| |
Cenni
storici
In un territorio in cui sono
presenti diversi resti di epoca romana, il "castrum" di Selci
venne costruito intorno all'XI secolo. Possesso dell'Abbazia
di Farfa passò poi alla Santa Sede e governato direttamente
dai Pontefici tramite loro incaricati.
Nel XIV secolo si ribellò all'autorità pontificia senza
successo. Fu concesso dal Papa Urbano V agli Orsini. Nel 1477 Sisto IV
lo concesse al figlio legittimato del cardinale Latino Orsini. Nel 1596
fu confiscato per morosità dalla Camera Apostolica e messo all'asta.
Fu acquistato da Paolo Emilio Cesi , marchese di Riano per 5300 scudi.
Nel 1697 fu venduto insieme a Cantalupo e Gavignano al Marchese Guido
Vaini , passò poi nel 1722 alla S. Sede.
La Chiesa principale è quella dedicata al SS. Salvatore , nella
quale si trova una pala del sec. XVII raffigurante il Salvatore , fra
nuvole e angeli, che poggia il braccio sinistro sul globo. In adorazione
S. Eleuterio papa e San Rocco con il cane, entrambi comprotettori di Selci;
S. Stefano diacono, principale protettore di Selci e San Bernardino da
Siena con libro e monogramma YHS. Un'altra pala dei sec. XVII-XVIII raffigurante
la Madonna Immacolata è sopra l'altare di sinistra. Dello stesso
periodo il quadro raffigurante la Conversione di San Paolo e la fonte
battesimale in legno dipinto , di artigianato locale.
Due sono le chiesette rurali : una dedicata al patrono S. Stefano, l'altra
a S. Eleuterio.
Sempre del periodo XVII-XVIII le Chiesette di San Vincenzo di jus patronato
della famiglia Savini; di San Domenico e San Bonaventura , famiglia Quintiliani;
di Santa Lucia, famiglia Benedetti, dalla quale è stata ricavata
la fontana della piazza principale.
Della prima fortificazione del Castrum Silicij (Selci) restano il massiccio
torrione a pianta quadrata, che ancora oggi domina il paese,"roccha
castri", la " platea palatij Communis" e la cinta muraria.
Nella villa di Tulliano, sono stati rinvenuti due ceppi funerari, dei
coniugi Tullio Epafra e Tullia Simferusa, del periodo traiano-adrianeo.
|
|