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Cenni
storici
Nel regesto farfense viene nominato
per la prima volta Poggio Catino nel 1093: Il "castrum" , agli
inizi del 1200, entrò a far parte della nobile famiglia romana
dei Sant'Eustachio .Passò , più tardi, sotto il dominio
di diverse famiglie nobiliari . Nell'agosto 1526 , fu eletto a Marchesato
da Papa Clemente VIII.
Nel 1621, il marchese Settimio Olgiati fece nuovamente erigere, facendo
demolire le cadenti mura della vecchia chiesa, la parrocchiale in onore
della Concezione e di San Nicolò da Bari, chiesa che fu restaurata
e riconsacrata nel 1774 dal cardinale Rezzonico. In questa chiesa si notano:
una urnetta cineraria romana che porta una iscrizione; una tela cinquecentesca
raffigurante S.Elena con la Croce, notevole lavoro di scuola- umbro romana.
E' di interesse anche la croce processionale in lamina d'argento, opera
dei primi del '500. L'altra chiesa è dedicata a San Rocco. Vi si
nota un affresco sotto al quale è la data del 1562.
CATINO (FRAZIONE
DI POGGIO CATINO)
Il Castello di Catino nasce
intorno alla metà del X secolo. Poco più di un secolo
dopo l'abate di Farfa, Berardo I, ne acquistò i due quinti, per
poi dare impulso alla fondazione a breve distanza del castello di Poggio
Catino. Catino è noto soprattutto per aver dato i natali al monaco
Gregorio che, tra XI e XII secolo, trascrisse il cartario farfense lasciandoci
un patrimonio archivistico di grandissima importanza per la storia altomedioevale
europea. Catino rimase in possesso di Farfa fino al XII secolo.
Alla fine del XIII secolo signori del castello divennero i Sant'Eustachio,
potente famiglia della nobiltà romana , per passare nel 1476
alla Camera apostolica , successivamente al Comune di Rieti, al mercante
Meliaduce Cicala, agli Orsini, ai Savelli, ai Capizucchi ed infine,
agli inizi del Seicento, agli Olgiati. Il nucleo originario del castello
si trova in cima all'abitato, il cui tessuto urbanistico è abbastanza
bene conservato. Al suo interno svetta alta una torre pentagonale bassomedievale
impropriamente definita "longobarda". In gran parte è
ancora visibile l'apparato fortificatorio del castello ampiamente ristrutturato
nel Rinascimento.
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