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San Benedetto in Montebuono (Ri)

San Benedetto
Chiesa antica sul monte di detto nome

CENNI STORICI
S. Benedetto, nome del Patriarca dei monaci d'Occidente, nacque a Norcia intorno al 480 dalla famiglia romana Anicia (oriunda da Preneste e molto potente dopo l'impero di Diocleziano, si estinse verso la fine del V° sec.). Consacratosi a Dio, visse prima nei dirupi di Subiaco sotto la guida del monaco solitario Romano, poi divenne Abate nella stessa Subiaco. Morì a Montecassino nell'anno 547 alcuni giorni dopo la morte della sorella S. Scolastica e fu sepolto nella sua stessa tomba. Per la regola ammirabile data ai suoi seguaci, diffuse molte abbazie e da queste il monachesimo si estese in molte nazioni.
Nella nostra Sabina fu celeberrima e benemerita per secoli l'Abbazia di Farfa avendo avuta protezione dai duchi di Spoleto, dai Carolingi, dai Pontefici e Sovrani al punto di essere chiamata "Imperiale Abbazia". Sull'altra sponda del Tevere, il Soratte mostra i ruderi della chiesa di S. Salvatore e del suo cenobio reso illustre dalla visita di S. Gregorio Magno (590) quando vi si recò per sottrarsi al Sommo Pontificato.

Questa badia fu ricostruita nel 746 da Carlomanno, fratello di Pipino. Ancora al di là del Tevere furono famose le badie di S. Elia, di S. Andrea "ad flumen" o "in flumine" presso Ponzano Romano.

 

 

 

 

CHIESA RURALE DI S. BENEDETTO IN MONTEBUONO

Nel Regestum iurisdictionis Episcopatus Sabiniensis (elenco delle chiese sabine esistenti al tempo del Cardinale Ruggieri -1343- conservato nell'Archivio Orsini, ora nel Municipio di Roma), figura la Chiesa di San Benedetto come indipendente dalle due Collegiate Parrocchiali allora esistenti di San Donato (sottoposto) e di San Pietro ai Muricento. Si può ritenere che tale Chiesa avesse il suo clero, utente il beneficio, ed il suo rettore.

Nei Libri dei Battesimi del sec. XVI compare l'Eremita di San Benedetto e all'inizio del 1600 (visita del Card. Giustiniani del 1615) quell'eremita dichiarava al Vescovo i suoi oneri consistenti in primo luogo nella prestazione del servizio settimanale in Chiesa Parrocchiale di S. Maria sia per la pulizia della stessa chiesa e degli altari sia per l'assistenza alla "Messa Cantata". Sempre in questo periodo il Comune pretendeva dall'eremita il diritto di prestazione del servizio e l'eremita si impegnava nei servizi di culto, come detto sopra.
Nella Sacra Visita del Cardinale Corsini del 1871 si fa ampia menzione della Chiesa di San Benedetto, dotata di un solo altare sovrastato da una tela elegantemente pitturata raffigurante il Santo Benedetto insignito di un Bastone Pastorale.

In quell'epoca era Eremita un certo Francesco Trombetta nativo di Montebuono. Il Cardinale ordinò che fossero fatte delle riparazioni e dei restauri alle porte e all'altare. A fianco all'Eremita c'era anche la figura del Santese che aveva il compito di amministrare i beni materiali e di organizzare, ogni anno, la processione alla Chiesa di S. Benedetto sia il 21 marzo, festa di S. Benedetto che il lunedì di Pentecoste. Al tempo della Visita Corsini il Santese era Giovanni Maria Bordini. Il Santese veniva nominato una volta l'anno dall'Arciprete di S. Maria Assunta e lo stesso Eremo veniva riguardato come un ente dipendente in tutto da S. Maria Assunta.
Dopo le leggi per sopprimere le Corporazioni Religiose (11/12/1860, n.205), sulla devoluzione allo Stato dei beni soppressi (07/07/1866, n.3036) e per la soppressione delle Cappellanie e Fondazioni Pie (15/08/1867, n.3848), il Comune amministrò i beni della Chiesa di San Benedetto, conservata al culto, e nominò il suo custode, il quale però non ottenne (dal 7 luglio 1875) il beneplacito e l'approvazione vescovile, né si prestò per il servizio in chiesa.
Concludendo: al di là di queste poche e scarne notizie di carattere puramente storico e al di là di tutti i travagli legislativi e giuridici, rimane IL FATTO della devozione, dell'amore del popolo di Montebuono a S. Benedetto: Fatto che si perde nel tempo, fatto che anima ancora oggi le nuove generazioni, fatto che costituisce un punto fermo, un "testimone", nelle tradizioni, nella storia e nel cammino culturale, spirituale, morale e civile della popolazione di Montebuono.
S. Benedetto è un luogo da salvare, da amare, da guardare come faro luminoso dei tempi che furono e come segno di speranza per i tempi che verranno.

SAN BENEDETTO: SACRARIO DI MARTIRI, MONITO DI PACE E LIBERTA'

"Durante la 2^ guerra mondiale 1939-1944 nel detto eremo (n.d.r. San Benedetto) si erano ricoverati alcuni prigionieri anglo-americani, usciti dai campi di concentramento dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 o fuggiti in appresso dalle mani dei tedeschi, i quali venivano soccorsi di cibo ecc. dalla popolazione. Il giorno 13/4/1944 alle ore 5,30 si presentarono in detto eremo 12 soldati tedeschi, tutti armati, i quali entrarono improvvisamente nel dormitorio. Fatti uscire tutti e otto i prigionieri, quasi nudi, li allinearono avanti alla facciata della Chiesa e poi barbaramente li mitragliarono. Le dette vittime furono benedette dal Parroco Don Antonio Piccarozzi, e, recitate le preci di rito, furono seppelliti provvisoriamente accanto alla Chiesa, dalla parte che guarda la strada provinciale: cinque furono identificati, degli altri si seppero solo i nomi. I tedeschi poi appiccarono il fuoco al luogo dove sorpresero i prigionieri e mitragliarono anche il locale sottostante alla chiesa. Nel mese di giugno e precisamente il 26 si celebrò una S. Messa in suffragio, presente molta popolazione. Il 27 settembre 1944 furono esumati e trasportati al Cimitero di Nettuno."
(Don Antonio Piccarozzi)

Elenco dei prigionieri uccisi e numero di matricola:
- P.E.L. Charles Dy (33183989)
- C.P.L. Paul Valdes (38006151)
- PUT Clarence Moody (36590875)
- PUT Thomas Wodax (35637523)
- PUT Robert Carnatham (34625098)
- C.P. Ben Espinosa (37354115)
- George Kerr (33353883)
- Robert Kavk (33678141)

San Benedetto oggi

Meta di pellegrinaggio
Tutti gli anni, in una domenica di giugno, il popolo di Montebuono, sull'esempio degli antenati, continua a venerare la memoria del Grande Santo recandosi a piedi sul monte a lui dedicato raccogliendosi in preghiera e partecipando attivamente alla S. Messa che si celebra in onore di S. Benedetto. La "forza della Tradizione" anima e vivifica il filone della Fede e dei Valori trasmessici dai Padri imponendo a ciascuno di noi l'obbligo morale di recepire e di trasmettere quello che ci è stato trasmesso.

Oasi di purezza e di Pace
Ad una altitudine di circa 800 m. s.l.m., la località di San Benedetto offre un vero ristoro per lo spirito e per il corpo. Si respira aria purissima, si gode di un bellissimo panorama, la vegetazione che circonda il santuario emana un profumo così genuino e denso che purifica da tutte le scorie e le pesantezze del consumismo imperante.

 

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