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Itinerario di Belmonte in Sabina

Come arrivarci:

  • Uscite dall'autostrada Roma - Firenze al casello "Fiano Romano".
  • Prendete la superstrada fino a Passo Corese, poi la Salaria in direzione Rieti.
  • Dopo circa 30 km. prendete il bivio a destra per Belmonte in Sabina.
 
Questo itinerario si trova nel comune di Belmonte in Sabina. Per sapere di più su questo comune, vedi la pagina Belmonte in Sabina.

Collocato su un colle ridente a 750 metri alle estremi propaggini del comprensorio dei Turano, Belmonte conserva numerose testimonianze dei suo passato millenario.

Prima della costruzione del castello da parte dei Brancaleoni il territorio era stato colonizzato da numerosi insediamenti a carattere sparso il più cospicuo dei quali era quello del Casalem Toramianum in Località Lombricolo, appartenente sin dall'VIII secolo all'Abbazia di Farfa, altri nuclei simili erano nelle cosiddette "Ville", e a Collina dove esistevano già prima del Mille le Chiese di S. Maria e di S. Michele.

Una ricognizione sulle testimonianze del passato non può che iniziare tuttavia dalle mura ciclopiche in Località Colle Carionaro, a Collina, frazione popolosa a sei Km da Belmonte. Si tratta di un lungo tratto di parete costituita da grandi blocchi di pietra calcarea poligonale accostati a secco che avevano funzione di contenimento del territorio soprastante. Questi avanzi, imponenti e carichi di suggestione, sono databili alla tarda età del Bronzo (1300 - 75 a. C.).

Appena sotto tale sito a testimonianza, di una continuità antropica ininterrotta, è possibile visitare le grotte preistoriche di Zoccani (età eneolitica 3000 - 2000 a.C.) che hanno recentemente restituito abbondanti materiali litici.

L'epoca romana è rappresentata dal monumentale ponte "Del Sambuco" in bellissima opera quadrata, vestigio ancora integro della Via Salaria che qui valicava un torrente, arido in estate ma impetuoso nella stagione piovosa. Il ponte (data dal Gazzola al I sec. dopo Cristo) e i muraglioni che lo inquadrano raggiunge la lunghezza di 64 metri la carreggiata che ancora all'inizio del secolo il Persichetti poteva ammirare integra col basolato bigio e consunto, era larga 6,20 metri. I grandi conci sono in breccione, materiale che abbonda nel luogo e che i costruttori sfruttarono con grande perizia. Fino a pochi anni fa si conservava, precipitato nel letto del torrente, il cippo che misurava la distanza del ponte da Roma: 41 miglia. Il sito conserva un'altra carica di suggestione col rudere bianchissimo che appare imponente tra la vegetazione rigogliosa.

Poco distante, a nord est, sono stati rinvenuti i resti di una villa con muri in opus cementitiumm. Salendo su questo versante si incontra la mole raccolta della Chiesa di S. Elena, con pianta quadrata e abside volta in oriente. Il monumento insiste su una platea pertinente probabilmente a un edificio pagano (Staffa). Il luogo era certamente collegato alla villa e al ponte dei Sambuco da un diverticolo che affiora a tratti tra gli arbusti della macchia di Frascano. Contiguo a S. Elena e ad essa strettamente legato era in epoca alto medioevale il Casale Toraniano, grande masseria di proprietà farfense, del quale restano sul Colle dell'Emiato, poggio ventoso e isolato, ampie tracce.

Le epoche successive sono rappresentate dal Convento di S. Nicola situato ad ovest di Belmonte, su un'altura gremita di pioppi e conifere che conserva alcune strutture murarie dei XII-XIII secolo e, entro la Chiesa due affreschi del '500 e una splendida statua lignea di S. Francesco opera tuttora inedita, di un grande artista del XVII secolo.

La parrocchiale di S. Salvatore custodisce nell'abside un affresco con S. Giovanni Battista databile al primo scorcio del XVI sec. brano notevole di un più vasto ciclo e una copia di ottima qualità del celebre S. Michele Arcangelo di Guido Reni fatta eseguire dai fedeli nel XVIII sec. a memoria della Chiesa omonima di Villa Vasi.

Nella chiesetta di S. Rufina si conserva una tela d'altare rappresentante la Vergine col Bambino, assai consunta e malamente ritoccata ma scrivibile ad un autore vicino ai modi di Antoniazzo Romano (inizio XVI sec.). Il visitatore volenteroso può effettuare una escursione a Rieti ove, presso il museo diocesano è custodita una bellissima croce a stile in argento cesellato di scuola abruzzese del'500. Opera di finissima fattura la croce proviene dalla parrocchia di Belmonte.

Queste testimonianze si accomunano ad altri elementi di interesse quali il centro urbano antico che costituiva la "serra" di Belmonte con l'impianto edilizio alterato dal terremoto del 1915 ma ancora leggibile nella grande corte castrenze, i blocchi perimetrali degli edifici separati dagli angusti anditi trasversali con punti nevralgici dell'arco di accesso al castello, un poderoso sistema a botte del XIII e XIV sec. e quello analogo di Vicolo Foschetti. Questo itinerario si può completare con escursione nel comprensorio che conserva quadri ambientali ancora integri, tali da costituire le naturali trame di connessione delle testimonianze di storia e di arte qui sinteticamente descritte.

 

Si ringrazia il Comune di Belmonte in Sabina per la gentile concessione dei testi



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