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Poggio S. Lorenzo

540 mt. s.l.m.
CAP 02030
Distanza da Rieti 23 Km
Stazione più vicina: Rieti

Numeri utili:

  • Comune .................. 0765 880312
         Fax.................... 0765 880211
  • Carabinieri............... 0765 880314
  • Ufficio postale.......... 0765 880313
  • Scuola Elementare... 0765 880279

Consulta la pagina degli Eventi aggiornata quotidianamente

La tradizione vuole che il nome di Poggio San Lorenzo sia stata dato al paese dai suoi abitanti dopo il passaggio di Sant'Emidio (IV secolo) che predicò il martirio di San Lorenzo. La gente colpita dal profondo messaggio religioso trasformò quindi l'antico nome del paese - Vicus Nervae, in onore dell'imperatore Nerva - in quello attuale. Di fatto le origini del centro abitato e della comunità poggiana sono molto antiche. Del resto la posizione strategica della zona è ampiamente ben visibile anche oggi. Suggestiva veduta della Salaria nuova
Panorama Poggio San Lorenzo si trova a cavallo del colle che domina tanto la nuova Salaria (ad ovest) ma soprattutto la vecchia e l'antica via del Sale (ad est). Intorno alla fine del 700 il paese venne chiamato, ma solo per poco tempo, Castel di Picte, dal nome di un nobile che vi fece costruire il castello. Il centro abitato e le antiche mura risalgono però al tempo dei romani La zona era infatti un "castrum romanum" grazie al quale si vigilava e si proteggeva il transito sulla via del Sale.
Nella zona esposta a mezzogiorno sono ben visibili le mura con arcate realizzate con quadretti di pietra bianca posti l'uno accanto all'altro con la tecnica ad "opus reticolatum". Poggio San Lorenzo conta 520 abitanti e si trova a 494 metri sul livello del mare. Il paesaggio è caratterizzato dalle terrazze d'olivo, ma non mancano altri esemplari di rara bellezza naturale.
Nei pressi dei resti di quelle che furono, almeno così si narra, le Terme dell'imperatore Tito (località Valle Gemma), si può ammirare in tutta la sua magnificenza un leccio secolare. A torto o a ragione la popolazione locale ne va fiera, sostenendo che sia il leccio più grande d'Europa. Visto il vicino "collega" di Canneto (Fara Sabina), che è l'ulivo più grande d'Europa, certamente il leccio di Poggio San Lorenzo merita a pieno titolo la fama che gli viene attribuita. Sempre fuori dal paese si trova la chiesa della Madonna dei Penitenti. Centro storico
La chiesa parrocchiale di Poggio San Lorenzo, che raccoglie intorno a sé la piazza principale del paese (Guglielmo Marconi), era inizialmente dedicata a San Michele Arcangelo. Sulla destra della chiesa si possono scorgere le lapidi ai caduti e la scalinata e la fontana ottocentesca. Proprio in questo periodo a Poggio San Lorenzo fu istituita la caserma della Gendarmeria a cavallo, divenuta poi la sede dei Gendarmi Pontifici, dei Carabinieri Reali e, infine, l'attuale stazione dei Carabinieri (nell'800 casa del parroco Michelangelo Rignani).
Il patrono del paese, San Lorenzo, si festeggia il 10 Agosto. Tra i diversi appuntamenti annuali ricorrono in paese il giorno di San Giuseppe è la volta della "Sagra del frittello" e dal punto di vista religioso si celebra l'escursione presso la chiesa-santuario della Madonna dei Penitenti.
Piazza Guglielmo Marconi e la Chiesa di S. Lorenzo Solitamente l'ultima domenica di giugno è riservata alla "Sagra del pesce", che raccoglie diverse centinaia di persone che giungono da ogni angolo del territorio, da Rieti e dalla Capitale. In estate non manca l'appuntamento con l'"Agosto poggiano" mentre la terza domenica di settembre si celebrano festeggiamenti della Madonna Addolorata presso il santuario di Capofarfa. San Sebastiano è infine celebrato ad ottobre.

Si ringrazia il Comune di Poggio S. Lorenzo per la gentile concessione del testo e delle immagini

Da visitare

Chiesa parrocchiale di S. Lorenzo, l, la struttura originaria risalente al XIV secolo viene smantellata nel 1780 rivelando una tomba romana con inciso il nome "Caius Rufus". Al suo interno è possibile ammirare due pregevoli tele: il "Martirio di S. Lorenzo" e una "Vergine col Bambino e S. Giuseppe", risalenti alla fine del cinquecento.

Parco Faunistico Piano dell'Abatino

 

 




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