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Il nome sembra derivi
da Mons. Pollionis che si modifica con il tempo in Mons. Operis per la
operosità dei suoi abitanti e successivamente in Montis Opuli per
la ricchezza della sua terra. Reperti di archeologia e tracce di storia
fanno risalire l'origine del paese all'epoca di Augusto, infatti sembra
si trovasse qui la villa del celebre letterato generale romano Caio Asinio
Pollione. La storia narra che Montopoli passasse intorno al mille sotto
il dominio dell'Abbazia di Farfa
e da quell'epoca in poi risenti di tutti gli avvenimenti che riguardarono
la celebre Abbazia. Fu coinvolto nelle lotte fra imperatori e papi e gli
abitanti si distinsero per il comportamento da fedeli guerrieri. Nel 1243
per ordine del papa Gregorio IX Montopoli fu saccheggiata e distrutta.
Fu prima Borgo medioevale poi elevato a comune.
Dopo la ricostruzione cominciò il periodo della Signoria. Dato
prima ai Colonna tornò poi sotto il dominio di Farfa. Per un breve
periodo fu anche dimora degli abbati Arnaldo e Nicolò 11. Montopoli
passò poi agli Orsini ed ai Felici. Fu questo un periodo di fervore
e di iniziative. Ancora oggi entrando da Porta Romana è visibile
il bel palazzo Orsini e, seppure più volte ristrutturato, il santuario
francescano S. Maria degli Angeli.
Girando per il paese si possono ammirare numerosi portali medioevali.
Il nucleo urbano arroccato intorno al mastio mostra ancora nei passaggi
impervi e nei brani dell'antica cinta muraria, l'aspetto medioevale. Montopoli
è conosciuto soprattutto per l'eccellente qualità dell'olio
d'oliva e per la bontà del nettare che il suo territorio produce
fin dai tempi del concittadino Numa Pompilio.
Vanta
il privilegio di offrire la non frequente visione di una ininterrotta
sequela di magnifici panorami per la sua particolare collocazione sulla
cresta di una verde e isolata collina che consente di spaziare l'intero
orizzonte. Ovunque infatti si volga lo sguardo tutto costituisce uno stupendo
spettacolo perchè unisce ambiente e natura, bellezza e storia. Da qui
infatti si può ammirare la celebre abbazia benedettina di Farfa
con l'omonimo fiume, sparsi intorno una miriade di paesi arroccati sui
monti circostanti, la sagoma trapezoidale dell'isolato monte Soratte con
la valle Teverina, la storica montagna del Tancia e la corona dei frastagliati
monti Umbro Sabini.
Montopoli però non è soltanto eccellenza di olio d'oliva,
di vini famosi e di spettacoli panoramici, ma è anche e soprattutto
ambiente. La pianta topografica di Montopoli presenta la forma di un triangolo
attorniato da una circonvallazione che racchiude, quasi per intero, il
vecchio abitato. E proprio percorrendo tale circonvallazione che si possono
ammirare gli stupendi panorami citati. L'entrata del paese è quella
attraverso la Porta Romana o Maggiore, di stile rinascimentale, cosi come
l'antico prospicente palazzo degli Orsini. L'antica civettuola Piazza
Comunale è la piazza principale graziosa in tutto l'aspetto, la
forma triangolare come l'abitato, contiene al centro una fontana ottagonale
artisticamente concepita con getti d'acqua provenienti da bocche metalliche
a forma leonina e, con sulla sommità, una coppa, anch'essa metallica
di pregevole fattura, in cui tre ordini di zampilli riversano l'acqua
entro la stessa coppa con spruzzi vaghi ed iridescenti. Nel punto del
paese diametralmente opposto alla piazza comunale, un vasto piazzale con
il parco giochi ed il Parco Caduti con il monumento alla loro memoria,
raffigurante una artistica vittoria alata. Volgendo lo sguardo in alto
si può ammirare l'edificio piu antico del paese, la massiccia Torre
Ugonesca fatta costruire da Ugo I abbate di Farfa intorno all'anno mille,
da dove si domina tutta la vallata. Percorrendo la circonvallazione, attraverso
un passaggio, si può raggiungere il Borgo, una lunga piazza intitolata
all'umanista Pietro Oddi, famoso poeta e commentatore di opere classiche
nato e vissuto a Montopoli intorno al 1425. Sul lato di questa piazza
si erge imponente la rupe che domina l'intero abitato e sulla quale sorgono
la piazza Campo di Fiori, la Torre Ugonesca, I'antico Palazzo della Signoria
(trasformato poi in piazza Felici) con l'antistante suggestiva piazzetta
Montecavallo sulla quale confluiscono le tre primitive vie dell'abitato,
via Pacifica, via San Bonaventura, via Colonna. Un breve, angoloso e strettissimo
passaggio, dalla piazzetta Montecavallo conduce sulla vasta piazza Campo
di Fiori, è tuttora chiamato "vicolo baciadonne", il
motivo di tale denominazione non rimane difficile da intuirsi. La piazza
Campo di Fiori, primitivamente destinata ad orti ed allo stazionamento
del bestiame, col tempo subì una radicale trasformazione, tanto
da divenire centro di celebrazioni giuridiche anche di notevole importanza.
Il fabbricato che costituiva la sede del tribunale è tuttora esistente
e si trova del tutto isolato in un angolo della piazza. Ridiscendendo
verso la piazza Comunale si incontra sulla destra la chiesa parrocchiale
del Santo Patrono San Michele Arcangelo. Gli innumerevoli archi con sopra
abitazioni con numerosi portali medievali sono altre interessanti caratteristiche
del paese.
IL TERRITORIO
Montopoli
ha una vasta estensione di territorio che va dall'abitato di Passo Corese
fino all'abitato di Poggio Mirteto,delimitato, a est dal fiume Tevere
e ad ovest dal torrente Farfa. E' un territorio prevalentemente collinoso
con le pianure del Tevere e del Farfa.
Oltre al paese, situato su un'amena e verde collina, numerosi sono i nuclei
abitativi, il più importante dei quali è la frazione di
Bocchignano, vero gioiello di borgo medioevale ancora ben conservato,
collegato a Montopoli con una strada ad anello. Per chi, percorrendo la
SS 3513, proviene da Roma ha modo di imbattersi nei centri abitati di
Ponte Sfondato, Colormena, S. Maria, Granari, Casenuove, Ferruti. Buona
parte delle sue colline sono ricoperte da piantagioni di oliveti e vigneti
che sono al tempo stesso bellezza e ricchezza della zona. E' un territorio
non privo di interesse storico archeologico con reperti e resti un pò
ovunque. L'art.8 (parte1) dello Statuto del Comune di Montopoli recita:
"La Comunità di Montopoli, consapevole che nel suo territorio
l'uomo ha operato fin dall'età della pietra (es. in Ponte Sfondato
e in Piedi Monte di Granica), poi nel periodo curense e romano con la
presenza di circa settanta ville in gran parte rustiche e infine nel Medio
Evo con ben sette castelli, vuole salvaguardare le memorie in cui affonda
le sue radici:
-Il Monte Opulo (Montopoli) dove è esistita una struttura curense
e poi nel Medio Evo un castello.
- Bocchignano, celebre castello costruito su un accampamento militare
romano.
- Campore, con le recenti case popolari presso i ruderi della presunta
Villa di Pollione (da cui Colle Ballone).
- Fuori Dazio, nel Medio Evo centro abitato da servi della gleba attorno
alla chiesa di S. Andrea in Scorticariis (oggi Madonna dei Carozzi); così
come Granari attorno alla chiesa di S. Candido e più sotto Granica
e Santa Maria.
- Case Nuove, dove era il castello di Sorbiliano e poi Villa Torlonia.
- Colonnetta, dove era il castello di Moricelli detto 'de Palumba' e dove
nel 1861 è stato sterminato il corpo garibaldino dei Cacciatori
del Tevere.
- Ponte Sfondato, dove era il castello di Tribuco (oggi Tribico) e ricordatissimo
nella storia delle investiture.
- Ponticchio, col suo 'Fosso delle Armi'".
Né
sono da dimenticare altri luoghi oggi inabitati ma di grande interesse
come i Casoni con i ruderi della
villa detta Varrone e gli adiacenti insediamenti di servi della gleba
attorno alla diruta chiesa di S.Pietro martire; la villa degli Emili-Scipioni
a Piedimonte di Montopoli quelle delle terme sul fosso di Volpignano,
la Montagnola di Colonnetta, i castelli di Vezzano, la Villa Caprola con
le sue tante memorie, non ultima quella di S.Gestulio protomartire dei
Sabini, la grotta della Santaccia. Perciò forse anche per interessi
atavici che sfuggono al controllo, la comunità di Montopoli ha
preferito svilupparsi non attorno a un unico centro storico, ma attorno
a tanti piccoli focolai di memorie diverse da cui parte l'unico grande
albero, appunto la memoria collettiva che ha dato vita al paese.
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Da
visitare:
Riserva
Naturale Tevere Farfa
I
Casoni - Resti archeologici di ville romane

PONTE
SFONDATO
Località di Montopoli, deve il suo nome al fatto che il torrente
Farfa nei secoli era riuscito forando un costone, a costruirsi un ponte.
Era uno dei rari fenomeni naturali. Purtroppo lo si può vedere
ormai crollato dall'alto del nuovo ponte. Tutta la zona di Ponte Sfondato
vanta una storia non trascurabile; si va dagli insediamenti paleolitici
a quelli del periodo sabino e romano. Nel suo studio "Cures Sabini"
la dottoressa Maria Pia Muzzioli ha individuato circa trenta ville romane.
La zona è attraversata dal torrente Farfa ed alcuni resti rinvenuti
fanno pensare all'esistenza di un tempio dedicato al dio fluviale Farfaro.
La zona è citata nel martirio di San Getulio che, accusato di essere
cristiano fu bruciato vivo in questa località. A meno di un chilometro
di distanza si trovano i resti della città arcaica di Curi legata
alle origini di Roma e patria di Tito Tazio e Numa Pompilio. Nella zona
recentemente sono venute alla luce alcune giare dell'epoca romana.
TRIBUCO
Il castello di Tribuco sorgeva a 25 miglia circa da Roma sull'antica via
Salaria nei pressi di Ponte Sfondato, nel territorio di Montopoli Sabina.
Al posto del castello oggi resta una rupe che si innalza dalle acque del
fiume Farfa. La fortezza doveva essere assai importante perché
sorgeva a cavallo della Sabina, punto quindi strategico di osservazione
e di resistenza. Fu chiamata "Tribucum" dalle sue tre porte
principali che si aprivano la prima sulla strada che conduce a Villa Caprola
e le altre due sulla vecchia via Salaria. Il maniero fu per lungo tempo
conteso tra l'Abbazia di Farfa e la famiglia Crescenzi, conte della Sabina,
e spesso anche teatro di lotte sanguinose. Nelle sue buie prigioni spesso
languivano i prigionieri. Nell'interno dell'agguerrita fortezza si ordirono
losche trame ed intrighi; papi ed imperatori dovettero più volte
unire le loro milizie a quelle del potente abbate di Farfa per sconfiggere
ed anniettare i tiranni di quelle terre.In questo castello nel 1111 fu
rinchiuso il papa Pasquale II insieme a sei cardinali. Circa l'anno 1137
il castello di Tribuco venne raso al suolo e gli abitanti del luogo terrorizzati
fuggirono, lasciando nell'abbandono più completo il territorio.
I resti della rocca non affiorano più dalla terra, ma la rupe e
il nome del luogo sono ancora oggi la testimonianza della sua potenza
e della sua grandezza.
SANTA
MARIA DEGLI ANGELI
Il convento francescano di Santa Maria degli Angeli, fondato verso la
fine del 1500 ed il principio del 1600 dalle più illustri famiglie
montopolesi domina dall'alto l'ampia e spaziosa valle, in uno dei più
bei panorami che si possa offrire all'attento visitatore, per la suggestiva
vista del monte Soratte, con il Tevere da un lato e l'imperiale Abbazia
di Farfa, con il fiume omonimo dall'altro. Il convento è ricco
di pregiate pitture murali, (di Giannantonio da Padova del 1600 e di Vincenzo
Manenti da Orivinio 1599-1673) stucche tele. All'interno del convento
sono custoditi i resti mortali dei Santi Martiri Domino, merenziano e
di due loro Compagni, martirizzati durante il periodo delle persecuzioni
degli imperatori romani contro i cristiani.
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