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Itinerario Romanico - S.Maria della Lode a Vescovio
Come arrivarci:
  • Uscite dall'autostrada Roma - Firenze al casello "Magliano Sabina".
  • Percorrete la Flaminia verso Civita Castellana per ca. 3 km e girate a sinistra al bivio per Torri in Sabina, seguendo la ss.657.
  • Dopo 10-15 minuti c'è un bivio a sinistra per S. Maria in Vescovio
S.Maria della Lode a Vescovio si trova nel comune di Torri in Sabina. Per sapere di più su questo comune, vedi la pagina Torri in Sabina.

Momentaneamente "l'Itinerario Romanico" è previsto solamente previo prenotazione anticipata.

Ufficio Informazioni Tel.0765/455867.




Bassorilievo con simbologie Cristiane
Bassorilievo con simbologie Cristiane

La Diocesi di Sabina
La formazione della Diocesi di Sabina fu il risultato di una complessa e lunga opera di riaggregazione dei territori delle diocesi paleocristiane di Nomentum, di Cures Sabini, che ne deteneva il titolo originario, e di Forum Novum completatasi, nei tratti essenziali, nel secolo X.

La diocesi, a partire dal 781 e per buona parte dell'alto medioevo, costituì una sorta di elemento equilibratore, almeno dal punto di vista pontificio, dell'influenza della filoimperiale abbazia di Farfa. La chiesa cattedrale e l'episcopio sorgevano isolati tra le rovine dell'antico municipio romano di Forum Novum con il popolo dei fedeli che accorreva soltanto in occasione delle celebrazioni religiose dai castelli e dai villaggi vicini.
La fine dei secolo XI segnò l'inarrestabile declino della presenza farfense nell'Area. Nel frattempo i Pontefici avevano iniziato ad estendere progressivamente il loro dominio sull'intero ter-ritorio diocesano, controllato attraverso una maglia sempre più fitta di castra specialia, controllati direttamente, che finì per soffocare i possessi farfensi.

Agli inizi del XII secolo, papa Pasquale II mise in atto una più serrata strategia per affermare in modo definitivo l'egemonia pontificia in Sabina. Componente non secondaria di questo disegno fu un'intensa campagna di costruzione e di ricostruzione di nuove chiese in stile romanico, come ad esempio la stessa chiesa cattedrale, S. Maria Assunta a Tarano, S. Pietro ai Muricento a Montebuono, S. Maria Assunta a Fianello.

 

Bassorilievo con simbologie Cristiane
Bassorilievo con simbologie Cristiane

 
Parete sinistra: Ultima Cena
Parete sinistra: Ultima Cena

Parete di sinistra: Annunciazione
Parete di sinistra: Annunciazione

Parete sinistra: Crocifissione
Parete sinistra: Crocifissione

Guidizio Universale
Guidizio Universale

Guidizio Universale: particolare
Guidizio Universale: particolare

Crocifissione: particolare
Crocifissione: particolare

Forum Novum

Nel territorio di Torri, in località Vescovio, sorgono le rovine dell'antico municipio romano di Forum Novum, una fondazione recente, risalente con buona probabilità al Il secolo a.C. L'abitato era stato costruito su di un terrazzo alluvionale quasi alla confluenza di due corsi d'acqua a regime torrentizio, ed all'incrocio di due strade secondarie che collegavano il nuovo centro tanto alla via Flaminia quanto alla via Salaria.

Il rango municipale sembra essere stato raggiunto giunto da Forum Novum soltanto in età augustea. Le epigrafi, la fonte più preziosa per illustrare aspetti della vita politico-sociale foronovana, ricordano come preposti al culto i seviri augustales. Tra le divinità venerate nella zona sono ricordate Giove Ottimo Massimo, Iside, Serapide e Arpocrate, Mercurio, Venere, alla quale era dedicato un tempio, Fortuna, Vacuna, i Lari, i Penati.

Copiose furono le dediche ad imperatori, Gordiano III, o a loro congiunti come Druso e Germanico. Le epigrafi ricordano anche un acquedotto, costruito da un privato cittadino, che alimentava, oltre ad una fontana, anche le terme.

Cospicue sono ancor oggi le tracce di questo passato. Alcuni scavi effettuati qualche decennio fa, hanno riportato in luce gran parte della zona pubblica dell'abitato: il foro, la basilica, alcune botteghe, un tempio, mentre lungo le vie di accesso sono ancora ben visibili i nuclei, più o meno conservati, di monumenti funerari e delle arcate d'un acquedotto.

 

 

 

 

 

La Cattedrale di Sabina
Di particolare interesse ovviamente la Cattedrale di Sabina. L'edificio, più volte restaurato, conserva i principali lineamenti e l'impianto dell'edificio romanico eretto nei primi anni del secolo XII. Nella torre campanaria sono stati reimpiegati numerosi frammenti scultorei altomedievali, databili tra la fine dell'VIII e gli inizi del IX secolo, insieme ad altri materiali di spoglio, iscrizioni, lastre marmoree, laterizi, prelevati dalle rovine della città romana.

L'interno, ad una sola nave, non è stato stravolto da rifacimenti in età moderna per la perdita di importanza della stessa Sede Diocesana traslata a Magliano Sabina nel 1495. Notevole e' il ciclo pittorico realizzato nei primissimi anni del Trecento da maestri della scuola cavalliniana. Originariamente erano trentadue le scene che scandivano i muri laterali della nave, suddivise in due registri. Sulla parete destra erano raffigurati episodi del Vecchio Testamento, con alcuni riquadri che sono divenuti oggi quasi illeggibili. Sulla parete sinistra, invece, le scene, anch'esse in parte svanite, rappresentano momenti del Nuovo Testamento. Sulla controfacciata è dipinto, a fresco, un grandioso Giudizio Universale: un ciclo pittorico che ebbe una certa fortuna con echi che si diffusero lungo la valle del Tevere, in particolare a Fiano, negli affreschi di S. Maria in Trasponte.

Negli altari del transetto e nell'ambone sono state reimpiegate lastre di recinti presbiteriali altomedievali lavorate in modo accurato con decorazioni a intrecci viminei e con simboli cristiani. Sulla mensa marmorea dell'altare molti fedeli hanno lasciato scritti i loro nomi.

La cripta ad oratorio, abbastanza ben conservata, è stata probabilmente edificata nel X seco-lo al momento della ricostruzione dopo l'in-cendio saraceno. L'ambulacro semianulare conduce al corridoio dritto ed all'altare sotterraneo, che la fenestella confessionis mette in comunica-zione con l'altare superiore; per la mensa dell'altare è stata riutilizzata una lastra marmorea con iscrizione dei primi anni del Quattrocento.

Sulla collina sovrastante la chiesa sono visibili i resti del castrum domini episcopi, abbandonato e restaurato a più riprese durante il Medioevo; l'ultima volta sullo scorcio del XIII secolo, prima di essere trasformato in un convento Agostiniano.

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Territorio dell'Agro Foronovano Sabino-Umbro
Provincia di Rieti Provincia di Terni

ITINERARIO ROMANICO -VESCOVIO, TARANO, MONTEBUONO, FIANELLO, CALVI DELL'UMBRIA
Testi Tersilio Leggio -Direttore del Museo di Farfa
versione inglese Helen Patterson Assistant Director (Archaeology) The British School at Rome

consulenza
Giovanna Alvino Soprintendenza Archeologica del Lazio
Mariasanta Valenti Soprintendenza Beni Ambientali e Architettonici del Lazio
Claudio Blasetti Soprintendenza Beni Ambientali e Architettonici del Lazio
Alia Englen Soprintendenza Beni Artistici e Storici del Lazio

Collaborazione
Regione Lazio Consorzio dei Comuni dell'Agro Foronovano
Banca di Credito Cooperativo di Roma
Gruppo Cassa Rurale ed Artigiana di Roma

 


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