Roccabaldesca

Le rovine di Roccabaldesca si possono ammirare su una collina a sud di Salisano; fu fondata nel V sec. dai Tebaldi, famiglia romana da cui deriva il nome. Nell'VIII sec. fu feudo dell'Abbazia di Farfa e nel XIV sec., come risulta dal libro dell'Episcopato Sabino, ebbe una produttività economica pari a quella di Salisano. Alla fine del XVI sec., questo centro venne abbandonato a causa dell'insalubrità del clima, e soprattutto dell’assenza di caratteristiche difensive, per cui la Rocca era soggetta ad invasioni e saccheggi da parte di briganti della zona. Tale evento si verificò negli anni compresi tra il pontificato di Sisto V e quello di Clemente VIII, gli abitanti si rifugiarono nei castelli vicino, vi rimasero finché Clemente VIII non ripristinò l'ordine. In seguito a ciò, gli esuli fecero ritorno alla Rocca, ma vennero subito gravati da tributi e, trovandosi nell'impossibilità di pagarli, vennero condannati al carcere o costretti a sopportare ogni sorta di vessazione da parte dei commissari apostolici. Fu così che, nel 1592, una rappresentanza della Rocca si presentò al Palazzo comunale di Salisano per esporre i problemi e, nel gennaio dello stesso anno, come risulta da una delibera conservata nell'Archivio Storico di Salisano, gli abitanti di Roccabaldesca vennero accolti nel territorio. Oggi restano, dell'antico abitato, il mastio a pianta pentagonale, tratti di mura e basi di torri. Recentemente sono stati realizzati degli scavi curati dalla Sovrintendenza archeologica del Lazio, che hanno riportato alla luce interessanti reperti tra cui dei mosaici.