Tornare a Comuni della  Sabina

home

Montopoli di Sabina

331 mt. s.l.m.
Cap 02034
Distanza da Rieti 50 Km
Stazione più vicina: P.Mirteto

Numeri utili:

  • Comune.............. 0765 27611
    email: msabina@fabaris.it
  • Pro loco.............. 0765 29091
  • Ufficio postale...... 0765 29177
  • Ufficio U.S.L (Ri.2)... 0765 29009

Consulta la pagina degli Eventi aggiornata quotidianamente

Il nome sembra derivi da Mons. Pollionis che si modifica con il tempo in Mons. Operis per la operosità dei suoi abitanti e successivamente in Montis Opuli per la ricchezza della sua terra. Reperti di archeologia e tracce di storia fanno risalire l'origine del paese all'epoca di Augusto, infatti sembra si trovasse qui la villa del celebre letterato generale romano Caio Asinio Pollione. La storia narra che Montopoli passasse intorno al mille sotto il dominio dell'Abbazia di Farfa e da quell'epoca in poi risenti di tutti gli avvenimenti che riguardarono la celebre Abbazia. Fu coinvolto nelle lotte fra imperatori e papi e gli abitanti si distinsero per il comportamento da fedeli guerrieri. Nel 1243 per ordine del papa Gregorio IX Montopoli fu saccheggiata e distrutta. Fu prima Borgo medioevale poi elevato a comune.
Dopo la ricostruzione cominciò il periodo della Signoria. Dato prima ai Colonna tornò poi sotto il dominio di Farfa. Per un breve periodo fu anche dimora degli abbati Arnaldo e Nicolò 11. Montopoli passò poi agli Orsini ed ai Felici. Fu questo un periodo di fervore e di iniziative. Ancora oggi entrando da Porta Romana è visibile il bel palazzo Orsini e, seppure più volte ristrutturato, il santuario francescano S. Maria degli Angeli.
Girando per il paese si possono ammirare numerosi portali medioevali. Il nucleo urbano arroccato intorno al mastio mostra ancora nei passaggi impervi e nei brani dell'antica cinta muraria, l'aspetto medioevale. Montopoli è conosciuto soprattutto per l'eccellente qualità dell'olio d'oliva e per la bontà del nettare che il suo territorio produce fin dai tempi del concittadino Numa Pompilio.

Monte Soratte Vanta il privilegio di offrire la non frequente visione di una ininterrotta sequela di magnifici panorami per la sua particolare collocazione sulla cresta di una verde e isolata collina che consente di spaziare l'intero orizzonte. Ovunque infatti si volga lo sguardo tutto costituisce uno stupendo spettacolo perchè unisce ambiente e natura, bellezza e storia. Da qui infatti si può ammirare la celebre abbazia benedettina di Farfa con l'omonimo fiume, sparsi intorno una miriade di paesi arroccati sui monti circostanti, la sagoma trapezoidale dell'isolato monte Soratte con la valle Teverina, la storica montagna del Tancia e la corona dei frastagliati monti Umbro Sabini.
Montopoli però non è soltanto eccellenza di olio d'oliva, di vini famosi e di spettacoli panoramici, ma è anche e soprattutto ambiente. La pianta topografica di Montopoli presenta la forma di un triangolo attorniato da una circonvallazione che racchiude, quasi per intero, il vecchio abitato. E proprio percorrendo tale circonvallazione che si possono ammirare gli stupendi panorami citati. L'entrata del paese è quella attraverso la Porta Romana o Maggiore, di stile rinascimentale, cosi come l'antico prospicente palazzo degli Orsini. L'antica civettuola Piazza Comunale è la piazza principale graziosa in tutto l'aspetto, la forma triangolare come l'abitato, contiene al centro una fontana ottagonale artisticamente concepita con getti d'acqua provenienti da bocche metalliche a forma leonina e, con sulla sommità, una coppa, anch'essa metallica di pregevole fattura, in cui tre ordini di zampilli riversano l'acqua entro la stessa coppa con spruzzi vaghi ed iridescenti. Nel punto del paese diametralmente opposto alla piazza comunale, un vasto piazzale con il parco giochi ed il Parco Caduti con il monumento alla loro memoria, raffigurante una artistica vittoria alata. Volgendo lo sguardo in alto si può ammirare l'edificio piu antico del paese, la massiccia Torre Ugonesca fatta costruire da Ugo I abbate di Farfa intorno all'anno mille, da dove si domina tutta la vallata. Percorrendo la circonvallazione, attraverso un passaggio, si può raggiungere il Borgo, una lunga piazza intitolata all'umanista Pietro Oddi, famoso poeta e commentatore di opere classiche nato e vissuto a Montopoli intorno al 1425. Sul lato di questa piazza si erge imponente la rupe che domina l'intero abitato e sulla quale sorgono la piazza Campo di Fiori, la Torre Ugonesca, I'antico Palazzo della Signoria (trasformato poi in piazza Felici) con l'antistante suggestiva piazzetta Montecavallo sulla quale confluiscono le tre primitive vie dell'abitato, via Pacifica, via San Bonaventura, via Colonna. Un breve, angoloso e strettissimo passaggio, dalla piazzetta Montecavallo conduce sulla vasta piazza Campo di Fiori, è tuttora chiamato "vicolo baciadonne", il motivo di tale denominazione non rimane difficile da intuirsi. La piazza Campo di Fiori, primitivamente destinata ad orti ed allo stazionamento del bestiame, col tempo subì una radicale trasformazione, tanto da divenire centro di celebrazioni giuridiche anche di notevole importanza. Il fabbricato che costituiva la sede del tribunale è tuttora esistente e si trova del tutto isolato in un angolo della piazza. Ridiscendendo verso la piazza Comunale si incontra sulla destra la chiesa parrocchiale del Santo Patrono San Michele Arcangelo. Gli innumerevoli archi con sopra abitazioni con numerosi portali medievali sono altre interessanti caratteristiche del paese.

IL TERRITORIO
Montopoli ha una vasta estensione di territorio che va dall'abitato di Passo Corese fino all'abitato di Poggio Mirteto,delimitato, a est dal fiume Tevere e ad ovest dal torrente Farfa. E' un territorio prevalentemente collinoso con le pianure del Tevere e del Farfa.
Oltre al paese, situato su un'amena e verde collina, numerosi sono i nuclei abitativi, il più importante dei quali è la frazione di Bocchignano, vero gioiello di borgo medioevale ancora ben conservato, collegato a Montopoli con una strada ad anello. Per chi, percorrendo la SS 3513, proviene da Roma ha modo di imbattersi nei centri abitati di Ponte Sfondato, Colormena, S. Maria, Granari, Casenuove, Ferruti. Buona parte delle sue colline sono ricoperte da piantagioni di oliveti e vigneti che sono al tempo stesso bellezza e ricchezza della zona. E' un territorio non privo di interesse storico archeologico con reperti e resti un pò ovunque. L'art.8 (parte1) dello Statuto del Comune di Montopoli recita: "La Comunità di Montopoli, consapevole che nel suo territorio l'uomo ha operato fin dall'età della pietra (es. in Ponte Sfondato e in Piedi Monte di Granica), poi nel periodo curense e romano con la presenza di circa settanta ville in gran parte rustiche e infine nel Medio Evo con ben sette castelli, vuole salvaguardare le memorie in cui affonda le sue radici:
-Il Monte Opulo (Montopoli) dove è esistita una struttura curense e poi nel Medio Evo un castello.
- Bocchignano, celebre castello costruito su un accampamento militare romano.
- Campore, con le recenti case popolari presso i ruderi della presunta Villa di Pollione (da cui Colle Ballone).
- Fuori Dazio, nel Medio Evo centro abitato da servi della gleba attorno alla chiesa di S. Andrea in Scorticariis (oggi Madonna dei Carozzi); così come Granari attorno alla chiesa di S. Candido e più sotto Granica e Santa Maria.
- Case Nuove, dove era il castello di Sorbiliano e poi Villa Torlonia.
- Colonnetta, dove era il castello di Moricelli detto 'de Palumba' e dove nel 1861 è stato sterminato il corpo garibaldino dei Cacciatori del Tevere.
- Ponte Sfondato, dove era il castello di Tribuco (oggi Tribico) e ricordatissimo nella storia delle investiture.
- Ponticchio, col suo 'Fosso delle Armi'".
Né sono da dimenticare altri luoghi oggi inabitati ma di grande interesse come i Casoni con i ruderi della villa detta Varrone e gli adiacenti insediamenti di servi della gleba attorno alla diruta chiesa di S.Pietro martire; la villa degli Emili-Scipioni a Piedimonte di Montopoli quelle delle terme sul fosso di Volpignano, la Montagnola di Colonnetta, i castelli di Vezzano, la Villa Caprola con le sue tante memorie, non ultima quella di S.Gestulio protomartire dei Sabini, la grotta della Santaccia. Perciò forse anche per interessi atavici che sfuggono al controllo, la comunità di Montopoli ha preferito svilupparsi non attorno a un unico centro storico, ma attorno a tanti piccoli focolai di memorie diverse da cui parte l'unico grande albero, appunto la memoria collettiva che ha dato vita al paese.

Torna su

Da visitare:

Riserva Naturale Tevere Farfa

I Casoni - Resti archeologici di ville romane
nicchione

PONTE SFONDATO
Località di Montopoli, deve il suo nome al fatto che il torrente Farfa nei secoli era riuscito forando un costone, a costruirsi un ponte. Era uno dei rari fenomeni naturali. Purtroppo lo si può vedere ormai crollato dall'alto del nuovo ponte. Tutta la zona di Ponte Sfondato vanta una storia non trascurabile; si va dagli insediamenti paleolitici a quelli del periodo sabino e romano. Nel suo studio "Cures Sabini" la dottoressa Maria Pia Muzzioli ha individuato circa trenta ville romane. La zona è attraversata dal torrente Farfa ed alcuni resti rinvenuti fanno pensare all'esistenza di un tempio dedicato al dio fluviale Farfaro. La zona è citata nel martirio di San Getulio che, accusato di essere cristiano fu bruciato vivo in questa località. A meno di un chilometro di distanza si trovano i resti della città arcaica di Curi legata alle origini di Roma e patria di Tito Tazio e Numa Pompilio. Nella zona recentemente sono venute alla luce alcune giare dell'epoca romana.

TRIBUCO
Il castello di Tribuco sorgeva a 25 miglia circa da Roma sull'antica via Salaria nei pressi di Ponte Sfondato, nel territorio di Montopoli Sabina. Al posto del castello oggi resta una rupe che si innalza dalle acque del fiume Farfa. La fortezza doveva essere assai importante perché sorgeva a cavallo della Sabina, punto quindi strategico di osservazione e di resistenza. Fu chiamata "Tribucum" dalle sue tre porte principali che si aprivano la prima sulla strada che conduce a Villa Caprola e le altre due sulla vecchia via Salaria. Il maniero fu per lungo tempo conteso tra l'Abbazia di Farfa e la famiglia Crescenzi, conte della Sabina, e spesso anche teatro di lotte sanguinose. Nelle sue buie prigioni spesso languivano i prigionieri. Nell'interno dell'agguerrita fortezza si ordirono losche trame ed intrighi; papi ed imperatori dovettero più volte unire le loro milizie a quelle del potente abbate di Farfa per sconfiggere ed anniettare i tiranni di quelle terre.In questo castello nel 1111 fu rinchiuso il papa Pasquale II insieme a sei cardinali. Circa l'anno 1137 il castello di Tribuco venne raso al suolo e gli abitanti del luogo terrorizzati fuggirono, lasciando nell'abbandono più completo il territorio. I resti della rocca non affiorano più dalla terra, ma la rupe e il nome del luogo sono ancora oggi la testimonianza della sua potenza e della sua grandezza.

SANTA MARIA DEGLI ANGELI
Il convento francescano di Santa Maria degli Angeli, fondato verso la fine del 1500 ed il principio del 1600 dalle più illustri famiglie montopolesi domina dall'alto l'ampia e spaziosa valle, in uno dei più bei panorami che si possa offrire all'attento visitatore, per la suggestiva vista del monte Soratte, con il Tevere da un lato e l'imperiale Abbazia di Farfa, con il fiume omonimo dall'altro. Il convento è ricco di pregiate pitture murali, (di Giannantonio da Padova del 1600 e di Vincenzo Manenti da Orivinio 1599-1673) stucche tele. All'interno del convento sono custoditi i resti mortali dei Santi Martiri Domino, merenziano e di due loro Compagni, martirizzati durante il periodo delle persecuzioni degli imperatori romani contro i cristiani.

 

Eventi:

Andar per Olio e per Cultura - 1-9 dicembre edizione 2007



HOME SABINA ONLINE
Luoghi da visitare - Eventi - Collegamenti - Mappa
Storia - Gastronomia - Territorio - Tradizioni - Bibliografia
Comuni della Sabina - Scuole - Numeri utili
"Il Farfa dal Farfa" - La Goccia - Link

email: info@fabarisit

una produzione Fabaris srl
© 1998 - 2001 Fabaris tutti i diritti riservati