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Ecco una rassegna dei funghi commestibili presenti nei boschi Sabini

Piopparello
Piopparello

Etimologia: dal greco "aigeros" = pioppo;
Cappello: 2-10 cm., da emisferico a converso, piano; colore bruno fulvo da giovane, per schiarirsi alla maturazione;
Lamelle: fitte, annesse al gambo tramite un dentino, da biancastre a bruno tabacco;
Gambo: 3-10 cm. x 0,5-1,5 cm., cilindrico leggermente affusolato alla base colore bianco brunastro; con anello ampio e membranoso;
Carne: bianca, tenera quella del cappello, piuttosto tenace nel gambo; odore e sapore gradevoli;
Habitat: cresce dalla primavera all'autunno, preferibilmente su vecchi tronchi di pioppo o altre latifoglie;
Commestibilità: molto buono, apprezzato fin dai tempi antichi;
Osservazioni: fungo che si presta alla coltivazione, sia familiare che industriale, con buoni risultati.

 

Amanita Caesarea
Amanita Cesarea

Etimologia: dal latino "caesareus" = dei Cesari, il fungo dei re, consumato sin dai tempi più lontani;
Cappello: 4-20 cm., discretamente carnoso, inizialmente emisferico poi ovoidale, pianeggiante a maturità; margine nettamente striato, color rosso-arancione intenso;
Lamelle: giallo carico, libere, fitte, con presenza di lamelle tronche;
Gambo: 8-15 cm. x 2-3 cm., giallo, subcilindrico, non bulboso, ricoperto da lanuggine; anello: membranoso, ampio, cascante, striato, concolore al gambo; volva : bianca, ampia e spessa, membranacea, a forma di sacco;
Carne: bianca internamente, gialla sotto la cuticola, tenera; odore e sapore lievi, gradevoli;
Habitat: ama boschi puliti e luminosi di latifoglie, sotto castani e querce; presente in estate-autunno;
Commestibilità: eccellente;
Osservazioni: da non confondere con l'Amanita muscaria e, in particolare con la varietà aureola, che presentano gambo, anello e lamelle di color bianco.

 

Porcino
Porcino di Castagno

Etimologia: dal latino "edulis" = commestibile;
Cappello: 4-25 cm., emisferico poi espanso, depresso; varia nel colore da ocra a bruno castano, superficie sempre un pò viscida con il tempo umido;
Tubuli: da bianchi a giallastri che si separano facilmente dal cappello;
Porri: dello stesso colore dei tubuli, piccoli e rotondi;
Gambo: 4-11 cm. x 2,5-7 cm.; grosso, robusto, cilindrico, solitamente ingrossato alla base, assottigliato all'apice; colore nocciola chiaro, parte superiore è ornata da un fitto reticolo;
Carne: immutabile bianca, compatta e soda; odore fungino e buon sapore;
Habitat: in boschi di aghifoglie e latifoglie, dall'estate all'autunno;
Commestibilità: ottimo;
Osservazioni: il classico fungo più richiesto.

 

Galletto
Galletto o Finferlo

Etimologia: dal latino "albus" = bianco e "rufescens" = che diventa rosso;
Cappello: 2-14 cm., carnoso e sodo, convesso poi regolare, imbutiforme con depressione più o meno accentuata al centro. Colore giallo pallido, virante al rosso dopo il tocco;
Lamelle: sono delle costolature simili alle lamelle, molto decorrenti, concolori al cappello;
Gambo: 3-8 cm. x 0,7-3 cm. Più o meno cilindrico, alle volte attenuato verso il basso, pieno, liscio, concolore al cappello;
Carne: bianca o leggermente giallastra. Odore fruttato e sapore dolce;
Habitat: si può trovare in boschi di aghifoglie e latifoglie in primavera e autunno;
Commestibilità: ottimo;
Osservazioni: di questo fungo ci sono diverse varietà riferite a forma e colore. E' il fungo di più facile digeribilità, percè povero di micosina.

 

Trombetta di Morto
Trombetta di Morto

Etimologia: dal latino "cornucopia" = corno dell'abbondanza, per la forma;
Cappello: 2-8 cm. x 8-10 cm a forma di tromba, interamente cavo sino alla base del gambo. Colore da bruno grigiastro, con tempo secco, a nero brillante, con tempo umido;
Imenio: liscio negli esemplari giovani, poi progressivamente rugoso, venoso a maturità; solitamente di colore grigio cenere o bluastro secondo il grado di maturità;
Gambo: imbutiforme, costituito solamente dallo strato corticale che sostiene l'intero carpoforo, elastico, floscio, irregolare nella forma;
Carne: da grigia a nera, poca ed elastica;
Habitat: gregario, a gruppi talvolta molto numerosi, in terreni umidi e boschi di latifoglie. Presente in autunno, fedele ai luoghi di crescita;
Commestibilità: buono;
Osservazioni: questo fungo è molto ricercato dagli estimatori che lo usano spesso, essicato e polverizzato, come condimento.

 

Mazza di Tamburo
Mazza di Tamburo
Etimologia: dal latino "procerus" = alto slanciato, per l'aspetto;
Cappello: 3-25 cm., inizialmente campanulato, poi appianato, con umbone centrale, ricoperto da grosse squame brunastre sul fondo bianco;
Lamelle: bianche tendenti, invecchiando, al rosa bruno, libere e molto fitte;
Gambo: 20-40 cm. x 1-3 cm. Si presenta lungo nel fungo ancora chiuso, con un grosso bulbo alla base; porta un vistoso anello scorrevole sul gambo, ricoperto da numerose squame brune;
Carne: poca e fragile, bianca leggermente rosata dal sapore di nocciola;
Habitat: prati, radure, boschi di aghifoglie e latifoglie; in estate e autunno;
Commestibilità: commestibile. Si consuma solo il cappello;
Osservazioni: caratteristica peculiare è la sua taglia medio-grande. Da non confondere con le Lepiotine di piccola taglia, tutte velenose, potenzialmente mortali.

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