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Salisano

 

 
     

 
 

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Dati
Altitudine: mt. 406
Abitanti: 547
Superficie: kmq 17,48
cap 02040
Numeri utili
Comune tel. 0765.465029
Pro Loco Tel. 0765.465029
Farmacia Tel. 0765.465161
Ufficio Postale Tel. 0765.465232
 
 



Servizi turistici

 
 
Ristoranti:
Il Gufetto, piazza Maria Jose', Tel. 0765.465280

 

 
 


Cenni storici

Fondato nell'XI secolo il "Castellum" di Salisano fece parte dei possessi dell'Abbazia di Farfa. Dal XV secolo ebbero la "commenda " dell'Abbazia con Selci gli Orsini, i Farnese, i Barberini , i Lante della Rovere. Durante il dominio degli Orsini fu ucciso ,nel 1542, il barone Ferreoli a cui era stato concesso, per il dispotismo di cui aveva dato prova. Più tardi, per ordine del Tribunale della S.Consulta fu distrutto anche il palazzo baronale ,forse costruito dal Sangallo.
La Chiesa parrocchiale di Salisano, dedicata a San Pietro e Paolo, e nella quale è venerato il corpo di Santa Giulia Martire, ha una aspetto alquanto moderno, essendo stata riedificata nel 1765. Il convento francescano di San Diego edificato insieme alla chiesa dello stesso titolo è del 1591. IL convento è stato, recentemente restaurato dalle Suore Francescane Missionarie di Maria.

Appartiene al territorio di Salisano anche ROCCABALDESCA. La rocca sorge su di una altura alla confluenza di due torrenti quasi all'imbocco della vallata che separa Salisano da Mompeo. Il primo impianto risale alla metà del IX secolo ed entrò a far parte , nel secolo successivo , del patrimonio farfense. Il nome attuale fu assunto agli inizi del XII secolo , probabilmente dopo una ristrutturazione operata da un ignoto Tebaldo. Nei primi decenni del XIV secolo Roccabaldesca conobbe un nuovo slancio edilizio. Questi tentativi di rivitalizzare il castello non riuscirono appieno nel loro intento. Infatti il castello fu abbandonato definitivamente nei primi anni del Seicento. Sono visibile alcune strutture del castello, in particolare l'aerea della rocca ed il quartiere abitativo sviluppatosi sulle pendici sud-occidentali dell'altura grazie all'immigrazione, sullo scorcio del medioevo, di maestranze lombarde, oltre ad alcuni pozzi per la conservazione dei cereali scavati nella roccia e un mulino per la produzione dell'olio di oliva riportati recentemente in luce durante lavori di restauro e di consolidamento delle strutture murarie.

 
 


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