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Cenni
storici
Nel territorio del Comune di
Torri vi sono notevoli testimonianze di insediamenti romani, come ad esempio
Forum Novum.
In epoca medioevale sorse la Torri odierna che fu per lungo tempo in possesso
della famiglia Orsini. Confiscato il fondo
da diversi Papi , gli Orsini riottennero l'investitura in diverse occasioni.
Nel 1698 morto senza eredi Flavio Orsini , fu incamerato dalla Santa Sede
anche se la vedova di Flavio, Anna Maria de la Tremoille, grazie a Clemente
XI, ne restò in possesso fino alla morte nel 1728.
La chiesa parrocchiale di Torri, eretta nel 1549, è dedicata a
San Giovanni Battista. E' assai interessante, specie per le preziose opere
d'arte che contiene nel suo interno. Sul maggiore altare, c'è una
tela raffigurante la Madonna del Rifugio. Del pittore romano cav. Vincenzo
Camuccini.
Nel centro dell'abiside, c'è una tela ad olio della metà
del '600 nella quale è rappresentata la Vergine in alto, seduta
sulle nubi con Gesù, e in basso San Giovanni Battista e San Giovanni
Evangelista. Il fonte battesimale, è dell'VIII o IX secolo con
alcuni caratteri del primo romanico, a forma rettangolare e in pietra
scolpita a basso ed alto rilievo.
Nella stessa chiesa, vi sono due tele umbre , della scuola del Perugino,
raffiguranti San Liborio e Sant'Anselmo . Centralmente c'è il dipinto,
anche esso di scuola umbra cinquecentesca che rappresenta l'Estasi di
Santa Teresa. Nella chiesa di San Nicola da Bari, si nota un affresco
con la Vergine in piedi, avente le braccia aperte in atto di prostezione
sul capo dei "fratelli" della Confraternita del Gonfalone, della
fine del 1400 o dei primi del 1500. Di scuola umbra della fine del '400
è la tavola a tempera raffigurante la Vergine con Gesù che
pone l'anello a Santa Caterina che occupa la parte sinistra, mentre a
destra c'è San Nicola.
Altre due chiese sono quelle della Madonna del Colle e di Sant'Egidio.
In quest'ultima c'è un interessante San Francesco che riceve le
Stimmate, lavoro notevole della fine del 1600. Porta scritto " Furnius
romanus faciebat". Vicini a queste chiese i due magnifici edifici
del Seminario Vaticano e del Seminario armeno.
SANTUARIO DI VESCOVIO
Tel. 0765.608035
La Chiesa di Santa Maria
in Vescovio sorge in mezzo ad una campagna pianeggiante disseminata
di ruderi romani: l'antico Municipium di Forum Novum.
Santa Maria in Vescovio fu la Chiesa Cattedrale della Sabina fino al
secolo XV inoltrato, e non fu risparmiata dalla devastazione dei Saraceni.
Un portale, sormontato da un protiro rudimentale e fregiato d'una iscrizione
in maiuscole lapidarie (Ecclesia Cathedralis Sabinorum) permette di
accedere ad un cortiletto ( notare i resti di sculture romane ed il
bel sarcofago baccellato ed istoriato) innanzi alla nuda facciata del
sacro edificio . Di fianco vi è un'agile e salda Torre campanaria
il cui basamento appartiene , probabilmente , al secolo XI, mentre i
quattro piani a coppie di monofore (quella di fronte presenta un raro
affresco raffigurante un Angelo) e trifore risalgono ad un età
subito successiva , all'alba del XII.
L'edificio, a croce latina, monoabsidato e ad una unica navata, sembrerebbe
risalire, ora, ad un rifacimento del secolo XI, con l'aggiunta di monofore
gotiche trilobate trecentesche. Ma, oltre, all'abside e al transetto,
la parte più antica della Chiesa è la veneranda ed interessantissima
Cripta dalla rara pianta semianulare del secolo IX , qui e nell'Altare
Maggiore sotto il presbiterio, vi sono affreschi coevi (Profeti, Madonna
col Bambino tra Angeli e Santi). Le pareti della navata e quelle interne
della facciata sono poi tutte affrescate con Fatti del Vecchio Testamento
a destra, (Genesi, Abramo in procinto di sacrificare Isacco, Storie
di Isacco, di Giacobbe e di Esaù), del Nuovo Testamento a sinistra
e col Giudizio Universale. Questo importante ciclo di pitture murali
venne eseguito, al principio del trecento, da Maestri romani della cerchia
cavalliniana che attingono a fonti iconografiche bizantine e rivelano
timidi orientamenti gotici e legami di pittura toscana .contemporanea
. Di notevole valore artistico il Crocifisso in legno di ignoto Autore
, recentemente riscoperto, che sembra doversi assegnare al 1400. Degni
di nota anche il pergamo, ricostruito con avanzi di balaustre marmoree
scolpite dei secoli VIII-IX ed un dipinto quattrocentesco raffigurante
una venerabile immagine della Vergine Col Bambino. Agli Altari del transetto
: avanzi di plutei sempre dei secoli VIII-IX.
ROCCHETTE E ROCCHETTINE (FRAZIONI DI TORRI)
Da
un punto di vista paesaggistico uno dei luoghi più suggestivi
della Sabina tiberina è costituito da una gola scavata nella
roccia dalla Laia e dominata da due insediamenti fortificati gemelli.,
Rocchette e Rocchettine, abitato il primo, abbandonato di recente il
secondo. Le prime notizie sui due castelli sono abbastanza tarde e risalgono
al pieno medioevo. I nomi originari erano, rispettivamente, Rocca Bertalda
e Rocca Guidonesca senza che si possa riuscire a delineare meglio le
figure dei fondatori ed a individuare l'epoca della fondazione.
Le vicende storiche dei due insediamenti si muovono ovviamente , jn
parallelo. Dapprima possesso del vescovo di Sabina, poi sotto il dominio
immediato della Santa Sede, le due rocche alla fine del Trecento furono
occupate dai Savelli che le tennero a lungo. Una torre quadrata, inglobata
nelle murature, ricorda le fasi più antiche del " castrum
"di Rocchettine . mentre gli ampi rifacimenti operati dai Savelli
sono ben evidenti nei torrioni cilindrici ad ampia scarpa, nella porta
di accesso al castello, in parte della cinta, fortificata con mensole,
feritoie e beccatelli. Le strutture interne sono in fase di rapido quanto
inarrestabile degrado. Ancora imponente la Chiesa di S.Lorenzo completamente
riedificata nel Settecento.
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