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Forse apparteneva o meno
al grande generale di eta augustea, la villa ad un certo momento
dovette passare alla famiglia del Licini, come attestano le carte
farfensi che dal 998 ricordano un Fundus Licinianus, S. Pietro restò
il punto di riferimento della popolazione rurale fino alla fondazione
di Montebuono, avvenuta probabilmente sullo scorcio del 200 fino
ai primi decenni del 300, quando si ritiene importava riunire la
popolazione che viveva sparsa avendo come punto di riferimento la
sola Chiesa.
Il castello di Montebuono, per un breve periodo di tempo nel 300,
fece parte del Comitato di Tarano. Sullo sconcio del secolo fu occupato
con la violenza da Luca Savelli che fu poi costretto a restituirlo
alla Santa Sede.
Nel 400 S. Pietro era ancora la chiesa matrice di Montebuono; dopo
il Concilio di Trento, le funzioni di parrocchia furono trasferite
alla Chiesa di S. Maria Assunta, costruita all'interno del Castello,
probabilmente nel 1408 nelle vicinanze del palazzo comunale mentre
a S. Pietro restarono le funzioni di Chiesa cimiteriale.
Nel 1817 con il definitivo riordinamento dell'assetto territoriale
della delegazione di Rieti, Montebuono, 500 abitanti fu inserito
nel distretto di Poggio Mirteto con gli apodiati di Cicignano, Collevecchio,
Fianello, Foglia, S. Polo e Tarano entrò
a far parte del governatorato di Calvi.
Successivamente quando Calvi fu separato dal distretto di Poggio
Mirteto passò sotto il diretto Governo di quest'ultimo centro.
FIANELLO
Molti ritrovamenti di materiale archeologico sono ricordati nel
territorio di Fianello (mosaici, satiri in basso rilievo); durante
alcuni scavi furono recuperati materiali di grande interesse attualmente
al Museo Nazionale romano (decorativi in marmo, lucerna, piccola
scultura). Il castello di Fianello compare nella documentazione
agli inizi dell'XI secolo quando Berlengario Di Pietro concesse
a Farfa la quota di sua
pertinenza del Castello di Fianello.Nel 300 Fianello si ribellò
alla Chiesa ed il suo territorio fu messo al sacco nel 1352. Nel
1817 con 146 abitanti era apodiato di Montebuono.
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