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Stimigliano

205 mt. s.l.m.
Cap 02048
Distanza da Rieti 51 Km
Stazione: Ferrovia in loco

Numeri utili:
  • Comune........... 0765 576038
  • Pro loco........... 0765 516050
  • Carabinieri........ 0765 576037
  • Ufficio postale... 0765 576031
  • Farmacia.......... 0765 576170

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Galla, figlia di Simmaco, il celebre consigliere del re dei Goti Teodorico, uccisa a Ravenna insieme al genero Boezio nel 525 d.C., rimasta vedova dopo un solo anno di matrimonio, costruì nella "MASSA CORNICLE,quae vulgo dicitur SEPTIMILIANA", appartenente alla diocesi "FORUM NOVUM", una basilica in onore di SAN VALENTINO vescovo.
Nel toponimo stesso, peraltro di origine popolare, è il presupposto evidente dell'esistenza nel territorio di Stimigliano, di una famiglia "forse nobile, certo rappresentativa, nell'ambito del ceto agrario, costituente il tessuto connettivo della popolazione italica ai tempi della Repubblica e dell'Impero". (Verani) Esempi di "villae" romane all'origine di centri abitati non mancano certo in Sabina!
Alcuni autori hanno ipotizzato una "GENS SEPTIMIA" quale proprietaria della "villa" che poi ha costituito, di fatto, il nucleo originario del paese di Stimigliano.Comunque le epigrafi romane conosciute datano la villa intorno al I - II secolo d.C.. Successivamente l'antico possedimento agricolo è diventato un "PAGUS", cioè un piccolo villaggio, che, a causa della precarietà dei tempi i quali rendevano molto difficile l'esistenza, si è praticamnete arroccato ad un centro meglio difeso appartenente a qualche personaggio autorevole o autoritario (il così detto "primate del territorio") capace di garantire una protezione. Del resto la Sabina dal VII al X secolo era abitata soltanto da sparsi villaggi o casali che venivano assaltati o distrutti dai vari dominatori di turno: Goti, Longobardi, Franchi o signorotti locali sostenitori di fazioni contrapposte. In particolare i longobardi dominarono a lungo su questa terra costituendovi anche un Ducato (il Ducato di Spoleto).
Le orde Saracene, poi, correvano ovunque in Sabina seminando devastazione, terrore, morte. Il territorio di Stimigliano era comunque compreso nel patrimonio della chiesa di "FORUM NOVUM". Infatti, il "vicedominus Foronovanus" praticamnete l’amministratore della diocesi di Vescovio, riscuoteva "a pago SS. Cosame et Damiani XX sol. aur., qui nunc dicitur Stimiliana"; cioè il "pagus SS: Cosmae e Damiani" che era conosciuto anche come Stimigliano, pagava un tributo di venti monete d’oro alla chiesa foronovana. Stimigliano
Il "CASTRUM STIMILIANI" deriva certamente da quel movimento di aggregazione di popolazione noto come "incastellamento". Dopo le esperienze della libertà comunale, Stimigliano nel 1368 venne concesso in feudo dalla Chiesa ai figli di GIORDANO ORSINI, per i meriti che lo stesso aveva acquisito combattendo come capitano della chiesa al servizio del Cardinale Albornoz impegnato nel ristabilimento dell’autorità pontificia nella Sabina, percorsa negli anni precedenti, da ribellioni alle quali anche gli abitanti del paese avevano partecipato. Come ritorsione, circa undici anni prima, nel 1357, il Rettore del Patrimonio aveva ordinato lo smantellamento delle mura di Stimigliano. Gli Orsini, come altre grandi famiglie quali i Savelli e i Colonna, riuscirono, nel tempo, a creare un vero e proprio stato nel cuore stesso della Sabina e della Tuscia sempre, però, soggetti alla sovranità della Chiesa. Certamente Stimigliano, per la sua felice posizione geografica, rappresentava un feudo davvero importante, giacchè dalle sue mura, era possibile controllare agevolmente i movimenti che si svolgevano in questa parte della Sabina affacciata sul Tevere.

Dopo alterne vicende, sempre strettamente legate alle mutevoli fortune degli Orsini, Stimigliano tornò alle dirette dipendenze della Camera Apostolica nel 1604, anno della morte del marchese Enrico Orsini che nel corso della sua lunga, movimentata, esistenza si era grandemente impegnato a rendere sontuosa la dimora gentilizia. La vita sociale stimiglianese al tempo di Enrico Orsini, che tra l’altro sposò DIANA SAVELLI, era regolata da un codice di leggi locali fortunatamente ancora conservato. La salute pubblica era affidata alle cure di un medico nominato da Consiglio generale: "Ritrovandosi la terra senza medico si propone, da parte dei signore Magistrati Massari e tutti gli altri consiglieri, Domenico Menichelli" (maggio 1588).
Nel XVIII secolo i CONTI NEGRONI, nuovi porprietari del Palazzo, apportarono ulteriori modifiche alle strutture architettoniche della loro residenza che è rimasta praticamente immutata anche dopo l’acquisto effettuato dalla famiglia Bartoli nel 1832. E' da ricordare che il "palazzo baronale di Stimigliano, già degli Orsini, allora del conte Negroni" fù, per alcuni anni, sede del governo della Sabina Tiberina. Il prelato aveva il titolo di Preside generale. Le successive vicende storiche di Stimigliano sono quelle comuni a molte località italiane che vanno dal dominio francese in epoca nopoleonica , all'annessione col Regno d'Italia, alla partecipazione alla lotta partigiana, alla costituzione del Comitato di Liberazione in data 6 gennaio 1944. La storia recente è nella memoria di tutti.

 

Si ringrazia il Dott. Alberto Comaschi per la gentile concessione dei testi e delle foto.

Da visitare:

Palazzo Orsini

pagine su Stimigliano create dal dott. Alberto Comaschi Visita le pagine su Stimigliano create dal dott. Alberto Comaschi

 

 

 


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