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Itinerario Oraziano

Come arrivarci:

  • Uscite dall'autostrada Roma - Firenze al casello "Fiano Romano".
  • Proseguite per Passo Corese e prendete la s.s 313 direzione Terni.
  • Al Km 31,7 svoltate a sinistra e seguite  la segnaletica per Vacone.
L'Itinerario Oraziano si trova nel comune di Vacone. Per saperne di più visita la pagina Vacone.

Itinerario Oraziano
La terra di Vacone è ricca di siti storici ed archeologici di enorme importanza giammai adeguatamente valorizzati; è intenzione dell'Amministrazione Comunale riordinare l'ITINERARIO ORAZIANO che ripercorre tutte le località che fecero da scenario all'opera del Poeta Quinto Orazio Flacco dal 33 a.C. in poi, nel suo soggiorno in Sabina. Questo piacevole itinerario sarà percorribile autonomamente sia a piedi che in macchina, oppure contattando l'Ufficio Turismo e Cultura del Comune di Vacone (0746-676833) che periodicamente fornirà una guida opportuna. Il tempo complessivo massimo dell'itinerario è di circa un giorno.

Breve Biografia di Orazio
Quinto Orazio Flacco fu il massimo poeta lirico della latinità. Nato a Venosa nel 65 a.C. da un liberto, frequentò a Roma, con grande sacrificio del padre, le migliori scuole del tempo. Completò la sua istruzione ad Atene e partecipò nello scontro a Filippi nel 42 a.C. tra gli sconfitti.
Le precarie condizioni economiche, aggravate dalla confisca dei beni paterni, lo costrinsero ad accettare un modesto impiego. In quel tempo incominciò a scrivere le prime Satire ed i primi Epodi, che lo fecero conoscere negli ambienti letterari e gli procurarono l'amicizia di Virgilio e di Mecenate, che sarebbe poi divenuto il suo più grande amico, donandogli nel 33 a.C una villa in Sabina ove il poeta si ritirò. Negli anni seguenti attese alla composizione delle Odi e delle Epistole. Morì nell'8 a.C., pochi giorni dopo il decesso di Mecenate.
Orazio fu poeta assai elegante e cultore impareggiabile dell'espressione finissima. Egli inoltre introdusse molti metri lirici e neologismi nella poesia latina, che in tal modo arricchì, portandola ad elevatissimi livelli.

Guida all'itinerario Oraziano
L'itinerario si snoda attraverso i toponimi rintracciabili nell'opera oraziana ed ulteriormente ricordati in una ricca tradizione erudita: nel 1703 il Cardinal Bartolomeo Piazza descriveva in modo minuzioso questi luoghi, avvalorando l'opinione dei suoi predecessori.

1) Si parte dalla famosa villa donata da Mecenate al poeta nel 33 a.C.. Le vestigia attualmente visibili consistono nei monumentali criptoportici, i mosaici, le pavimentazioni ad opus spigatum, il ninfeo, simboli fallici, murature ad opus latericium ed opus incertum gli intonaci ed alcune strutture produttive necessarie all'autarchia ed al sostentamento del complesso abitativo. Da qui si osserverà un meraviglioso panorama sulla valle Sabina.


2) Dalla villa ci si sposta alla celebre Fonte Bandusia (carm. 3,13). Nella vigilia dei Fontanalia, festa che ricorreva il 13 ottobre, secondo Varrone (ling. 6,22), si gettavano ghirlande nelle fonti e si coronavano i pozzi; nell'Ode il Poeta promette libagioni di vino, corone di fiori ed il sacrificio di un capretto:

"O fonte di Bandusia, limpida come il cristallo,
domani t'offrirò libagioni di vino,
corone di fiori ed il sangue di un capretto
con la turgida fronte dalle corna nascenti
per destinarlo alle battaglie d'amore.
Invano, giacché tingerà di rosso sangue
le tue gelide correnti.
Te non raggiunge la torrida canicola,
tu con le fresche acque La Fonte Bandusia
offri ristoro ai buoi stanchi d'arare ed al gregge errante.
Anche tu diverrai una delle fonti famose,
poiché io canto il leccio che ombreggia il tuo antro
e la roccia ove sgorgano le tue acque mormoranti".

3) Dalla Fonte Bandusia si potrà proseguire verso il paese di Vacone ove probabilmente era situato il tempio della dea Vacuna (Fanum Vacunae). Giunti al paese di Vacone si osserverà un incantevole panorama su tutta la Sabina (carm. 3,4) e svetterà sulla destra il monte Soratte, cantato nella celebre ode a Taliarco (carm. 1,9):

"Guarda come s'erge il Soratte
candido per l'alta neve,
stanche selve non ne sostengono più il peso
e per il gelo pungente
le correnti dei fiumi sono immobili.
Sciogli il freddo o Taliarco,
ponendo tanta legna sul focolare,
versa il vino di quattr'anni dall'anfora Sabina. ..."


4) Dietro il paese "post Fanum putre Vacunae" (Epist.1,10,49), in corrispondenza delle mura medioevali del castello, ancora oggi si rievocano i festeggiamenti alla dea Vacuna (Sacra Vacunae), ai quali partecipano tutti gli abitanti.




Da questo luogo si dovrà posizionare lo sguardo in direzione della vetta del monte (Virgilio, Eneide, libro VII, 1003-1016), sarà possibile distinguere chiaramente quello che Orazio stesso (carm. 1,17) chiama "le valli e le lisce rocce dell'Arso colle declive" (11-12).


5) L'itinerario si concluderà raggiungendo il Pago (carm. 3,18), il misterioso bosco sacro cantato anche da Plinio. Questo luogo rappresenta qualcosa di ancestralmente profondo nell'animo di tutti gli abitanti di Vacone, tanto da essere ancora oggi meta e scenario nei momenti di festa dell'intera comunità.



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