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Torri in Sabina

 

 
     

 
 

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Dati
Altitudine: mt. 275
Abitanti: 879
Superficie: kmq 25,78
cap 02049
Numeri utili
Comune Tel. 0765.62004
Pro Loco Tel. 0765.62473
Carabinieri Tel. 0765.62001
Farmacia Tel. 0765.62440
Ufficio Postale Tel. 0765.62007
Museo Territoriale Agro Foronovano Tel.0765.608197
 
 



Servizi turistici

 
 
Ristoranti:
L'Oasi, Santuario Vescovio Tel.0765.608032
La Pineta "Da Dario" bivio Vescovio Tel.0765.608168
L'Idea, Piazza Roma, 4 Tel.0765.62267

Albergo:
La Pineta**
(bivio Vescovio ) Tel. e Fax 0765.608197

LEGGENDA

Bed & Breakfast:
Il Leccio, via Pizzuti, 53 Tel. 0765.62412

 
 


Cenni storici

Nel territorio del Comune di Torri vi sono notevoli testimonianze di insediamenti romani, come ad esempio Forum Novum. In epoca medioevale sorse la Torri odierna che fu per lungo tempo in possesso della famiglia Orsini. Confiscato il fondo
da diversi Papi , gli Orsini riottennero l'investitura in diverse occasioni. Nel 1698 morto senza eredi Flavio Orsini , fu incamerato dalla Santa Sede anche se la vedova di Flavio, Anna Maria de la Tremoille, grazie a Clemente XI, ne restò in possesso fino alla morte nel 1728.
La chiesa parrocchiale di Torri, eretta nel 1549, è dedicata a San Giovanni Battista. E' assai interessante, specie per le preziose opere d'arte che contiene nel suo interno. Sul maggiore altare, c'è una tela raffigurante la Madonna del Rifugio. Del pittore romano cav. Vincenzo Camuccini.
Nel centro dell'abiside, c'è una tela ad olio della metà del '600 nella quale è rappresentata la Vergine in alto, seduta sulle nubi con Gesù, e in basso San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista. Il fonte battesimale, è dell'VIII o IX secolo con alcuni caratteri del primo romanico, a forma rettangolare e in pietra scolpita a basso ed alto rilievo.
Nella stessa chiesa, vi sono due tele umbre , della scuola del Perugino, raffiguranti San Liborio e Sant'Anselmo . Centralmente c'è il dipinto, anche esso di scuola umbra cinquecentesca che rappresenta l'Estasi di Santa Teresa. Nella chiesa di San Nicola da Bari, si nota un affresco con la Vergine in piedi, avente le braccia aperte in atto di prostezione sul capo dei "fratelli" della Confraternita del Gonfalone, della fine del 1400 o dei primi del 1500. Di scuola umbra della fine del '400 è la tavola a tempera raffigurante la Vergine con Gesù che pone l'anello a Santa Caterina che occupa la parte sinistra, mentre a destra c'è San Nicola.
Altre due chiese sono quelle della Madonna del Colle e di Sant'Egidio. In quest'ultima c'è un interessante San Francesco che riceve le Stimmate, lavoro notevole della fine del 1600. Porta scritto " Furnius romanus faciebat". Vicini a queste chiese i due magnifici edifici del Seminario Vaticano e del Seminario armeno.


SANTUARIO DI VESCOVIO
Tel. 0765.608035

La Chiesa di Santa Maria in Vescovio sorge in mezzo ad una campagna pianeggiante disseminata di ruderi romani: l'antico Municipium di Forum Novum.
Santa Maria in Vescovio fu la Chiesa Cattedrale della Sabina fino al secolo XV inoltrato, e non fu risparmiata dalla devastazione dei Saraceni.
Un portale, sormontato da un protiro rudimentale e fregiato d'una iscrizione in maiuscole lapidarie (Ecclesia Cathedralis Sabinorum) permette di accedere ad un cortiletto ( notare i resti di sculture romane ed il bel sarcofago baccellato ed istoriato) innanzi alla nuda facciata del sacro edificio . Di fianco vi è un'agile e salda Torre campanaria il cui basamento appartiene , probabilmente , al secolo XI, mentre i quattro piani a coppie di monofore (quella di fronte presenta un raro affresco raffigurante un Angelo) e trifore risalgono ad un età subito successiva , all'alba del XII.
L'edificio, a croce latina, monoabsidato e ad una unica navata, sembrerebbe risalire, ora, ad un rifacimento del secolo XI, con l'aggiunta di monofore gotiche trilobate trecentesche. Ma, oltre, all'abside e al transetto, la parte più antica della Chiesa è la veneranda ed interessantissima Cripta dalla rara pianta semianulare del secolo IX , qui e nell'Altare Maggiore sotto il presbiterio, vi sono affreschi coevi (Profeti, Madonna col Bambino tra Angeli e Santi). Le pareti della navata e quelle interne della facciata sono poi tutte affrescate con Fatti del Vecchio Testamento a destra, (Genesi, Abramo in procinto di sacrificare Isacco, Storie di Isacco, di Giacobbe e di Esaù), del Nuovo Testamento a sinistra e col Giudizio Universale. Questo importante ciclo di pitture murali venne eseguito, al principio del trecento, da Maestri romani della cerchia cavalliniana che attingono a fonti iconografiche bizantine e rivelano timidi orientamenti gotici e legami di pittura toscana .contemporanea . Di notevole valore artistico il Crocifisso in legno di ignoto Autore , recentemente riscoperto, che sembra doversi assegnare al 1400. Degni di nota anche il pergamo, ricostruito con avanzi di balaustre marmoree scolpite dei secoli VIII-IX ed un dipinto quattrocentesco raffigurante una venerabile immagine della Vergine Col Bambino. Agli Altari del transetto : avanzi di plutei sempre dei secoli VIII-IX.


ROCCHETTE E ROCCHETTINE (FRAZIONI DI TORRI)

Da un punto di vista paesaggistico uno dei luoghi più suggestivi della Sabina tiberina è costituito da una gola scavata nella roccia dalla Laia e dominata da due insediamenti fortificati gemelli., Rocchette e Rocchettine, abitato il primo, abbandonato di recente il secondo. Le prime notizie sui due castelli sono abbastanza tarde e risalgono al pieno medioevo. I nomi originari erano, rispettivamente, Rocca Bertalda e Rocca Guidonesca senza che si possa riuscire a delineare meglio le figure dei fondatori ed a individuare l'epoca della fondazione.
Le vicende storiche dei due insediamenti si muovono ovviamente , jn parallelo. Dapprima possesso del vescovo di Sabina, poi sotto il dominio immediato della Santa Sede, le due rocche alla fine del Trecento furono occupate dai Savelli che le tennero a lungo. Una torre quadrata, inglobata nelle murature, ricorda le fasi più antiche del " castrum "di Rocchettine . mentre gli ampi rifacimenti operati dai Savelli sono ben evidenti nei torrioni cilindrici ad ampia scarpa, nella porta di accesso al castello, in parte della cinta, fortificata con mensole, feritoie e beccatelli. Le strutture interne sono in fase di rapido quanto inarrestabile degrado. Ancora imponente la Chiesa di S.Lorenzo completamente riedificata nel Settecento.

 
 


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