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SANTA
MARIA DI COLAFONTE - COTTANELLO
Restauro
della pala d'altare :
Vergine con Bambino tra i SS. Pietro, Paolo, Rocco e Sebastiano
Dipinto murale
Sec. XV
Autore ignoto
Dim.: cm. 258 x 158

PREMESSA
L' opera d'arte restaurata è un dipinto murale che costituisce
la pala d'altare della chiesa intitolata alla Madonna dell'Annunziata
sita nel comune di Cottanello, in località Colafonte.
Attualmente le uniche notizie storico-artistiche pertinenti il dipinto
sono quelle contenute nella scheda O. A.(Oggetto d'Arte) della Soprintendenza
per i Beni Artistici e Storici del Lazio che lo data al sec. XV,
più precisamente all'ultimo quarto di esso e lo definisce
appartenente all'ambito culturale umbro- romano.
l'opera, che raffigura la Vergine col Bambino tra i SS. Pietro,
Paolo, Rocco e Sebastiano, è stata eseguita, principalmente,
con la tecnica esecutiva dell'affresco; tuttavia il restauro, oltre
a garantire la conservazione del dipinto e la trasmissione al futuro
dei suoi valori culturali, ha altresì evidenziato non solo
la presenza di numerose finiture a secco, che risultano ampiamente
diffuse soprattutto nella parte inferiore, ma anche l'utilizzo di
pittura a calce con cui sono state dipinte le testine degli angeli
che sormontano la scena incorniciandola.
Tale commistione di tecniche esecutive conferma quanto riportato
nelle osservazioni della scheda O.A. ovvero che gli angeli potrebbero
essere delle aggiunte cinquecentesche così come le figure
di San Rocco e San Sebastiano. Peraltro, la presenza di questi ultimi,
ritenuti protettori contro le pestilenze, rende lecito supporre
che il dipinto possa essere un ex voto.
IL RESTAURO
L'intervento
conservativo condotto seguendo pedissequamente i principi della
teoria del restauro ha restituito al dipinto, per mezzo della pulitura,
delle operazioni di consolidamento e di presentazione estetica,
i valori cromatici compromessi e offuscati dalla presenza di deposito
superficiale e il ristabilimento dell'adesione tra l' intonaco dipinto
e il supporto murario.
Inizialmente si è proceduto con la velinatura dei distacchi
che interessavano l'intonaco dipinto presenti in corrispondenza
dei volti di San Rocco e di San Sebastiano al fine di evitare un'
ulteriore perdita di materia. In seguito, attraverso la pulitura,
eseguita nel rispetto della patina intesa come manifestazione del
"sedimentarsi del tempo sull'opera" , si è provveduto
alla rimozione dello spesso strato di polvere coerente e aderente,
delle deiezioni di insetti e di numerosi schizzi di sostanze sovramesse
mediante l'ausilio di mezzi meccanici (spugne sintetiche Wishab
e bisturi) e, in alcune zone del dipinto, anche di tamponcini imbevuti
di una mista di solventi molto blandi denominata 2A composta di
acqua demineralizzata addizionata con alcool etilico al fine di
aumentarne l'evaporazione e diminuirne la penetrazione nel substrato.
Le deadesioni presenti sono state risanate iniettando una malta
idraulica a base di grassello di calce e pozzolana superventilata,
durante questa fase operativa sono stati fatti riaderire anche i
distacchi generati dagli spanciamenti dell'intonaco. Infine, grazie
alle operazioni di presentazione estetica si sono restituite all'opera
sia l'integrità materica, mediante le stuccature, che l'unità
figurativa, attraverso la reintegrazione pittorica. Le lacune di
intonaco sono state stuccate con una malta aerea costituita di grassello
di calce e sabbia locale così da poterne ottenere l'assortimento
granulometrico e il colore quanto più simili all'intonaco
originale. Il ritocco pittorico, volto all'integrazione del tessuto
cromatico e alla riduzione dell'interferenza visiva delle lacune
è stato eseguito ad acquerello con la tecnica del tratteggio
in modo tale da ottenere un intervento riconoscile e reversibile,
in linea con i principi della teoria del restauro.
Il
restauro dell'opera, finanziato dalla Parrocchia Sant'Andrea Apostolo
di Cottanello e diretto dalla Dott.ssa A. Englen per la Soprintendenza
per i Beni Artistici e Storici del Lazio, è stato eseguito
dalla ditta “SAGITTA- Conservazione e Restauro Opere d'Arte”
di Del Vescovo Anna Rita con la preziosa collaborazione della restauratrice
Elisabetta d'Aniello.
DOCUMENTAZIONE
FOTOGRAFICA
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| Particolare
del dipinto durante la pulitura |
Particolare
del dipinto dopo la pulitura |
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| Il
dipinto prima del restauro (part.) |
Il
dipinto dopo del restauro (part.) |

Particolare
del dipinto in cui è visibile il ritocco pittorico "a
tratteggio"

Il
dipinto dopo il restauro (part.)
EREMO
DI SAN CATALDO - COTTANELLO
Collocazione della nuova vetrata a protezione dell'abside
L'intervento
Negli anni addietro, al fine di proteggere i succitati affreschi
da eventuali intrusioni indesiderate, è stata collocata una
cancellata in ferro. Tale soluzione però non garantiva la
completa protezione dagli agenti atmosferici, i quali in circostanziati
periodi dell'anno, risultavano essere una componente dannosa ed
aggravante dello stato di conservazione delle preziose opere d'arte
conservate all'interno della cappella.
Si è ben presto addivenuti alla determinazione, di sostituire
l'attuale cancellata in ferro con una struttura che ovviasse in
maniera consona, ai predetti inconvenienti, senza impedire la visione
degli affreschi da parte dei numerosi visitatori.
Tenendo ben presente le esigenze della comunità, si è
progettata una struttura vetrata di protezione il più possibile
scevra di parte metalliche, restituendo, così, un’unità
planimetrica e visiva all'intera cappella. La vetrata infatti è
sostenuta da 11 morsetti in ottone, realizzati su misura da artigiani
locali, che ammorsati alla pietra, quale supporto murario, mediante
opportuna resina, garantiscono una vera e propria struttura puntifome
portante. Le parti vetrate sono costituite da vetro antinfortunistico
temperato dello spessore di 10 mm.
Si vuol evidenziare che grazie all'apposizione di particolari morsetti
dotati di distanziatori regolabili, si è potuto distaccare
la vetrata dal supporto murario, realizzando così una ventilazione
naturale che garantisce il mantenimento di un adeguato microclima
interno. Di seguito si riporta la documentazione fotografica relativa
allo stato ante e post operam.
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STATO
ANTE |
 |
STATO POST |
SAN
NICOLA DA TOLENTINO -COTTANELLO
Restauro della pala d'altare:
La Vergine e i SS. Giovanni Battista e Carlo Borromeo
Olio su tela
Sec. XVIII
Autore ignoto
Dim. cm. 267 x 194

Il
dipinto prima del restauro
PREMESSA
La
pala d'altare della chiesa di San Nicola da Tolentino, raffigurante
la Vergine e i Santi Giovanni Battista e Carlo Borromeo adoranti,
il cui restauro è tuttora in corso, è un dipinto ad
olio su tela che la scheda O.A.1 (Oggetto d'Arte) della Soprintendenza
per i Beni Artistici e Storici del Lazio data alla metà del
sec. XVIII e attribuisce ad un ignoto pittore laziale poiché
tra le notizie storico-critiche è annotato che "lo schema
compositivo rimanda alla pala d'altare barocca romana ma il pittore
è un provinciale ripetitore di modelli".
Il dipinto versava in uno stato di conservazione decisamente pessimo
in quanto la tela, in seguito alla depolimerizzazione subita dalle
fibre e al lacunoso ancoraggio al telaio, presentava sia numerose
deformazioni, ovvero accentuate depressioni e notevoli rigonfiamenti,
che diverse lacerazioni, alcune delle quali erano state risarcite
con degli inserti tessili. L'unità figurativa, inoltre, appariva
fortemente compromessa dalle numerose lacuune degli strati pittorici
che, considerato il degrado subito dalla tela e la mancanza di adesione
alla stessa della preparazione e della pellicola pittorica, risultavano
ampiamente diffuse. Uno spesso strato di deposito superficiale ne
offuscava la resa cromatica.
IL
RESTAURO
Lo
stato di conservazione del dipinto era tale da rendere indispensabile
la foderatura che è stata eseguita in due tempi utilizzando
un adesivo naturale (colla di pasta) e, tenuto conto delle dimensioni,
una doppia tela. Attraverso tale operazione strutturale viene restituita
portanza alla tela originale e, grazie all'apporto controllato di
pressione e calore, vengono risanate le deformazioni e consolidati
gli strati pittorici. Si è scelto di effettuare la foderatura
in due tempi perché in tal modo il risanamento delle deformazioni
è avvenuto gradatamente cercando così, per quanto possibile,
di ridurre lo stress subito dal quadro. Tra le due operazioni di foderatura
è stata eseguita la pulitura che, come talvolta accade durante
il restauro, può riservare delle sorprese. In questo caso si
è potuto constatare che i personaggi raffigurati alle spalle
di San Carlo Borromeo appartengono ad un altro dipinto sottostante,
probabilmente quest’opera nei secoli scorsi non è sfuggita
alla tecnica del riuso. In accordo con la Direzione Lavori sono stati
aperti e documentati fotograficamente dei tasselli che hanno confermato
l'esistenza dell'altro dipinto. Pur mantenendo il dipinto soprastante
si è deciso di lasciare a vista alcuni tasselli, laddove essi
non interrompono l'unità figurativa dell'opera. La pulitura
di tipo fisico/chimico è stata eseguita mediante miscele di
solventi organici e soluzioni lievemente basiche utilizzate a tampone
mentre la rifinitura della stessa è avvenuta meccanicamente
, a bisturi , in tal modo si è provveduto all'asportazione
delle deiezioni di insetti e dei residui della pulitura. Le operazioni
di presentazione estetica, stuccatura e reintegrazione sono in corso
d'opera. Le numerose lacune saranno risarcite con stucco a base di
colla di coniglio e gesso di Bologna mentre il ritocco pittorico verrà
eseguito utilizzando colori ad acquerello e colori a vernice tuttavia,
tali operazioni non riguarderanno tutte le mancanze degli strati pittorici
come ad esempio quelle in corrispondenza del volto della Vergine,
ormai quasi completamente perduto. Pertanto, al dipinto dopo il restauro
non verrà restituita l'unità figurativa e l'integrità
materica intesa tal quale era in origine poiché ciò
annullerebbe la storicità dell'opera e costituirebbe un atto
arbitrario in quanto non ci si può sostituire al pittore ma,
vicersa, essendo il restauro un atto critico e un intervento conservativo
non integrativo di ripristino ,<<l'opera sarà rafforzata
nella sua struttura materiale pericolante conservando e rispettando
l'integrità di quanto ci è giunto per favorire il godimento
di quel che resta>>.1 Il
restauro dell'opera, finanziato dalla Parrocchia Sant'Andrea Apostolo
di Cottanello e diretto dalla Dott.ssa A. Englen per la Soprintendenza
per i Beni Artistici e Storici del Lazio, è stato eseguito
dalla ditta SAGITTA- Conservazione e Restauro Opere d'Arte di Del
Vescovo Anna Rita con la preziosa collaborazione della restauratrice
Elisabetta d'Aniello.
DOCUMENTAZIONE
FOTOGRAFICA

Il
dipinto dopo la foderatura e la pulitura
 |
 |
| Tassello
che rende visibile un particolare del dipinto sottostante |
Tassello
che rende visibile un particolare del dipinto sottostante |
CHI
SIAMO
Anna
Rita Del Vescovo
Dal 2002 ha costituito una ditta individuale denominata" SAGITTA-
Conservazione e Restauro Opere d'Arte". Ha frequentato il corso
triennale: "Restauro dipinti su tela e supporti lignei con
specializzazione dipinti murali e stucchi" del CFP-IAL con
docenza svolta da Restauratori diplomati all' ICR. Ha collaborato
dal 1996 con diversi restauratori titolari di ditte di fiducia delle
Soprintendenze partecipando ai seguenti interventi di restauro:
-
mosaici Terme dei Cisiarii , Ostia Antica;
-
lacerti di affreschi Excubitorium VII Coorte, Roma;
- sculture
(secc.XIX e XX), Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma;
- affresco
(sec. XVI) Chiesa San Girolamo dei Croati, Roma;
- cuspidi
e guglie laterali Duomo di Orvieto;
- paramento
lapideo Duomo di Terni;
- affreschi
(sec. XVII) Chiostro di Santi Cosma e Damiano, Roma ;
- dipinti
murali (secc. XVI e XVII) Chiesa di San Domenico, Rieti;
- dipinti
su tela , tavola e rame (secc. XVI, XVII, XVIII, XIX) provenienti
dalla quadreria del monastero del Sacro Speco, Subiaco.
Elisabetta
d'Aniello
Dal 2002 ha costituito una ditta individuale . Ha frequentato il
corso triennale: "Restauro dipinti su tela e supporti lignei
con specializzazione dipinti murali e stucchi" del CFP-IAL
con docenza svolta da Restauratori diplomati all' ICR. Ha collaborato
dal 1997 con diversi restauratori titolari di ditte di fiducia delle
Soprintendenze partecipando ai seguenti interventi di restauro:
-
dipinti su tela, tavola, sculture lignee policrome (secc. XV,
XVI, XVII, XVIII, XIX);
-
cornici lignee dorate Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma;
- dipinti
su tela , tavola e rame (secc.XVI, XVII,XVIII XIX) provenienti
dalla quadreria del monastero del Sacro Speco, Subiaco.
- dipinti
su tela (secc. XVI, XVIII) provenienti dal Duomo de l'Aquila;
- affreschi
(sec. XVII) Chiostro di Santi Cosma e Damiano, Roma
- paramento
lapideo, Casino Algardi Villa Pamphili, Roma
- dipinti
murali (tempere sec. XVII), Villa Mondragone Frascati, Roma;
- restauro
manutentivo della Fontana delle Api (Bernini sec. XVII), Roma;
- dipinti
murali cappella dx Chiesa di San Giovanni di Dio, Civitavecchia;
- affresco
(sec. XVII) Chiesa San Rocco o Chiesa della Croce, Bracciano;
- cassettonato
ligneo policromo, Palazzo Senatorio, Roma.
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