Sulle tracce della via Quinzia - dalla curva di Carnevale ad Ostariola
Sentiero
di interesse storico-naturalistico
Poco impegnativo
durata 1,30 ora
lunghezza 2 km circa
dislivello 55 metri circa
(nota: questo percorso si sviluppa nel territorio di Torricella in Sabina)
Percorrendo la strada provinciale che collega Torricella
in Sabina a Poggio San Lorenzo,
dopo la collina del Sacro Cuore, si arriva alla curva di Carnevale.
Da qui, sul lato destro, si dipartono due stradine sterrate: una in salita
conduce alla Madonna dei Penitenti, l'altra, piuttosto in discesa è
quella lungo la quale si dovrà procedere per l'escursione.
La strada è sterrata, il percorso poco impegnativo, anche se vi
sono numerosi dislivelli e, di tanto in tanto, alcune pantane che, in
periodo di pioggia, potrebbero ostacolare il cammino.
Una folta vegetazione di querce secolari, arbusti e rovi, costeggia il
sentiero fino ad ombreggiarlo quasi completamente nel periodo estivo.
Il percorso si fa interessante quando, dopo appena 50 metri dall'inizio
sul lato sinistro si possono osservare i primi reperti archeologici. Questi
enormi massi squadrati, ancora nella posizione originaria, costituivano
la pavimentazione della via Quinzia e sono chiamati dagli abitanti del
luogo "I Sassoni".
I resti della vecchia via sono visibili ancora per alcuni metri fin quando
la strada si allarga per poi restringersi nuovamente.
Il bosco di caducifoglie apre a meravigliosa vista panoramica che ci consente
di scorgere, arroccato su una collina, il vecchio paese di Ornaro Alto,
su cui campeggia il castello feudale.
Fra gli abbondanti cespugli e la ricca vegetazione è possibile
osservare la strada di Paesevere che scende da Torricella e conduce al
campo sportivo.
Camminando ancora per poco si arriva a "Casa Carnevale", una
proprietà privata in cui sono visibili numerosi attrezzi agricoli
ed un recinto utilizzato per l'allevamento dei cavalli. All'interno della
proprietà sono presenti numerosi massi di età romana che
non conservano più la collocazione originaria.
Il sentiero continua tra due querce secolari per raggiungere un piccolo
ponte in pietra sotto cui scorre un ruscello. Da qui si prosegue il cammino:
costeggiando la staccionata si giunge ad un grande prato sul quale potersi
rifocillare e riposare un po'.
Alle imponenti querce si aggiungono i colori ed i profumi di ciclamini,
primule, violette, ellebori, pungitopi, biancospini, timo.... L'aria pura,
la bellezza della natura, il sentiero intriso di misteri e la presenza
di una ricca fauna sono gli elementi che ci inducono a proseguire con
curiosità e con spirito di avventura questo nostro cammino. Osservando
tra i noccioli, sambuchi, carpini bianchi e fusaggini, lo sguado si posa
da un lato sul "fosso dei Cerri" e dall'altro su una vecchia
cisterna, ormai ricoperta quasi del tutto da edere e spini.
Questa, ripristinata nella parte superiore, conserva nel suo interno alcune
pietre romane e sembra venisse utilizzata per far confluire le acque verso
un nucleo abitativo che probabilmente sorgeva nelle vicinanze.
Poco alla volta la vegetazione si sfoltisce per arrivare al fosso dei
cerri che in questo punto forma una piccola, ma assai suggestiva cascata,
sormontata da un ponte che occorre attraversare per proseguire il nostro
camminio.
Tra le acque si intravedono altri massi della antica via Quinzia.
Oltre il ponte la strada si restringe notevolmente e prosegue in salita,
procedendo lungo un percorso tortuoso, costeggiato da arbusti di piccole
dimensioni tra i quali il timo diffonde il suo intesno profumo.
Superata una piccola cava, il sentiero prosegue dritto, fino a condurci
all'"Ostariola".
A cura della scuola media statale "Marco Polo" di Torricella
in Sabina nell'anno scolastico 1996/97 e con il contributo dello stesso
Comune.
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