Come
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Momentaneamente "l'Itinerario Romanico" è previsto solamente previo prenotazione anticipata. Ufficio Informazioni Tel.0765/455867. |
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La Diocesi
di Sabina La diocesi, a partire
dal 781 e per buona parte dell'alto medioevo, costituì una sorta
di elemento equilibratore, almeno dal punto di vista pontificio, dell'influenza
della filoimperiale abbazia di Farfa.
La chiesa cattedrale e l'episcopio sorgevano isolati tra le rovine dell'antico
municipio romano di Forum Novum con il popolo dei fedeli che accorreva
soltanto in occasione delle celebrazioni religiose dai castelli e dai
villaggi vicini. Agli inizi del XII secolo, papa Pasquale II mise in atto una più serrata strategia per affermare in modo definitivo l'egemonia pontificia in Sabina. Componente non secondaria di questo disegno fu un'intensa campagna di costruzione e di ricostruzione di nuove chiese in stile romanico, come ad esempio la stessa chiesa cattedrale, S. Maria Assunta a Tarano, S. Pietro ai Muricento a Montebuono, S. Maria Assunta a Fianello.
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Parete sinistra: Ultima Cena ![]() Parete di sinistra: Annunciazione ![]() Parete sinistra: Crocifissione
Guidizio Universale
Guidizio Universale: particolare
Crocifissione: particolare |
Forum Novum Nel territorio di Torri, in località Vescovio, sorgono le rovine dell'antico municipio romano di Forum Novum, una fondazione recente, risalente con buona probabilità al Il secolo a.C. L'abitato era stato costruito su di un terrazzo alluvionale quasi alla confluenza di due corsi d'acqua a regime torrentizio, ed all'incrocio di due strade secondarie che collegavano il nuovo centro tanto alla via Flaminia quanto alla via Salaria. Il rango municipale sembra essere stato raggiunto giunto da Forum Novum soltanto in età augustea. Le epigrafi, la fonte più preziosa per illustrare aspetti della vita politico-sociale foronovana, ricordano come preposti al culto i seviri augustales. Tra le divinità venerate nella zona sono ricordate Giove Ottimo Massimo, Iside, Serapide e Arpocrate, Mercurio, Venere, alla quale era dedicato un tempio, Fortuna, Vacuna, i Lari, i Penati. Copiose furono le dediche ad imperatori, Gordiano III, o a loro congiunti come Druso e Germanico. Le epigrafi ricordano anche un acquedotto, costruito da un privato cittadino, che alimentava, oltre ad una fontana, anche le terme. Cospicue sono ancor oggi le tracce di questo passato. Alcuni scavi effettuati qualche decennio fa, hanno riportato in luce gran parte della zona pubblica dell'abitato: il foro, la basilica, alcune botteghe, un tempio, mentre lungo le vie di accesso sono ancora ben visibili i nuclei, più o meno conservati, di monumenti funerari e delle arcate d'un acquedotto.
La Cattedrale
di Sabina L'interno, ad una sola nave, non è stato stravolto da rifacimenti in età moderna per la perdita di importanza della stessa Sede Diocesana traslata a Magliano Sabina nel 1495. Notevole e' il ciclo pittorico realizzato nei primissimi anni del Trecento da maestri della scuola cavalliniana. Originariamente erano trentadue le scene che scandivano i muri laterali della nave, suddivise in due registri. Sulla parete destra erano raffigurati episodi del Vecchio Testamento, con alcuni riquadri che sono divenuti oggi quasi illeggibili. Sulla parete sinistra, invece, le scene, anch'esse in parte svanite, rappresentano momenti del Nuovo Testamento. Sulla controfacciata è dipinto, a fresco, un grandioso Giudizio Universale: un ciclo pittorico che ebbe una certa fortuna con echi che si diffusero lungo la valle del Tevere, in particolare a Fiano, negli affreschi di S. Maria in Trasponte. Negli altari del transetto e nell'ambone sono state reimpiegate lastre di recinti presbiteriali altomedievali lavorate in modo accurato con decorazioni a intrecci viminei e con simboli cristiani. Sulla mensa marmorea dell'altare molti fedeli hanno lasciato scritti i loro nomi. La cripta ad oratorio, abbastanza ben conservata, è stata probabilmente edificata nel X seco-lo al momento della ricostruzione dopo l'in-cendio saraceno. L'ambulacro semianulare conduce al corridoio dritto ed all'altare sotterraneo, che la fenestella confessionis mette in comunica-zione con l'altare superiore; per la mensa dell'altare è stata riutilizzata una lastra marmorea con iscrizione dei primi anni del Quattrocento. Sulla collina sovrastante la chiesa sono visibili i resti del castrum domini episcopi, abbandonato e restaurato a più riprese durante il Medioevo; l'ultima volta sullo scorcio del XIII secolo, prima di essere trasformato in un convento Agostiniano. |
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| Territorio
dell'Agro Foronovano Sabino-Umbro Provincia di Rieti Provincia di Terni ITINERARIO ROMANICO -VESCOVIO, TARANO, MONTEBUONO, FIANELLO, CALVI DELL'UMBRIA Testi Tersilio Leggio -Direttore del Museo di Farfa versione inglese Helen Patterson Assistant Director (Archaeology) The British School at Rome consulenza Giovanna Alvino Soprintendenza Archeologica del Lazio Mariasanta Valenti Soprintendenza Beni Ambientali e Architettonici del Lazio Claudio Blasetti Soprintendenza Beni Ambientali e Architettonici del Lazio Alia Englen Soprintendenza Beni Artistici e Storici del Lazio Collaborazione Regione Lazio Consorzio dei Comuni dell'Agro Foronovano Banca di Credito Cooperativo di Roma Gruppo Cassa Rurale ed Artigiana di Roma |
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