IL CANTO GREGORIANO
S'intende con la designazione di «Canto Gregoriano» tutto il complesso
della musica fiorita durante il Medioevo in seno alla Chiesa, dalle
origini del Cristianesimo fino agli inizi della «Polifonia», quindi
dell'Umanesimo: musica vocale monodica, inquadrata negli schemi della
Liturgia Cattolica. S. Gregorio Magno, che diede il nome al «Gregoriano»,
compì opera di codificazione e di sintesi e, insieme, di severo richiamo
alla correttezza della Liturgia.
Inoltre, papa Gregorio perfezionò le scuole di canto già esistenti in
Roma e costituì la grande Schola Cantorum annessa al Vaticano, che per
quasi un millennio, rimase la sede autorevole ed indiscussa. Il Canto
Gregoriano, con la sua struttura ed impostazione modale e monodica e
con la sua linea melodica chiara e semplice e di intenso calore espressivo,
costituisce la fonte generatrice di altre forme musicali che esploderanno,
ricche di spiritualità e di purezza, nella Lauda Francescana e nella
grandiosa Polifonia Rinascimentale.
LA POLIFONIA
Letteralmente la parola «Polifonia» vuol dire molteplicità di suoni,
è: «stile musicale in cui vi sia simultaneità di più voci (nel senso
ideale di parti o linee melodiche) svolgentisi con indipendenza di canto
ed insieme formanti un tutto armonico». Vi può essere, quindi, polifonia
vocale o strumentale o l'una e l'altra insieme.
Il termine «Polifonia» è ampio e, artisticamente e storicamente, implica
insieme contrappunto e armonia e gli stili delle varie epoche fino alle
forme sinfonico-vocali più vaste e moderne.
Il contenuto e la struttura dinamica della Polifonia esprimono la gioia
di vivere in un continuo quieto lievitare di linee e di forme, un elevarsi
e gravitare, un nascondersi ed uno scoprirsi, un esultare con la natura
ed un proiettarsi, un immergersi negli infiniti silenzi «ove per poco
il cor non si spaura».
La Polifonia classica, forte della sua consacrazione religiosa ricevuta
in principio, rivive oggi in tutto il suo splendore riproponendo, nella
loro trasparenza e freschezza d'origine, a noi uomini del secolo XX,
impastati di materia e stravolti dai consumi, quelle pagine sublimi
del Palestrina e degli altri sommi polifonisti (Josquin, Di Lasso, Vittoria,
ecc.), che il tempo non logora e che costituiscono un perenne e sempre-vivo
messaggio di Pace, di Amore e di Fraternità universale.
Cherchi don Enzo.
Gregorian Chant
The Gregorian Chant embraces all the music whole flourished during the
Middle Ages within the Church, from the origins of Christianity, up
to the beginning of polyphony, that is to say of Humanism. It is vocal,
monodic music, framed in the schemes of the catholic Liturgy. Saint
Gregory Magnus (590-604), from whom the name, accomplished the work
of codification and synthesis and also of severe return to the correctness
of the liturgy, when profane and exotic elements threatened to corrupt
the purity of the sacred and ritual singing. Furthermore, Pope Gregory
perfected the schools of sacred singing already existing in Rome and
founded the great Schola Cantorum by the Vatican, which, for nearly
a millennium, was the undiscussed and authoritative centre, the teaching
of liturgical singing of which, was a rule all the world. The Gregorian
Chant with its structure and modal and monodic pitching, and its clear,
melodic line, which is simple and heartly expressive, is the generative
source of other musical forms, that will burst out, rich in spirituality
and pureness, with the Franciscan Lauda and the great Renaissance Polyphony.
Polyphony
Literaly, the word polyphony means multiplicity of sounds, but its real
meaning is: musical style with simultaneity of more voices of soloists
and choir (ideally parts or melodic lines), which develop indipendently
and create a harmonic whole. So there can be vocal Poliphony, instrumental
polyphony, or both. The word poliphony is very wide and, both artistically
and historically, impliescounterpoint and harmony and the styles of
several ages up the widest and most modern symphonic and vocal forms.
The content and the structure of poliphony express the joy of living,
according to a continuous rising of lines and forms, an endless taking
off and gravitating, hiding and finding out, rejoicing with nature and
projecting and plunging into immeasurable silences «where nearly heart
scares» classic poliphony, strong in its early religious consecration,
lines again with all its beauty today, on reproposing to us, XXth century
men, who are full of matter and wrenched by consumism, in their original
transparency and freshness, those sublime pages by Palestrina and other
great polyphonists: Josquin, Vittoria, Di Lasso; pages that time does
not wear out and are a perpetual and everlasting message of universal
peace, love and fraternity. Cherchi don Enzo.