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Selci

204 mt. s.l.m.
Cap 02040
Distanza da Rieti 40 Km
Stazione più vicina: Stimigliano

Numeri utili:

  • Comune - Pro loco.. 0765 519138
  • Ufficio postale....... 0765 519104
  • Farmacia............... 0765 519296

Consulta la pagina degli Eventi aggiornata quotidianamente

Foto tratta dal Libro "Itinerari Sabini" Selci è un paese della provincia di Rieti, nel cuore della Sabina, con poco più di 1.000 abitanti. Il centro storico, di forma ovoidale e immmerso nel verde delle sue colline, si erge sulla cima di un'altura a 204 m. d'altitudine: "una minuscola Roma circondata dai suoi colli". L'unico ingresso al centro storico è ancora l'antica porta "Castru Silice", che si affaccia direttamente sui pittoreschi vicoli stretti e lunghi.
La nascita del paese sembrerebbe risalire ai secoli X-XII , quando si assiste ad una vera e propria rivoluzione curtense. La sua popolazione, infatti, dalla metà dell'undicesimo secolo, abbandonò il vicino Castrum di Campolungo per trasferirsi nell'attuale Selci. Sin dall'epoca romana, Selci fu un centro strategicamente importante per il controllo del percorso che dalla Salaria conduceva a Forum Novum, il centro burocratico e religioso del circandario. Lo strano nome del paesino deriverebbe, secondo più fonti, dalla presenza nel territorio di una strada selciata; alcuni basoli di silice nera, che la lastricavano, sono ancora ben visibili incastonati in alcune costruzioni del centro storico.
Originariamente Selci, possesso dell'Abazia di Farfa, dopo le invasioni barbariche passò sotto la diretta giurusdizione della Santa Sede,per effetto delle donazioni carolingie; divenne così uno dei cosiddetti "Castra Specialia", cioè "Castelli" importanti strategicamente e quindi governati direttamente dai pontefici tremite persone di loro assoluta fiducia.

Tra il 1333 ed il 1338 Selci , insieme ad altri comuni istigati dai Savelli, dagli Orsini e dai Colonna, si ribellò alla Santa Sede, non riuscendo però ad ottenere l'autonomia sperata. Dal 1368 al 1596 gli Orsini furono i signori del paese, dal 1596 al 1697 fu sottoposto al feudo dei Cesi, dal 1697 al 1722 a quello dei Vaini, quindi dal 1722 al 1860 tornò sotto il dominio della Santa Sede. Nel 1861, con la proclamazione del Regno d'Italia e la nomina di Vittorio Emanuele a re, la Sabina fu aggregata all'Umbria, con Perugia come capoluogo di Provincia. Con la revisione delle circoscrizioni comunali del 1927 molti comuni furono aggregati , mentre Selci mantenne la sua autonomia, salvo qualche breve parentesi di unione con Torri e Cantalupo.

Selci offre ai suoi abitanti numerose strutture quali:

  • il centro sportivo comprendente: campo di calcio e calcetto, campi da tennis (Australia Club (0338/2364446), piscina coperta funzionante tutto l'anno con palestra annessa (Sport Shuttle (0765/519060);
  • la biblioteca 
    aperta il lunedì, mercoledì e venerdì 
    dalle 14:00 alle 19:00 ed il martedì dalle 8:00 alle 13:00;
  • il centro anziani.
  • Inoltre le associazioni:
    - il gruppo delle Majorettes e la banda musicale;
    - la pro-loco;
    - le confraternite per i festeggiamenti dei Santi Patroni;
    - l'associazione giovani-estate.


Si ringrazia il comune di Selci per la gentile concessione dei testi

Da visitare:

La Chiesa principale è quella dedicata al SS.Salvatore. Nella chiesa si trova una Pala del XVII secolo raffigurante il SS.Salvatore fra nuvole e angeli che poggia il braccio sinistro sul globo; in adorazione S.Eleuterio papa e S.Rocco con il cane, entrambi comprotettori di Selci, S.Stefano diacono, principale protettore del paese e S.Bernardino da Siena con libro e Monogranna YHS. Un'altra Pala dei sec. XVII-XVIII, raffigurante la Madonna Immacolata, si trova sopra l'altare di sinistra. Dello stesso periodo il quadro raffigurante la "Conversione di S.Paolo" e la fonte Battesimale in legno dipinto, di artigianato locale.

Numerose chiesette rurali sono sparse nella campagna, come quella di S.Stefano e quella di S.Eleuterio, oltre a quella di S.Vincenzo di jus patronato della famiglia Savini, di S.Domenico e S.Bonaventura della famiglia Quintiliani, di S.Lucia della famiglia Benedetti, da quest'ultima è stata ricavata la fontana della piazza del popolo.

Della prima fortificazione del Castrum Silicij (Selci) restano il massiccio "Torrione a pianta quadrata" , che ancora oggi domina il paese, la "Rocca Castri", la "Platea Palatii Communis" e la "Cinta Muraria".

Nella villa di tulliano, nella collina che porta lo stesso nome, sono stati rinvenuti due "Ceppi funerari", del periodo traianeo-adrianeo, dei coniugi Tullio Epafra e Tullia Simferusa.

 

 




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