi moribondi o ormai scomparsi, né abbracciamo posizioni retrò o tradizionaliste: non si vuole vagheggiare un ritorno alla mitica "Età dell'Oro", e nemmeno illuderci su epoche di presunta vera felicità umana, quando si era a contatto con la natura (e dare così credito a improbabili e acritiche posizioni New Age). E' nostra intenzione offrire un apporto per testimoniare dell'incessante e inesausta presenza dell'uomo in queste terre, con forme culturali proprie e originali. Aprire una finestra su un folklore selvaggio e irriducibile, far sentire non il sapore di una minestra precotta, ma l'acre e amaro impasto di terra e sole che uomini e donne hanno vissuto e continuano a vivere. |
lluminare
luoghi e tempi nella loro specificità storica anche di scorcio o
per brevi momenti affinché, in una sorta di visione potente, si possa
ritornare o trasferirsi in esistenze diverse dalle nostre, e proprio per
questo degne d'essere comprese e vissute. E insieme a questo, tentare un
approccio critico e vigile su ciò che è stato e su ciò
che potrebbe essere e sarà. Interrogarci sulla vita di oggi nella
Sabina, cercando di individuare le fratture e le continuità col passato
delle forme di vita sociale ed economica, per offrire una interpretazione
e una ampia riflessione che possano, perché no?, essere di stimolo
a chi investe in queste terre o vuole solo viverci meglio. Sempre nell'impegno
costante e colla convinzione che qualche ora di lettura sottratta a più
"produttive" occupazioni possa giovare alla coscienza inquieta
di questi anni, possa aiutare a capire chi saremo, a partire da chi siamo
stati. |
| Foto tratte dal
libro "L'Agro Foronovano" di Roberto Lorenzetti Gli aspetti "Tradizioni e Cultura" sono curati da Elisa Chini e dagli antropologi Dario Altobelli e Michele Di Geronimo. |
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