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Il Museo Civico di Magliano Sabina

Come arrivarci:

  • Uscite dall'autostrada Roma - Firenze al casello "Magliano Sabina".
Oinochoe e Kylix, Necropoli del Castellano, Epoca Ellenistica
Il museo si trova nel comune di Magliano Sabina. Per saperne di più su questo comune, vedi la pagina Magliano Sabina.
Orario:
mattina:
da mercoledì a domenica ore 8,30-12,30
pomeriggio:
da martedì a domenica ore 15,00-18,00 (estivo 16,00-19,00)
BIGLIETTO L. 5.000 - tel. 0744 910001


Raschiatori in selce, Eta PaleoliticoIL MUSEO DEI SABINI DEL TEVERE
Il Museo Civico di Magliano Sabina è diventato una realtà nel corso degli ultimi due anni, durante i quali sono stati aperti al pubblico i primi due piani di Palazzo Gori, sede del Museo, con le sezioni dedicate all'età del Bronzo, all'età del primo Ferro, alla cultura sabina arcaica, ed all'epoca ellenistica. L'intento del Museo è quello di proporsi come esempio di Museo vivo attraverso il quale si possa avere un contatto diretto, da parte di un pubblico di non specialisti, con la cultura del passato sviluppatasi sul territorio immediatamente circostante.

Lo studio dei materiali raccolti ha permesso di ricreare le linee fondamentali della cultura dell'antico insediamento sabino di Magliano, del quale le fonti non tramandano il nome. L'abitato si organizza, nel corso del VII secolo, secondo uno schema ben noto nello stesso periodo cronologico in Etruria e nel Lazio, estendendosi su un colle ben difendibile separato da un vallone dalle alture adiacenti ad oriente, destinate alle necropoli.

Lo sviluppo di questa comunità si deve in gran parte alla sua posizione, che dominava il Tevere, arteria di fondamentale importanza nell'antichità, per gli scambi commerciali e culturali. Deteneva inoltre il controllo delle vie trasversali di comunicazione percorse dalla transumanza delle greggi che ebbero una fondamentale importanza, permettendo una vasta mobilità di persone, di tradizioni artigiane e di materiali, che permisero un'ampia circolazione di modelli culturali.


Ciotola di impasto, Eta del FerroCHI ERANO I SABINI
I Sabini rientrano nel gruppo di popolazioni italiche centro meridionali di lingua osco-umbra, stanziatisi a cavallo dell'Appennino abruzzese tra le valli dell'Aterno e del Nera.
Catone nelle Origines, tracciando la storia di Roma (in cui i Sabini avevano un ruolo fondamentale), aveva narrato le loro origini da Sabo, dio indigeno. Da Testruna, vicino ad Amiternum, essi erano penetrati nella conca reatina, occupata dagli Aborigeni, popolazione di origine greca, sovrapponendosi ad essi. Strabone narrava che dai Sabini avevano avuto origine i Piceni, stanziati sul versante adriatico della penisola, i Sanniti e i Lucani.
Dalla conca reatina, oltrepassati i Monti Sabini, avrebbero inviato nella piana tiberina coloni a fondare città, nelle quali vivevano senza mura. Tra queste Cures, la capitale storica della Sabina Tiberina. I Sabini del Tevere occupano, dunque, tutto il territorio sulla riva sinistra del fiume, delimitato dai Monti Sabini, dal Tevere e dai fiumi Nera e Aniene. Le fonti ci tramandano i nomi di alcune città: Cures, Eretum, Trebula Mutuesca e Forum Novum.
La ricerca ha individuato alcune aree archeologiche: i resti dell'antica Cures, la necropoli di Colle del Forno, pertinente alla città di Eretum, le grandi necropoli di Poggio Sommavilla, il centro di Magliano con i sepolcreti e la necropoli di Otricoli. Le vie seguite nella discesa verso la valle del Tevere furono quelle segnate dalle vallate dei fiumi Velino, e Nera, dalle vie di fondovalle e dal percorso di quella che diventò la via Salaria, tramite antichissimo attraverso il quale le popolazioni dell'interno si rifornivano di sale alla foce del Tevere.
Questi Sabini del Tevere, per lungo tempo gli unici Sabini noti alla tradizione romana, raggiunsero una notevole ricchezza. Dionigi di Alicarnasso, trattando la vicenda di Tarpea, ricorda che al tempo di Tito Tazio, i Sabini portavano oro e non erano meno amanti delle raffinatezze degli Etruschi. Strabone, riferendo testimonianze a lui precedenti, dice che i Romani avvertirono per la prima volta i benefici della ricchezza quando divennero signori di questo popolo.
I Sabini Tiberini elaborano una scrittura nazionale, modellata su quella etrusco meridionale, ma con innovazioni proprie. Tale scrittura è documentata nella seconda metà del VII secolo avanti Cristo dalla fiaschetta miniaturistica di Poggio Sommavilla e dai frammenti iscritti provenienti, dalla necropoli del Giglio di Magliano Sabina. Pareri concordi definiscono come italica la lingua impiegata nei due testi iscritti, con possibilità di collegamento con il sud piceno anche sulla base di una comune tradizione alfabetica.

L'immagine che la ricerca archeologica ci ha dato dei Sabini del Tevrere è quella di un gruppo largamente partecipe dei processi di trasformazione culturale ed economica che si verificarono nel bacino tiberino nel corso dell'VIII e VII secolo avanti Cristo. Rielaborando le influenze provenienti dal mondo etrusco i Sabini svilupparono una cultura propria, che diffusero nei territori del versante adriatico. Il Museo di Magliano ne dà una testimonianza.


COMPOSIZIONE DEL MUSEO
Calice a corolla, necropoli del Giglio, Epoca arcaica

Sezione Preistorica
IL PALEOLITICO
Piano Terra

Sezione Protostorica
ETA' DEL BRONZO E DEL FERRO
Piano Primo

Sezione Epoca Arcaica
INSEDIAMENTO DI MAGLIANO E LE NECROPOLI
Piano Primo
INSEDIAMENTO DI POGGIO SOMMAVILLA E LE NECROPOLI
Piano Secondo

Sezione Romana
LE VILLE DI EPOCA REPUBBLICANA E IMPERIALE
Piano Secondo


MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO
Palazzo Gori - Via Sabina - 02046 Magliano Sabina (RI)
Tel. 0744-910001 (Museo) - 910141 (Comune) - Fax 0744/919903




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