Con
L.R. del 3.10.97 n. 29 un'ampia fetta del territorio comunale (tutto
il versante del Cervia che sovrasta il paese di Paganico) entra
a far parte della Riserva Naturale
Monte Cervia e Monte Navegna che si estende anche sui territori
dei comuni di Ascrea, Collegiove,
Collalto, Nespolo,
Marcetelli e Varco.
L'elemento predominante nel paesaggio vegetale della Riserva è
rappresentato dai rigogliosi boschi che coprono gran parte dei rilievi.
Assai estesi sono i castagneti con esemplari secolari di rara bellezza.
La vegetazione spontanea è formata da querceti caducifogli
con cerro, rovere e, più in quota, da faggete. Il popolamento
animale è ricco di specie legate agli ambienti boschivi:
lo scoiattolo è assai numeroso, così come il cinghiale
ma non mancano tassi, marmotte, lepri, puzzole, donnole oltre ai
tanti piccoli mammiferi dei boschi come il topo quercino e il moscardino.
Sino a pochi anni fa la zona era regolarmente frequentata da una
coppia di aquile. Oggi la specie è osservabile solo saltuariamente
anche se con una certa frequenza e spesso in coppia, mentre sono
ancora presenti altri rapaci come la poiana, lo sparviere, il gheppio,
l'allocco, la civetta, il gufo comune. Tra gli uccelli i picchi
verde e rosso maggiore, l'upupa, il fringuello, il rampichino, il
ciuffolotto, il colombacchio.
Notizie
Storiche:
Il paese è uno dei più antichi della Valle del Turano,
già documentato nell'852 (Regesto Farfense) seguì
successivamente le sorti della baronia di Collalto. Non se ne esclude
l'origine romana per alcune tracce di tale presenza nella zona (col
nome paganicum venivano chiamati anche i luoghi in cui erano presenti
rovine di età romana).
Infatti, poco distante dal paese (circa 2,5 Km), nelle vicinanze
del fiume Turano, si trova la "Pietra
Scritta".
Un rinvenimento
molto recente, effettuato, in prossimità del monte dai ragazzi
della Pro-Loco, è costituito da un area sacra relativa ad
un santuario ad oggi non ancora investigato. I ritrovamenti sono
relativi a materiali in terracotta riconducibili a tipologie votive
già ampiamente attestate nei luoghi di culto dell'area centro-italica.
Si tratta infatti di frammenti di piccole statue, statuette raffiguranti
bovini, suini, riproduzione di parti del corpo come mani, piedi,
ecc. Nei santuari era consuetudine dedicare agli dei doni votivi
in terracotta che riproducevano parti del corpo umano, immagini
di devoti, raffigurazioni animali, oggetti di uso quotidiano o simbolico,
ecc. I votivi anatomici erano legati non solo alla sfera della salute
e della guarigione, ma potevano assumere significati diversi come
quelli di simboleggiare il viaggio o la preghiera dell'offerente.
La dedica di parti del corpo umano con funzione propiziatoria o
in segno di ringraziamento per un'avvenuta guarigione risale ad
epoca molto antica. I doni in terracotta dovevano costituire delle
offerte poco costose ed in quanto tali proprio delle classi meno
elevate. La grande diffusione di questo genere di offerte si concentra
soprattutto tra il IV ed il III secolo a.C.
L'aspetto del borgo è quello di un "castrum"
mediovale; l'ingresso è segnato da due porte che conducono
tramite strettissime viuzze al cuore del paese. Nella sommità
del borgo si presume ci sia stata l'antica rocca, il luogo porta
infatti il suo nome ed è caratterizzato da un incastellamento
con portali di accesso attorno ad un possente sperone roccioso.
Alla sommità del paese si trova la chiesa di Santa
Maria dell'Annunciazione. E' incerta la data di fondazione
ma, sicuramente, già nel 1398 doveva esistere una <<ecclesia
s. Marie de Paganica est ecclesia per se>>. Al fondo della
parete destra della navata, in una nicchia arcuata poco profonda,
è affrescata una Crocifissione, databile nei primi decenni
del Cinquecento.
Al fianco della porta principale di accesso al borgo medievale si
trova la chiesa di San Nicola che rappresenta oggi
la parrocchiale. Le più antiche notizie rispetto questa chiesa
sono quelle contenute nel registro delle parrocchie della diocesi
di Rieti del 1398. Il suo aspetto attuale è molto difforme
rispetto la sua fondazione originaria, sia nella facciata ed in
parte nel campanile e nella zona presbiteriale. Chiesa ad un'unica
navata, con 3 altari, di cui i due laterali risalenti all'ultimo
decennio del XVIII sec. sormontati da due dipinti raffiguranti la
madonna del Rosario e la Fuga in Egitto.
L'attuale cimitero si sviluppa attorno all'antichissima chiesa
di San Giovanni Battista situata nella località
"San Giovanni" proprio al di sotto del paese e distante
da esso circa 600 mt. La più antica notazione è quella
contenuta nel registro delle chiese del 1398, dove veniva nominata
<<Ecclesia S. Iohannis de Paganica mediam procurationem>>.Quattro
frammenti di Pluteo in pietra arenaria, oggi murati sulla facciata
della chiesa di S. Giovanni, sembrano far parte di un unico complesso
decorativo di epoca altomedievale. La tipologia sembrerebbe infatti
far pensare ad un'epoca di realizzazione oscillante tra l'VIII ed
il IX secolo. Nel 500 viene ricordata come "Anticamente Matrice".
Nel 1713 la chiesa doveva già svolgere una funzione analoga a quella
odierna e rimase con questa vocazione cimiteriale fino ai nostri
giorni.
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