Tornare a comuni della Sabina

home

Poggio Nativo

415 mt. s.l.m.
Cap 02030
Distanza da Rieti 29 Km
Stazione più vicina: Fara Sabina

Numeri utili:
  • Comune............. 0765 872762
    email: pnativo@fabaris.it
  • Pro loco............. 0765 872025
  • Ufficio postale..... 0765 872741
  • Farmacia............ 0765 872034

Consulta la pagina degli Eventi aggiornata quotidianamente

Foto tratta dal Libro "Itinerari Sabini" Fondato intorno al X secolo su uno scosceso sperone di roccia a 415 metri s.l.m., questo piccolo e grazioso borgo sabino conserva ancora oggi le tracce della sua antica origine medioevale nella tipica struttura a spina di pesce, caratterizzata da vie strette e tortuose, spesso a gradoni. Il nome originario "Podium Donadei" viene fatto derivare o dal nome del presunto fondatore del paese, un potente signorotto locale chiamato Donadeo o, secondo un'altra ipotesi maggiormente accreditata, dal fatto che, grazie alla sua posizione arroccata e difficilmente accessibile, il paese offrì un valido rifugio agli abitanti della zona durante le invasioni barbariche e venne per questo battezzato "donum Dei" , dono di Dio.

Molto difficile è ricostruire le iniziali vicende storiche di Poggio Nativo per l'esigua quantità di documenti nelle fonti medioevali. Rimasto probabilmente alle dirette dipendenze della Santa Sede fino al secolo XIV, passò poi alla famiglia baronale dei Savelli che ne detenne il possesso fino al 1633, quando, al declinare delle fortune familiari, fu costretta a venderlo per 105.000 scudi al principe Marcantonio Borghese. La presenza di superbi edifici che ancora oggi si possono ammirare all'interno del paese sono la testimonianza eloquente della potenza delle famiglie che vi abitarono e della floridezza economica raggiunta dalla comunità. Particolarmente intensa fu nel XIX secolo la partecipazione degli abitanti di Poggio Nativo agli eventi nazionali che portarono all'avvento della Repubblica Italiana.

Complesso monastico di San Paolo, risalente al XIII secolo, sorge appena fuori il centro abitato. Fondato per volere di Farfa, fu anticamente monastero di monache benedettine che vi rimasero fino all'assedio del 1460, quando Pio II ordinò il loro trasferimento a Roma. Lasciato in stato di abbandono per molti anni, fu ricostruito ed ingrandito dai frati Francescani cui il monastero fu ceduto da Pio II nel 1471. La vecchia chiesa fu trasformata in Coro, arredato con magnifici scanni in legno intarsiato, ancora oggi ben conservati. L'attuale chiesa fu costruita ex novo. Al suo interno è possibile ammirare il monumentale altare maggiore, riccamente ornato di pregevoli marmi, affiancato dalle statue di S. Giacomo e di S. Filippo e sormontato da una tela seicentesca rappresentante "l'Apparizione del Santissimo Sacramento e due frati Francescani".

Nell'unica navata sono presenti sei cappelle, concesse in patronato alle nobili famiglie del luogo, i cui stemmi gentilizi sono tutt'ora visibili negli archi. Nella terza cappella di sinistra sono presenti due affreschi risalenti al 1560, raffiguranti San Biagio e San Giovanni Battista e nella terza cappella di destra è conservata una tela ovale con la Madonna in trono con Bambino e tre Angeli. Il convento, ricostruito nel '400, è stato ripetutamente rimaneggiato: l'ampio chiostro è decorato da lunette rappresentanti episodi della vita di San Francesco. Il portale della vecchia chiesa, utilizzato per la nuova costruzione, conserva ai lati delle pitture murali rappresentanti la decollazione di San Paolo e la Crocifissione di San Pietro. Nei primi anni del '900 fu per caso trovato un trittico dipinto dal pittore Antoniazzo Romano attualmente esposto alla Galleria Nazionale di Roma (Palazzo Barberini).

Testi della dott.sa Emanuela Andreini Redazione Sabina Online

Da visitare:

Complesso monastico di S. Paolo

Chiesa della S.S. Annunziata
Alcuni storici accolgono la tradizione secondo la quale questa chiesa sarebbe stata eretta in sostituzione di una antichissima cappella dedicata alla Beata Vergine Maria e che la consacrazione sarebbe avvenuta per le mani dello stesso pontefice San Silvestro I. Alla primitiva cappella appartengono il portale ed il fonte battesimale.
Nel 1576, sotto il pontificato di Gregorio XIII, la chiesa fu ampliata e riccamente ornata da Bernardino e Lucrezia Anguillara. La campana da 280 libbre tutt'ora ben conservata nel campanile fu donata dal principe Borghese.
All'interno della Chiesa, ampiamente restaurata dopo il terremoto del 1915, si può ammirare una pregevole tela di scuola umbro-romana della fine del XVI secolo rappresentante San Francesco di Paola.

 

 

 


HOME SABINA ONLINE
Luoghi da visitare - Eventi - Collegamenti - Mappa
Storia - Gastronomia - Territorio - Tradizioni - Bibliografia
Comuni della Sabina - Scuole - Numeri utili
"Il Farfa dal Farfa" - La Goccia - Link

email: info@fabarisit

una produzione Fabaris srl
© 1998 - 2001 Fabaris tutti i diritti riservati