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Paganico

720 mt. s.l.m.
Cap 02020
Distanza da Rieti 40 Km
Stazione più vicina: Carsoli

Numeri utili:

  • Comune............. 0765 723032
  • Pro loco............. 0765 723062
  • Ufficio postale..... 0765 723031

Consulta la pagina degli Eventi aggiornata quotidianamente

Il territorio comunale presenta una superficie di 9,20 Kmq ed è compreso tra 530 mt circa di altitudine del Lago del Turano ed i 1438 mt di altitudine del Monte Cervia. Gran parte del territorio si estende sul complesso montuoso del Cervia. I versanti nord-ovest e sud-ovest, che sovrastano il nucleo abitato, affacciano con aspre pendenze a strapiombo sul lago del Turano.
I versanti sono ricoperti da fitta macchia di carpino, roverella e orniello assieme a ginepro, ginestra ed altre spinose. Sopra il paese un rimboschimento con pino nero e con larice eseguito circa 90 anni addietro, si alterna con la vegetazione autoctona che passa da quella submontana al faggio. La fascia più alta dei versanti è interessata da faggete degradate che lasciano spazio ad ampie praterie. Sul versante sud-ovest a circa 750 mt di altitudine, su un'aspra parete rocciosa, si manifesta la presenza di numerose grotte e sporgenze rocciose ricoperte alla sommità dal caratteristico ornamento del leccio.
Le numerose grotte raggiungono in alcuni casi dimensioni considerevoli (es. Grotta "Sotterra": lunghezza 20 mt circa - altezza 6 mt circa). Il versante Nord scende bruscamente nell'orrido della gola dell'Obito scavata dalle acque impetuose del fosso omonimo. Il versante nord-ovest, interessato dalla presenza di faggete e più in basso dalla presenza di estesi castagneti da frutto, degrada più lievemente. Il fiume ed il lago del Turano tagliano trasversalmente il territorio comunale. Sulla riva del fiume opposta al paese, il territorio dapprima dolcemente inclinato e spoglio di vegetazione (dove viene ancora praticata in forme molto modeste l'agricoltura) si eleva abbastanza rapidamente sulle pendici del monte Faito.

Con L.R. del 3.10.97 n. 29 un'ampia fetta del territorio comunale (tutto il versante del Cervia che sovrasta il paese di Paganico) entra a far parte della Riserva Naturale Monte Cervia e Monte Navegna che si estende anche sui territori dei comuni di Ascrea, Collegiove, Collalto, Nespolo, Marcetelli e Varco. L'elemento predominante nel paesaggio vegetale della Riserva è rappresentato dai rigogliosi boschi che coprono gran parte dei rilievi. Assai estesi sono i castagneti con esemplari secolari di rara bellezza. La vegetazione spontanea è formata da querceti caducifogli con cerro, rovere e, più in quota, da faggete. Il popolamento animale è ricco di specie legate agli ambienti boschivi: lo scoiattolo è assai numeroso, così come il cinghiale ma non mancano tassi, marmotte, lepri, puzzole, donnole oltre ai tanti piccoli mammiferi dei boschi come il topo quercino e il moscardino. Sino a pochi anni fa la zona era regolarmente frequentata da una coppia di aquile. Oggi la specie è osservabile solo saltuariamente anche se con una certa frequenza e spesso in coppia, mentre sono ancora presenti altri rapaci come la poiana, lo sparviere, il gheppio, l'allocco, la civetta, il gufo comune. Tra gli uccelli i picchi verde e rosso maggiore, l'upupa, il fringuello, il rampichino, il ciuffolotto, il colombacchio.

Notizie Storiche:
Il paese è uno dei più antichi della Valle del Turano, già documentato nell'852 (Regesto Farfense) seguì successivamente le sorti della baronia di Collalto. Non se ne esclude l'origine romana per alcune tracce di tale presenza nella zona (col nome paganicum venivano chiamati anche i luoghi in cui erano presenti rovine di età romana).
Infatti, poco distante dal paese (circa 2,5 Km), nelle vicinanze del fiume Turano, si trova la "Pietra Scritta".

Un rinvenimento molto recente, effettuato, in prossimità del monte dai ragazzi della Pro-Loco, è costituito da un area sacra relativa ad un santuario ad oggi non ancora investigato. I ritrovamenti sono relativi a materiali in terracotta riconducibili a tipologie votive già ampiamente attestate nei luoghi di culto dell'area centro-italica. Si tratta infatti di frammenti di piccole statue, statuette raffiguranti bovini, suini, riproduzione di parti del corpo come mani, piedi, ecc. Nei santuari era consuetudine dedicare agli dei doni votivi in terracotta che riproducevano parti del corpo umano, immagini di devoti, raffigurazioni animali, oggetti di uso quotidiano o simbolico, ecc. I votivi anatomici erano legati non solo alla sfera della salute e della guarigione, ma potevano assumere significati diversi come quelli di simboleggiare il viaggio o la preghiera dell'offerente. La dedica di parti del corpo umano con funzione propiziatoria o in segno di ringraziamento per un'avvenuta guarigione risale ad epoca molto antica. I doni in terracotta dovevano costituire delle offerte poco costose ed in quanto tali proprio delle classi meno elevate. La grande diffusione di questo genere di offerte si concentra soprattutto tra il IV ed il III secolo a.C.
L'aspetto del borgo è quello di un "castrum" mediovale; l'ingresso è segnato da due porte che conducono tramite strettissime viuzze al cuore del paese. Nella sommità del borgo si presume ci sia stata l'antica rocca, il luogo porta infatti il suo nome ed è caratterizzato da un incastellamento con portali di accesso attorno ad un possente sperone roccioso.

Alla sommità del paese si trova la chiesa di Santa Maria dell'Annunciazione. E' incerta la data di fondazione ma, sicuramente, già nel 1398 doveva esistere una <<ecclesia s. Marie de Paganica est ecclesia per se>>. Al fondo della parete destra della navata, in una nicchia arcuata poco profonda, è affrescata una Crocifissione, databile nei primi decenni del Cinquecento.

Al fianco della porta principale di accesso al borgo medievale si trova la chiesa di San Nicola che rappresenta oggi la parrocchiale. Le più antiche notizie rispetto questa chiesa sono quelle contenute nel registro delle parrocchie della diocesi di Rieti del 1398. Il suo aspetto attuale è molto difforme rispetto la sua fondazione originaria, sia nella facciata ed in parte nel campanile e nella zona presbiteriale. Chiesa ad un'unica navata, con 3 altari, di cui i due laterali risalenti all'ultimo decennio del XVIII sec. sormontati da due dipinti raffiguranti la madonna del Rosario e la Fuga in Egitto.

L'attuale cimitero si sviluppa attorno all'antichissima chiesa di San Giovanni Battista situata nella località "San Giovanni" proprio al di sotto del paese e distante da esso circa 600 mt. La più antica notazione è quella contenuta nel registro delle chiese del 1398, dove veniva nominata <<Ecclesia S. Iohannis de Paganica mediam procurationem>>.Quattro frammenti di Pluteo in pietra arenaria, oggi murati sulla facciata della chiesa di S. Giovanni, sembrano far parte di un unico complesso decorativo di epoca altomedievale. La tipologia sembrerebbe infatti far pensare ad un'epoca di realizzazione oscillante tra l'VIII ed il IX secolo. Nel 500 viene ricordata come "Anticamente Matrice". Nel 1713 la chiesa doveva giÓ svolgere una funzione analoga a quella odierna e rimase con questa vocazione cimiteriale fino ai nostri giorni.

Poco distante dal paese, all'imbocco della gola dell'Ovito (vocabolo di incerta interpretazione: "passaggio degli ovini", "luogo di morte" - trattasi effettivamente di un passaggio obbligato ed impervio tra le valli del Salto e del Turano) si trova la "Mola" (mulino ad acqua a due palmenti edificato a metà del secolo scorso per soddisfare la forte domanda per la macinazione del grano) e due antichissimi ponti che scavalcano il fosso dell'Ovito.

Si ringrazia la Pro-Loco di Paganico Sabino per la gentile concessione dei testi e delle immagini.

Da visitare:

Itinerario di Paganico Sabino
Riserva Naturale Monte Cervia e Monte Navegna

Lago del Turano

Pietra Scritta
Chiesa di Santa Maria dell'Annunciazione
Chiesa di San Nicola
Chiesa di San Giovanni Battista

Servizi Pubblici:
- I collegamenti con Rieti (Stazione FFSS) e Carsoli (Stazione FFSS) sono garantiti da almeno due corse COTRAL giornaliere.
- I servizi alla persona sono i seguenti: ambulatorio medico, medico territoriale, laboratorio analisi, dispensario farmaceutico. Tutti i giorni, dalle ore 8:00 alle ore 20:00, presso il bivio di Paganico (Km 1,8 dal paese) è attiva una postazione di primo soccorso con ambulanza (118).

Impianti Pubblici:
- Centro Sociale Diurno.
- Impianto sportivo comunale con:
campo da calcio a 5 con fondo in erba, campo polivalente di pallacanestro, pallavolo e tennis con servizi parco giochi attrezzato per bambini.

 

Eventi

I° Maggio "Calennemaju Paganichese" e sagra dei "Vertuti"
a cura della Pro-Loco
Rito antichissimo il "Calennemaju". La mattina digiuni, si sbucciano 3 noci e si rovesciano dentro un bicchiere colmo di vino pronunciando:

San Felippu e Jacu
faccio a Calennemaju
Se mmoro, affonno
Se nnò, retorno.

Rituale primaverile che si inserisce nella categoria dei riti di passaggio i quali accompagnano ed assicurano il cambiamento di stagione. Questi riti di primavera hanno accompagnato l'uomo sin dalle origini. Nel mondo latino si celebravano le feste di MAJUMA o del I° Maggio. Altro rituale propiziatorio per la fecondità della terrà si rinnova ogni anno in questo giorno. Si tratta della consumazione dei "Vertuti" un piatto di legumi e cereali (15 o 16 qualità) che condite con olio a crudo e aromatizzate con foglioline di timo serviamo durante la sagra.

Ultima domenica di Luglio - Sagra delle "Sagne Strasciate"  
a cura della Pro-Loco
Piatto povero, piatto contadino, le "Sagne" ricavate strappando in piccoli lembi inregolari una sfoglia di farina, acqua ed uova, vengono servite con un condimento ai funghi porcini. Le "Sagne" si consumavano condividendo insieme in famiglia la "Spianatora" dopo una lunga giornata di fatiche nei campi.

Tutte le informazioni sono tratte dai seguenti documenti:


 

 

 

 

LA PIETRA SCRITTA E L'ALTA VALLE DEL TURANO
(E. Bonanni, A Zacchia - novembre 1986)
- PAGANICO nelle carte dell'Archivio Storico - Opere pubbliche e Progetti dall'Unità d'Italia al Fascismo.
(Marco Pizzo - maggio 1994)
- PAGANICO - Materiali per un piano di ricognizione - vol.1 ARTE.
(Marco Pizzo - aprile 1996)

 

 

 

 


LA VALLE DEL TURANO: Sulle tracce dell'antico.
(Giovanna Alvino - marzo 1999)

LA PIETRASCRITTA
(Pro-Loco - edizioni 91, 92, 93, 94, 95, 96, 97, 98, 99)

 




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