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Poggio Catino

 

 
     

 
 

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Dati
Altitudine: mt. 387
Abitanti:1207
Superficie: kmq 15,00
cap 02040
Numeri utili
Comune Tel. 0765.411021
Pro Loco Tel. 0765.411018
Farmacia Tel. 0765.411219
 
 



Servizi turistici

 
 
Ristoranti:
La Pietra del Tancia via G. Gioia, Tel. 0765.411013
Borgo Paraelios, Valle Collicchia, Tel. 0765.26040

Albergo:
Borgo Paraelios*****
Valle Collicchia,Tel. 0765.262367 Fax 0765.26268
Tennis, Sauna, Equitazione.

LEGGENDA

 
 


Cenni storici

Nel regesto farfense viene nominato per la prima volta Poggio Catino nel 1093: Il "castrum" , agli inizi del 1200, entrò a far parte della nobile famiglia romana dei Sant'Eustachio .Passò , più tardi, sotto il dominio di diverse famiglie nobiliari . Nell'agosto 1526 , fu eletto a Marchesato da Papa Clemente VIII.
Nel 1621, il marchese Settimio Olgiati fece nuovamente erigere, facendo demolire le cadenti mura della vecchia chiesa, la parrocchiale in onore della Concezione e di San Nicolò da Bari, chiesa che fu restaurata e riconsacrata nel 1774 dal cardinale Rezzonico. In questa chiesa si notano: una urnetta cineraria romana che porta una iscrizione; una tela cinquecentesca raffigurante S.Elena con la Croce, notevole lavoro di scuola- umbro romana. E' di interesse anche la croce processionale in lamina d'argento, opera dei primi del '500. L'altra chiesa è dedicata a San Rocco. Vi si nota un affresco sotto al quale è la data del 1562.

CATINO (FRAZIONE DI POGGIO CATINO)

Il Castello di Catino nasce intorno alla metà del X secolo. Poco più di un secolo dopo l'abate di Farfa, Berardo I, ne acquistò i due quinti, per poi dare impulso alla fondazione a breve distanza del castello di Poggio Catino. Catino è noto soprattutto per aver dato i natali al monaco Gregorio che, tra XI e XII secolo, trascrisse il cartario farfense lasciandoci un patrimonio archivistico di grandissima importanza per la storia altomedioevale europea. Catino rimase in possesso di Farfa fino al XII secolo.
Alla fine del XIII secolo signori del castello divennero i Sant'Eustachio, potente famiglia della nobiltà romana , per passare nel 1476 alla Camera apostolica , successivamente al Comune di Rieti, al mercante Meliaduce Cicala, agli Orsini, ai Savelli, ai Capizucchi ed infine, agli inizi del Seicento, agli Olgiati. Il nucleo originario del castello si trova in cima all'abitato, il cui tessuto urbanistico è abbastanza bene conservato. Al suo interno svetta alta una torre pentagonale bassomedievale impropriamente definita "longobarda". In gran parte è ancora visibile l'apparato fortificatorio del castello ampiamente ristrutturato nel Rinascimento.

 
 


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