Si tratta di un anello panoramico di rara
bellezza, in cui si incontrano parecchi aspetti peculiari al territorio
turanense: si passa dai secolari, castagneti della parte alta del circuito
ai rigogliosi orti di fondovalle, incontrando anche tutta una serie di
prati, pascoli,fontanili, chiesette che fanno assaporare la bellezza di
questa area. Da Nespolo si può godere uno stupendo quadro d'insieme
della fascia meridionale del Turano, mentre dal Castello di Collalto la
vista spazia sul gruppo montuoso Cervia-Navegna, con ai piedi il paesino
arroccato di Collegiove. Il tracciato richiede un certo sacrificio fisico
sia per la lunghezza dell'itinerario, sia per la sua tortuosità
in alcuni tratti, del tutto ripagato però dalla bellezza dell'ambiente
attraversato. Questo anello gode del vantaggio di disporre anche di un
maneggio, "Le Rosce" che offre l'opportunità a quanto
non desiderino marciare per circa 5 ore, di intraprendere ugualmente l'itinerario
in sella. Nella parte più alta del paese di Collegiove si incontra
una piccola piazzola orientata in direzione di Ricetto, dalla quale parte
un viottolo in fondo naturale che scende repentinamente per circa 700
metri sino ad imboccare un più ampio sentiero che costeggia un
piccolo corso d'acqua. Dopo circa dieci minuti di marcia si incontra un
bivio in cui va scelta la strada a destra, scendendo nella vallata sottostante
il paese. Passata circa mezz'ora di cammino, si trova una zona interessante
per la sosta contornata da salici e dirimpetto allo stupendo paesaggio
che offre il monte Cervia. Continuando a costeggiare il torrente, il sentiero
attraversa radure rigogliose a prato spontaneo, dove si possono intravedere
i resti della vecchia mulattiera con i massi ciclopici che ne delimitavano
la banchina. Prima di guardare definitivamente il rivo ed addentrarsi
nel bosco di castagno, si lascia il sentiero per usufruire di una scorciatoia
a destra della vallecola. Il restante tratto che si collega a Ricetto
è stato ampliato e reso carrozzabile per facilitare le operazioni
di carico delle castagne. |

Il sentiero incrocia la
strada nel tratto da Monteleone verso Ginestra
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| Una volta
quindi imboccata la scorciatoia, si risale per circa 300 metri un tratturo
in salita che porta ad un ampio bosco di castagno, ottimo punto sosta. Si
costeggia sulla destra il parco e si continua a salire, portandosi in un'ulteriore
vallecola, molto più spoglia e in parte ricoperta da accumuli di
terra di riporto, recentemente depositati dopo lo sbancamento della vecchia
mulattiera, nei pressi di un fontanile oramai abbandonato. Superata la piccola
valle,si sbocca a Ricetto in prossimità del cimitero esterno e di
qui, senza penetrare nella parte nuova di questo minuscolo complesso urbano,
si devia alla destra del cimitero, ricollegandosi all'antico viottolo del
paese che scende alla provinciale, attraversando le vecchie case (oggi trasformate
in pollai, porcilaie e rimesse per gli attrezzi) abbarbicate sul lato sinistro
della collina all'imbocco del paese. Di fronte al capitello di una Madonnina,
eretto nei pressi del cartello stradale del paese, parte un altro viottolo
che, grazie ad un ponticello di pietra, supera il vajo che fa da ciglio
destro alla provinciale e costeggia il versante opposto. La pendenza comincia
a farsi sentire. Il sentiero ora si incunea tra il Colle Pacino ed il Colle
Fontarecee, assumendo una pendenza più dolce ed ampliandosi in piccole
radure e prati. Si giunge infine ad una grande radura che viene lasciata
a sinistra e si prosegue per circa dieci minuti finché non si giunge
ad una valletta abbandonata, in cui ancora oggi si scorgono i segni delle
antiche coltivazioni a terrazza. Alla destra di questo prato si imbocca
un tratturo ben evidente che ci porta sino alla parte sommatale di Nespolo,
in prossimità di una centrale elettrica. Qui si gode di un panorama
stupendo della zona meridionale dei territori della Comunità Montana:
a destra il monte Cervia con ai piedi Collegiove, di fronte Nespolo e a
sinistra il Castello di Collalto che domina la vallata; sullo sfondo la
frazione di Pietraforte, al di là del Lago. Si scende ora lungo una
strada più ampia in fondo al sbrecciato, arrivando al paese di Nespolo
con un paio di tornanti. Si scende ora lungo una strada più ampia
in fondo sbrecciato, arrivando al paese di Nespolo con un paio di tornanti.
Si sbuca infine sull'asfalto e si penetra nella parte alta del centro abitato,
in prossimità della chiesa di S.Rocco e da questa si scende ulteriormente
sino al campo sportivo,si scende lungo un viottolo molto pulito in un boschetto
di castagno che confina alla sinistra con l'alveo di un torrente proveniente
dal paese. Qui la pendenza della discesa è abbastanza forte finché
non si raggiunge un fraticello di fondovalle, completamente infestato da
rovi e ginestre e delimitato nel lato sinistro da siepi e nel destro dal
letto del torrente. Si sceglie il lato sinistro del torrente. Si sceglie
il lato sinistro del prato e, attraverso qualche macchia del bosco, si penetra
nello stupendo pianoro di Venardoni, coltivato quasi esclusivamente ad ortaggi
e a pioppeto. Ora il sentiero si è trasformato in una carrozzabile
a fondo naturale, delimitata su ambo i lati da steccati e da recinzioni
in filo spinato. Si giunge ad un trivio e si sceglie la strada di sinistra,
continuando ad attraversare la verde vallata in direzione di Collalto. Si
sbuca sulla strada asfaltata e si continua il tragitto verso sinistra, oltrepassando
le segnalazioni del centro ippico "Le Rosce" per altri 500 metri,
finché non si incontra sulla sinistra un gruppetto di villette. In
corrispondenza, sul lato destro della provinciale vi è una carrozzabile
lunga circa 150 metri che serve una villetta ai piedi della localitą i Mandrilli.
Un ponticello permette di attraversare il torrente che costeggia la provinciale
sullo stesso lato e ha così inizio la salita verso Collalto. Passato
il piccolo edificio, la carrozzabile si tramuta in un sentiero che presenta
alcuni tratti infestati dalla vegetazione. Salendo per un bosco di castagno,
si sbuca su una strada carrozzabile a fondo naturale, chiamata dai locali
"circonvallazione". Si raggiunge quindi la porta posteriore del
Castello, in prossimità del parcogiochi dei bambini. All'imbocco
della discesa troviamo una mulattiera sulla sinistra che raggiunge un bivio:
si mantiene la destra,costeggiando il tracciato dell'acquedotto e raggiungendo
il guado del Rio Ricetto. Si raggiungono quindi i ruderi dell'antica Mola
tra le Vene; con alle spalle i resti dell'antico mulino si risale verso
la località Shintrone e da questa si giunge alla località
Brecciara. Di qui si scende attraversando la provinciale alla chiesetta
di S. Rocco e,quindi in poche decine di minuti si sbuca nuovamente a Collegiove,
nella parte bassa del paese in prossimità del vecchio panificio con
forno a legna. |