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Stimigliano

 

 
     

 
 

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Dati
Altitudine: mt. 205
Abitanti: 1895
Superficie: kmq 11,37
cap 02048
Numeri utili
Comune Tel. 0765.576038
Pro Loco Tel. 0765.576199
Carabinieri Tel. 0765.576036
Farmacia Tel. 0765.576170
 
 



Servizi turistici

 
 
Ristoranti:
Da Lina, via Nocchieto,8 Tel. 0765.576075
Il Vulcano, via San Francesco, (Stimigliano Scalo) Tel. 0765.576473
Pozzi, via Cavour, 47 Tel. 0765.577129

 

 
 


Cenni storici

Il nome di questo antico paese presuppone l'esistenza, in età romana, di un "fondo" appartenente a una famiglia, forse nobile, certo rappresentativa nell'ambito del ceto agrario, costituente il tessuto connettivo della popolazione italica ai tempi della Repubblica e dell'Impero.
Come è avvenuto per latri "fondi" o unità prediali della Sabina- basterebbe citare gli esempi di Magliano, di Contigliano, di Cottanello-il possedimento agricolo è divenuto il nucleo di un villaggio (pagus) e col tempo di un abitato che, per esigenze difensive, è stato chiuso in una cinta fortificata trasformandosi in "castrum" o in poggio (podium).
In età medioevale, Stimigliano, venne concesso, dalla Chiesa, in feudo agli Orsini, mediante una investitura che, quasi sempre, sanava e legittimava le usurpazioni attraverso le quali la potente casata baronale romana si era costituita un vasto dominio, vero e proprio Stato, nel cuore dei territori della Sabina e della Tuscia, soggetto all'alta sovranità del Papi.
Anzi, tra i numerosi feudi ursinei, Stimigliano è da considerare incluso nel novero dei più importanti , in virtù della sua posizione di grosso abitato proteso a dominare la sottostante valle del Tevere e vicinissimo ad altri castelli che la grande famiglia, coi suoi numerosi rami, signoreggiava sulla opposta sponda del fiume. Dagli Orsini passò, poi, ai Savelli. Il paese attraverso eterne vicende, strettamente legate alla politica, bellicosa e turbolenta, dei suoi feudatari, tornò sotto la immediata giurisdizione della Santa Sede, in conseguenza del lento decadere dell'istituto feudale , intimamente legato alla progressiva diminuzione di potere e di prestigio dell'aristocrazia romana.
Si entra in Stimigliano per una monumentale Porta bugnata cinquecentesca ad arco a tutto sesto, legata ad un corrispondente ampliamento del contesto edilizio più antico. Questo posto sulla estremità del colle allungato, ha la struttura centripeta tipica di molti "castra" sabini, con vie anguste e tortuose che , verso la Porta, si mantengono strette, ma si presentano con percorso abbastanza rettilineo e sempre tra edifici che, nonostante modifiche e rimodernamenti , mantengono caratteri di severa vetustà.
Il lato orientale di Stimigliano offre un tipico esempio di castello in cui, alla cinta fortificata, si sono addossate case private con la conseguente trasformazione delle mura in prospetti aperti da finestre, distribuite in vari piani, o praticate con pittoresco disordine.
Sulle abitazioni , comunque, spicca e domina la imponente mole del Castello baronale. All'interno si possono ammirare i soffitti di molte sale decorati con grottesche che sono tra le più fantasiose ed ornamentali della Sabina. A sua volta la Cappella è ricca di buoni dipinti murali ; di gusto manieristico tardo cinquecentesco. La Chiesa parrocchiale è ubicata fuori dell'antico paese, all'estremità di una vasta piazza . E' un edificio che presenta ,oggi , esternamente ed internamente, forme barocche, con aula a tre navate. Vi si trovano due interessanti dipinti: uno rappresenta il Salvatore benedicente, eseguito a tempera, su tavola, da un seguace paesano di Antonazzo Romano del tardissimo quattrocento.
L'altro dipinto, esposto all'Altare destro del presbiterio, rappresenta, su tela, una drammatica e tenebrosa Strage degli Innocenti ed è opera di un ignoto caravaggesco , probabilmente romano, attivo nella prima metà del Seicento.
 
 


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