Valle del Turano

Lago del Turano

Valle del Turano

Il Turano è una regione ancora troppo sopravvalutata sotto il profilo turistico e forse, proprio per questo, offre al visitatore sensazioni intense, esclusive, perché frutto di una ricerca personale. Entrando in questa dimensione, la cortina di nebbia che grava sull'antistante pianura laziale si squarcia: il cielo ed il sole inondano di luce un regno pressoché dimenticato.

La corona frastagliata delle montagne, a ridosso dell'omonimo lago segna il confine tra il mondo della civiltà odierna e il lento scandire delle tradizioni d'un tempo. La linea di un raccordo tra Natura ed architettura rurale, umili resti di un'antropizzazione oramai remota, prende forma al crepuscolo, attimo magico e fuggente, dopo una giornata passata nei boschi o tra le antiche vestigia dei paesini o tra le antiche vestigia dei paesini arroccati ai piedi di imponenti castelli medioevali. Percorrendo la "ragnatela" delle antiche carrarecce e mulattiere che segnano il tipico paesaggio pedemontano appenninico, si possono riscoprire e percorrere le tracce di un atavico e affascinante mondo pastorale, ricco di tradizioni e di leggenda.
Perché non effettuare un viaggio attraverso i percorsi dell'antica transumanza, arricchiti spesso da episodi di religione e di magia, sulla scia della vita bucolica degli abitanti d'un tempo? Affrontiamo, quindi, una serie di itinerari da compiere con calma, per apprezzare al meglio le suggestioni che ogni angolo di questo sorprendente paesaggio può celare.

 

Il territorio

L'area presa in considerazione corrisponde all'intero territorio della Comunità Montana del Turano, che si trova a Nord-Est della città di Roma, sulle prime colline che si elevano ad una cinquantina di chilometri dall'insediamento urbano della Capitale. I comuni che ne fanno parte sono quelli di Ascrea, Belmonte, Casaprota, Castel di Tora, Collalto, Colle di Tora, Collegiove, Longone, Monteleone, Nespolo, Paganico, Poggio Moiano, Pozzaglia, Rocca Sinibalda, Torricella e Turania. La rete sentieristica interessa anche tutte quelle minuscole ed altrettanto affascinanti località o contrade, oramai quasi semi-abbandonate, i cui abitanti traevano un tempo sostentamento dalla fienaggine, dalla pastorizia, dalla coltura del nocciolo e dallo sfruttamento del bosco di castagno o dalla lavorazione intensiva di grano, canapa ed olivo: Magnalardo, Stipes, Posticciola, Ricetto, Pietraforte, Montorio, Oliveto, Ginestra, Ornaro. La singolarità e l'importanza del territorio sono dovute anche alla grande varietà paesaggistica: si va dal castagno, la specie principe nella fascia forestale pedemontana orientale, normalmente consociato a carpino nero e rovere, alle zone coltivate, all'ulivo e vite nella parte dell'Alta Sabina (sud ovest).

In collina maggiormente si colgono i segni della coltura intensiva dell'olivo, evidenziata da una selvicoltura e terrazzamento. Queste caratteristiche sono dovute in primo luogo all'opera di disboscamento da parte dell'uomo, che ha lavorato, nelle varie epoche storiche, fin dall'Alto Medioevo e dall’età Comunale, per ricavare zone adatte al pascolo e all'agricoltura, ai fini dell'insediamento antropico, relegando il castagno a posizioni di secondaria importanza e salvando della originaria copertura boschiva solo i tratti più impervi e accidentati, anch'essi, specie in passato, sfruttati a fondo soprattutto per la legna da ardere o per la produzione di carbone vegetale. L'esistenza del castagno a Nord e dell'olivo più a Sud già di per sé costituisce anche un valido indice delle caratteristiche climatiche. La buona esposizione a Sud della fascia collinare e la protezione settentrionale esercitata dallo scudo orografico dei monti Navegna-Cervia contro i freddi venti di Tramontana, permettono la vita di molte specie faunistiche e vegetali, peculiari alle singole fasce climatiche. Nella zona delle colline tra Monteleone, Poggio Moiano e Pozzaglia gioca anche ruolo fondamentale l'esposizione a Sud e la protezione esercitata dai monti Civitelle, Porcino e Faito che evitano spesso variazioni del diagramma termico abituale. Sulla base di ricerche documentarie, cartografiche e sul terreno è stato possibile individuare tempi e modi del disboscamento, dell'insediamento antropico ed analizzare la rete sentieristica d'un tempo, tratteggiata in funzione della transumanza, dell'alpeggio e della raccolta dei prodotti del bosco.

 

Gli itinerari

Il filo conduttore che ha portato a scegliere questi itinerari escursionistici è proprio quello di spingere il trekker a costanti stimoli interpretativi del paesaggio e di esplorazione del suo spessore storico. Il territorio, infatti, ha memoria ed è memoria. Se quindi i caratteri del paesaggio sono indizi, la loro osservazione diventa inchiesta.Tutti i tracciati hanno come ambizione progettuale quella di unire i Comuni attraverso una rete sentieristica funzionale, ricavando, quando è possibile, una serie di piccoli anelli che attraversino il territorio.

Antiche abbazie, punti di sosta panoramici, grotte o altre formazioni geologiche rappresentano lo spunto che offre al turista la possibilità di visitare una località in poche ore, ritrovandosi poi, quasi per magia, al punto di partenza.
La lunghezza e le caratteristiche morfologiche dei tracciati permettono anche alle famiglie di affrontare senz'alcun problema la quasi totalità dei percorsi proposti.I divieti o gli sbarramenti di accesso, che talora si possono incontrare sul sentiero, vanno comunque intesi come una ben giusta autodifesa dei residenti contro la molestia dei "soliti maleducati" che ripercorrono le mulattiere con moto (alcuni tratti particolarmente deteriorati sono il frutto di improvvisati circuiti da competizione) o con veicoli che nei giorni festivi si inoltrano per le più incredibili stradine! Agli escursionisti invece nessun proprietario è ostile, sempre che rispettino scrupolosamente colture e frutti maturi. Sarà comunque buona e cortese regola chiedere il permesso di passare quando ci sia qualcuno in vista.


Testi e foto di Simone Avesani

ITINERARI

- Itinerario 1
"Attorno al Lago"

- Itinerario 2
"Il monte Navegna"

- Itinerario 3
"Il Vallone dell'Oblio"

- Itinerario 4
"La Bulgaretta"

- Itinerario 5
"La transumanza di Stipes"

- Itinerario 6
"Vallecupola-Stipes"

- Itinerario 7
"Longone-Vallecupola"

- Itinerario 8
"Longone-Rocca Sinibalda"

- Itinerario 9
"Posticciola-Monteleone"

- Itinerario 10
"Da Pozzaglia al Lago del Turano"

- Itinerario 11
"Turania-Collalto"

- Itinerario 12
"L'anello del Cervia"

- Itinerario 13
"L'anello di Monteleone"

- Itinerario 14
"Monteleone-Oliveto"

- Itinerario 15
"Poggio Moiano-Colle di Tora"

- Itinerario 16
"Anello 1- il paesaggio di Casaprota"

- Itinerario 17
"L'antica Via Quinzia"

 


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