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Poggio Moiano

502 mt. s.l.m.
Cap 02037
Distanza Rieti 27 Km
Stazione: Rieti

Numeri utili:
  • Comune.............. 0765 876023
  • Pro loco.............. 0765 875011
  • Corpo forestale.... 0765 876108
  • Ufficio postale..... 0765 876741
  • Farmacia............. 0765 876012
  • A.S.L.................. 0765 876668

Consulta la pagina degli Eventi aggiornata quotidianamente

Poggio Moiano fa parte di quella culla di storia e di cultura quale è la Sabina: situato in provincia di Rieti. L'antichissimo Loco Moiano è divenuto comune sin dal 1083.
Il paese è collocato su una collina alle falde del Monte Miano (990 m s.l.m.), ad un'altitudine di m 502 s.l.m. ed è apprezzato per l'eccezionale mitezza del clima.Il Centro Storico, già ricco di scorci e vicoli che mantengono il pittoresco ambiente originario, è stato vivacizzato dalla presenza dei Murales realizzati da maestri diversi che hanno rappresentato aspetti tipici del paese.

Poggio Moiano è un paese dell'Alta Sabina, sito sulla strada statale Licinese, che collega la Salaria alla Tiburtina Valeria. Sul suo territorio si possono trovare monumenti di origine romanica e medievale.

Il paese ha due frazioni, localizzate nei pressi della salaria: Cerdomare, più nascosto, e l'importante centro viario e commerciale di Osteria Nuova, che la prima domenica di ogni mese ospita una delle fiere pił grandi della Regione Lazio.


Secondo alcuni ricercatori, il paese nasce sulle rovine dell'antica Suna all'incirca tra l'anno 1037, testimoniato da alcuni documenti farensi come "fundus Mongianus", al 1083, anno in cui il conte Teudino donò alcune terre all'Abbazia di Farfa; il conte proveniva dal "podio ubi dicitur Moianum". Secondo altri già nel 773 c'è uno sviluppo abitativo nella zona chiamata "Medianula", "Modiano", "Mianula", "Loco Moiano" oppure "Gualdo Modiano".

Questo nuovo paese dovrebbe svilupparsi tra il 900 ed il 1000 proprio dopo la devastazione di Trebula Mutuesca avvenuta da parte dei Saraceni. Tradizioni locali attribuiscono la nascita del paese a dei boscaioli che portavano carbone a Roma e che si stanziarono in zona con le loro baracche, ma ciò non ha riscontri storici.
Tutti i documenti che riportano il nome di Poggio Moiano li troviamo però solo dopo il 1083, come abbiamo già detto. Già possesso di Farfa, viene riconfermato in due atti nel 1084 da Enrico IV e nel 1118 da Enrico V. Occupato da diversi signorotti, prima dai Mareri, che pagarono un'ammenda al Papa Giovanni XXII il quale gli condonò la pena, poi dai Savelli, che riuscirono, con Battista, a trattenerlo per diverso tempo. Nel 1462 il pontefice Pio II inviò Federico da Montefeltro a confiscare tutti i possedimenti dei Savelli, poichè avevano appoggiato gli angioini nella contesa del regno di Napoli (la Chiesa appoggiava gli aragonesi). I beni confiscati furono messi in vendita nel 1463 dalla Camera Apostolica e acquistati dal mons. Giorgio Cesarini in società con Marcello Rustici ed i fratelli Della Valle. Nel 1465 veniva riscattato dai Savelli a cui riveniva confiscato dal pontefice Alessandro VI, il quale lo donò a Giulio Orsini.

Dopo la morte del Papa i Savelli riconquistarono il feudo e cercarono di riparare le rovine delle guerre. Nel 1509, Giacomo e Trolio Savelli si divisero i feudi e Poggio Moiano con Casperia, Cantalupo, Montasola e Castel chiodato andarono a Trolio Savelli. La signoria dei Savelli su Poggio Moiano durò fino al 1633, quando oberati dai debiti, lo cedevano, insieme a Poggio Nativo, al principe Marcantonio Borghese per la somma complessiva di 105.000 scudi. Il principe, nipote del Papa Paolo V, mise i suoi vassalli a governare il feudo, la famiglia dei Ciccalotti, originaria di Torri in Sabina. Nel 1717 i Borghese l'affittarono alla famiglia Sassi che la tanne fino a quando fu venduto ai Torlonia. Dopo pochi anni finirono i feudi. Nel 1800 il comune di Poggio Moiano faceva parte della provincia dell'Umbria nel circondariato di Rieti, poi divenuta provincia di Perugia. Nei primi del 1900 passò alla provincia di Roma Il castello feudale fu distrutto durante la II guerra mondiale (6 giugno 1944), era usato come base militare tedesca. La sua frazione Osteria Nuova era un centro importante già dalla costruzione, da parte dei romani, della via Salaria. Infatti la sua collocazione strategica consisteva nel fatto che era ad un giorno di marcia dalla capitale, quindi qui vi esisteva un punto di riposo e di cambio, da cui deriva anche il nome: "Mansio ad Novas". L'importanza di questa località è testimoniata anche dai numerosi reperti rinvenuti nella zona: Le 98 statue, oggi conservate in un museo di Copenaghen, provenienti da una villa romana; I "Torracci", identificati come monumenti sepolcrali del II sec. d.C.; La "Grotta dei Massacci", un sepolcro megalitico racchiuso sotto un casale agricolo dal XVIII secolo.

 

Si ringrazia il Parroco e il Comune di Poggio Moiano per la gentile concessione dei testi.

Da visitare

Itinerario di Poggio Moiano Itinerario di Poggio Moiano
Grotta Pila
Parco Regionale Naturale dei Monti Lucretili
Tra i luoghi da visitare vi è a circa 1 Km dal centro abitato una piccola Chiesa rurale: San Martino. Essa sembra risalire al X secolo. Molto interessante è la facciata, realizzata in pietra locale che vede incastonati bassorilievi e fregi di epoca romana e presenta un bel rosone in pietra. L'interno è a navata unica con abside semicircolare: c'è un dipinto raffigurante Sant'Antonio Abate e uno raffigurante San Martino, entrambi fatti realizzare per un voto nel 1556.

Nella Chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista (adiacente al palazzo Comunale) sono stati rinvenuti tre inserti murali di buona fattura e di notevole interesse artistico. Il più antico risalente al '400, raffigura la Madonna in trono in discreto stato di conservazione. Di fronte a questo un Ultima Cena, purtroppo danneggiata, mentre il terzo del tardo '500, rappresenta una Madonna con Bambino e scene del Rosario. L'abside della Chiesa è sovrastata da una statua lignea della Madonna Assunta, Opera di Scuola Romana del XVI secolo.

Itinerario di Poggio Moiano Grotta dei Massacci (II sec. a.C.)

 

Eventi

Festa del Sacro Cuore, con l'infiorata (giugno)
Il paese si identifica in una manifestazione ricca di colore e tradizione: l'Infiorata che si svolge l'ultimo sabato di giugno. In questo giorno le principali strade del paese, ricoperte di fiori nei loro colori naturali, senza alcuna aggiunta chimica, si presentano in una veste smagliante. La realizzazione di oltre 70 quadri floreali nella quale, sin dalla raccolta dei fiori è coinvolta la popolazione, trasforma il paese in una indimenticabile isola multicolore. La festività trae origine dall'usanza, antica e spontanea, di gettare i fiori al passaggio della solenne processione del Corpus Domini, diventando nel tempo una manifestazione artistica di grande rilevanza. Non più fiori gettati alla rinfusa sulla strada, ma un colorato tappeto fatto di immagini ispirate a temi religiosi, sociali, morali o tratte dalla storia dell'arte. Il 1998 ha visto l'infiorata uscire dai confini del paese: gli infioratori sono stati invitati a Rocca di Papa in occasione della loro festa floreale, a varie manifestazioni svoltesi nella città di Rieti e il 26 ottobre sarà ospitata a Catania, in occasione della festa di Sant'Agata.

L'ultimo sabato di giugno si svolge anche la Sagra della Bruschetta, occasione ideata per promuovere al meglio il pregiato e raffinato olio extra-vergine di oliva, esaltato dal rustico sapore del pane abbrustolito.

Esiste anche una manifestazione che vede protagonista la cultura locale nelle sue diverse forme. E' il premio Carmen Sabinum, un appuntamento biennale con la poesia dialettale sabina. Nato nel 1981, per valorizzare e riscoprire il dialetto che sta sempre più scomparendo dai nostri paesi, il "Carmen Sabinum" è un concorso per poeti, scenografi e ricercatori scientifici, riconosciuto e finanziato dalla regione Lazio. L'unica prerogativa per parteciparvi è amare il dialetto sabino.

Molte sono le ricorrenze religiose: tra le più rilevanti la Processione del Venerdì Santo durante la quale il Cristo Morto viene accompagnato dal canto delle donne della confraternita dell'Addolorata e dalla Banda Musicale, lungo un percorso che si snoda tra le strade del paese, illuminate da una suggestiva fiaccolata.

Autunno Musicale: Per iniziativa della Banda Musicale "Mons. Antonio Santini" di Poggio Moiano, ogni anno in autunno, nella chiesa dei giardini, si possono ascoltare le più belle opere classiche eseguite da artisti noti, da artisti locali e dalla Banda. L'iniziativa offre l'opportunità a molti giovani, amanti della musica classica, di mettere in luce le loro ottime qualità artistiche.

Fiera di S. Martino: E' usanza da molti anni, che nel giorno di S. Martino, chiamato il giorno di "primavera dell'inverno", per la temperatura e la giornata mite che quasi tutti gli anni lo accompagna, si svolga una fiera lungo la via principale di Poggio Moiano.

 


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