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Sorto nel X
secolo sulle rovine dell'antica città romana di Trebula Mutuesca,
Monteleone deve il suo nome probabilmente alla presenza nella zona
di moltissime sculture rappresentanti leoni, tra cui le due poste
all'ingresso del paese, o forse al fatto di essere stato per lungo
tempo sotto il dominio della famiglia Brancaleoni di Romania. Come
molti altri paesi della zona, anche Monteleone fece in origine parte
dei possedimenti dell'Abbazia di Farfa e successivamente, dopo il
governo dei Brancaleoni, passò in mano delle famiglie baronali
dei Cesarini e degli Orsini, le cui complesse vicende storiche caratterizzano
la vita del paese fino al 1604, anno in cui, morto senza eredi Enrico
Orsini, Monteleone venne incamerato dalla Santa Sede. |
| Il
borgo medioevale conserva ancora oggi incastonati nei caratteristici
vicoli numerosi ed interessanti reperti di epoca romana, come fregi,
capitelli ed epigrafi.
Chiesa
parrocchiale di Santa Vittoria, è uno degli edifici
religiosi più importanti della Sabina. Situata a circa un
chilometro dal paese, fu costruita nei primi del 1100 su antichissime
catacombe di epoca romana, alle quali è ancora possibile
accedere. La facciata a timpano triangolare, con archetti pensili
e grande rosone centrale, è ornata con resti di antichi bassorilievi,
tra cui quello rappresentante un magnifico leone. Il portale, tipicamente
romanico, è affiancato da quattro piccole finestre allungate,
due delle quali a sesto acuto, con cornice decorata a motivo ornamentale.
La bella torre campanaria, probabilmente restaurata più volte,
poggia sopra una robusta costruzione a volta, che si pensa possa
appartenere ad un antico tempio romano. L'interno della chiesa,
a tre navate, è decorato da alcuni affreschi di preziosa
fattura risalenti al XII-XIII secolo. In mezzo alla navata centrale,
separata dalle due laterali da colonne provenienti da un edificio
preesistente, si apre un pozzo rettangolare abbastanza profondo,
chiamato Pozzo di S.Vittoria, la cui acqua era in passato bevuta
in segno di devozione. La chiesa fu consacrata dal vescovo di Rieti
nel 1156, come ricorda l'iscrizione posta sul lato destro dell'altare
maggiore.
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