Fiumi
e zone umide: Questo habitat è stato profondamente cambiato
dalle attività degli uomini nel corso dei secoli. Nel passato i letti
dei fiumi sono stati alterati e le zone umide bonificate, liberando il fondo
valle per la coltivazione e per l'utilizzo dei mulini ad acqua; più
recentemente sono stati costruite delle dighe idroelettriche e dei laghi
artificiali. Anche se le zone umide oggi coprono un'area meno vasta di una
volta, questi cambiamenti non sono sempre stati del tutto negativi, per
esempio nella Valle del Tevere, oggi per lo più occupata dalla coltivazione
intensiva a causa della sua natura pianeggiante e fertile, la costruzione
di una diga idroelettrica ha portato anche alla creazione della Riserva
Naturale Tevere Farfa. Gli altri fiumi della Sabina, come il Farfa e
la Laia sono molto più piccoli, passano dolcemente per le colline per
confluire nel Tevere. Il livello dell'acqua in questi fiumi può variare
molto, alcuni si seccano del tutto d'estate. Le parti più alte di
questi fiumi non sono inquinate, come dimostra la presenza di specie come
la trota, i granchi e i gamberi d'acqua dolce. Le sponde di questi fiumi
sono coperte di salici, pioppi e altre specie tipiche dei corsi d'acqua,
rifugio importante per molti animali e uccelli e la naturale protezione
dei fiumi all'erosione. |
| Piante
tipiche dei fiumi e delle zone umide:
Salice bianco Salix alba, Salice caprino Salix caprea,
Salice rosso Salix purpurea, Pioppo nero Populus nigra,
Pioppo bianco Populus alba, Sambuco Sambucus nigra, Equiseto
Equisetum spp., Juncus acutus, Cannuccia di palude Phragmites
communis, Farfaracchio Petasites hybridus, Orobanche spp., Capelvenere
Adiantum capillus-veneris, Felci Polypodiaceae spp., Veronica
beccabunga, Lenticchia d'acqua Lemna minor, Canapa acquatica
Eupatorium cannabinum, Gamberaja Callitriche spp., Sedano
d'acqua Apium nodiflorum |
| Animali
tipici dei fiumi e delle zone umide: Trotta fario salmone trutta,
Vairone Leuciscus soufia, Gambero di fiume Austropotamobius
pallipes, Rana italiana Rana italica, Rana verde Rana
esculenta, Biscia dal collare Natrix Natrix, Gallinella d'acqua
Gallinula chloropus, Merlo acquaiolo Cinclus cinclus, Martin
pescatore Alcedo atthis, Airone grigo Ardea cineria, Ballerina
gialla Motacilla cineria |
Zona
Collinare: Gran parte del territorio Sabino si estende sulle colline,
tra oliveti, vigneti e campi aperti usati per il
pascolo o seminati con erba medica, granoturco, girasoli etc. Il paesaggio
collinare impone una taglia mediopiccola ai campi, le zone ripide e difficilmente
coltivabili sono solitamente lasciato a bosco. I campi stessi, come le strade
e i fiumi, sono spesso delimitati da filari di alberi e siepi, creando un
rifugio parziale per la fauna selvatica. Molte specie sono capaci di adattarsi
alla presenza umana, ed alcune ne traggono vantaggio: le civette, i gechi,
i pipistrelli e le volpi sono comuni nelle vicinanze dei casali, e le rondine
usano i centri abitati per nidificare. La coltivazione delle olive ha un
impatto relativamente leggero sull'ambiente, i campi vengono fresati uno
o due volte l'anno e i pesticidi o erbicidi non vengono quasi mai usati,
permettendo la sopravvivenza di molti insetti e piante spontanee. Uno degli
elementi costanti del paesaggio della Sabina è la roverella, Quercus
Pubescens,si trova spesso lungo le strade o come esempio isolato in
mezzo ai campi; molti di questi alberi sono secolari. |
| Piante
tipiche delle zone collinare: Roverella Quercus pubescens, Cerro Quercus cerris, Olmo
Ulmus glabra, Corniolo Cornus mas, Vitalba Clematis vitalba,
Carpino Carpinus orientalis, Albero di giuda Cercis siliquastrum,
Ginestra Spartium junceum, |
| Animali
tipici delle zone collinare: Volpe Vulpes vulpes, Riccio
Erinaceus europeus, Talpa Talpa spp., Lepra Lepus
europeus, Pipistrello albilombato Pipistrellus kuhlii, Lucertola
muraiola Podarcis muralis, Geco comune Tarentola mauritanica,
Ramarro Lacerta viidis, Civetta Athene noctua, Ballerina
bianca Motacilla alba, |
Zona
Montuosa: Le parti più alte o isolate della Sabina sono
per lo più coperte di boschi, molti dei quali vengono tagliati a;
rotazione secondo pratiche secolare. La specie dominante di queste foreste
è il Leccio, Quercus ilex, una pianta sempreverde come moltissime
altre di questa fascia vegetazionale, piante capaci di sopravvivere nelle
condizioni aride tipiche della zona Mediterranea. Verso le cime della montagne
e sui versanti nord dei Monti Sabini è il bosco caducifoglio a predominare,
con prevalenza di faggi e querceti misti. La foresta è grande, si
estende lungo il dorsale dei Appennini, e viene lasciata relativamente indisturbata;
alcune zone sono diventate riserve naturali negli ultimi anni. Ci sono molte
specie di animali presenti, persino i lupi vengono avvistati occasionalmente
nella zona. Un buon posto per ammirare le specie tipiche di questo habitat
è la Riserva Naturale Monti Navegna e Cervia. |
| Piante
tipiche della zona montuosa: Leccio Quercus ilex, Corbezzolo
Arbutus unedo, Faggio Faggus sylvatica, Alloro Laurus
nobilis, Acero Acer campestre, Ginepro Juniperus oxycedrus,
Viburno Viburnum tinus, Timo Thymus vulgaris, Erica
Erica arborea, Asparago Aspargus acutifolius |
| Animali
tipici della zona montuosa:
Istrice Hystrix cristata, Tasso Meles meles, Cingiale
Sus scropha, Scoiattolo Sciurus vulgaris, Faina Martes
foina, Donnola Mustela nivalis, Picchio verde Picus viridis |