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Cenni
storici
Il " castellum de Cantalupo", sorto probabilmente tra la
fine del sec. X e l'inizio del sec. XI , è citato per la prima
volta nei documenti farfensi nel 1037. Libero comune a partire dal sec.
XII Cantalupo passò poi (1278) sotto la giurisdizione della S.Sede.
Sul finire del sec. XIII il "castrum" entrò a far parte
dei possedimenti della nobile famiglia romana dei Sant'Eustachio, ai
quali rimase sino alla fine del sec. XIV, quando fu occupato da Paolo
Savelli.
Nel 1461 il "castrum" fu conquistato dalle milizie del condottiero
Federico Da Montefeltro , inviato dal pontefice Pio II ad espugnare
i feudi del Savelli, reo di aver appoggiato, nella contesa per il Regno
di Napoli, gli Angioini.
Tornato sotto la giurisdizione diretta della S.Sede, per alcuni periodi
sarà ancora in possesso dei Savelli fino al 1565 ,quando Cantalupo
passò alla famiglia umbra dei Cesi alla cui volontà si
deve la trasformazione della rocca medievale in una sontuosa residenza
baronale (Palazzo Camuccini). L'opera , dai marcati influssi vignoleschi,
fu realizzata dall'architetto milanese Giovanni Domenico Bianchi , che
per la stessa famiglia curò il progetto del palazzo ducale di
Acquasparta.
Nel 1697 fu venduto Cantalupo, insieme a Selci e Gavignano, al marchese
Guido Vaini "signore" di Vacone per la somma complessiva di
56.000 scudi.
Dai Vaini Cantalupo passò ai Lante della Rovere. La signoria
dei Lante della Rovere su Cantalupo si protrasse fino al 1804, anno
in cui il duca Vincenzo Lante della Rovere vendette il feudo al Patriziato
Sabino per 40.000 scudi.
Il Palazzo Camuccini è attribuito da alcuni al Vignola, almeno
nel progetto, da altri all'architetto milanese Giovanni Domenico Bianchi,
il palazzo attuale è riferibile quasi completamente al XVI secolo.
Ha pianta rettangolare; la facciata si apre sulla piazza attraverso
un portico a cinque ordini di archi a tutto sesto su pilastri cui sono
addossate lesene con capitelli dorici; superiormente vi è la
loggia che ripete la struttura sottostante con l'unica variazione costituita
dai capitelli ionici; quindi, dopo un cornicione decorato, vi è
la terrazza conclusiva.
All'interno ampie sale rettangolari decorate da affreschi cinquecenteschi,
con raffigurazioni mitologiche e decorazioni grottesche, attribuite
agli Zuccari e alla loro scuola. Bellissimi lo scalone e l'ampio giardino
pensile. La parte posteriore , con ampia scarpata a valle, è
articolata dalla sporgenza delle due torri quadrate angolari. E' questo
l'unico lato che mostra ancora qualche resto , seppur rimaneggiato,
delle antiche strutture medievali con muratura a filari di piccoli blocchi.
La Chiesa parrocchiale dedicata all'Assunta fu, nel 1756, restaurata
" a fundamentis". Questa chiesa , ad una sola navata,e con
abside semicircolare, ha un tabernacolo in marmo e bronzo, della tipica
forma seicentesca (metà del sec. XVII) a colonnine sostenenti
archi a tutto sesto decorati con festoni.
Sulla strada che conduce a Casperia, c'è l'altra Chiesa di San
Biagio , del 1620, e restaurata nel 1684. Questa chiesa ebbe annesso
un convento abitato dai carmelitani.
C'è di notevole una tela con San Francesco che ricevette le stimmate,
opera del sec. XVII. La piccola chiesa di San Girolamo merita di essere
ricordata, perché in essa trovò un breve riposo il manipolo
condotto dagli eroici fratelli Cairoli nell'ottobre del 1867 , e fu
qui che Giovanni Cairoli scrisse lo storico ordine del giorno.
Nella piccola chiesa di S. Adamo è notevole la tela che risale
al 1678 e raffigura
S. Adamo che in ginocchio adora la Vergine col Bambino.
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