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Collegiove

1000 mt. s.l.m. 
CAP 02020
Distanza da Rieti 71 Km
Stazione più vicina: Carsoli

Numeri utili:
  • Comune................. 0765 99049
          Fax.................. 0765 99049
  • Ufficio postale....... 0765 99034
  • Riserva naturale.....0765 99087

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Foto tratte dal Libro "Comunità montana del Turano" Il paese, appartenente alla Comunità Montana del Turano, si erge circondato da prati e fitti boschi verdeggianti a 1013 metri d'altezza. Scarse sono le notizie riguardanti le origini di questo piccolo ed appartato centro montano. Secondo alcuni studiosi, tra cui il Martelli, il primo nucleo fu edificato in una zona in cui anticamente sorgeva un tempio romano dedicato a Giove Rotondo, divinità pagana da cui probabilmente il paese prende il nome. Questa ipotesi è confermata dalla presenza nella zona di numerosi reperti archeologici di epoca romana, come utensili, mattoni, frammenti di mosaici e resti di acquedotti.
E' probabile che in una prima fase l'insediamento sia stato caratterizzato da forme poco accentrate e che solo in un secondo tempo, probabilmente tra il XII ed il XIII secolo, con l'espandersi della signoria dei Collalto sulla zona, i nuovi signori abbiano provveduto ad accentrare la popolazione in un unico centro fortificato. Foto tratta dal Libro "Itinerari Sabini"
Come altri paesi limitrofi, anche Collegiove fece per lungo tempo parte della baronia di Collalto, di cui divenne feudo dipendente seguendone le vicende storiche nel corso dei secoli. Il nome "Collis Iovis" compare per la prima volta nel 1252 nel registro delle chiese presenti nel territorio della diocesi di Rieti. A ridosso del paese il Monte Cervia ed il Monte Navegna, da cui prende il nome la splendida riserva naturale che, oltre Collegiove, comprende anche i comuni di Marcetelli, Varco, Paganico, Ascrea, Nespolo, Collalto, Castel di Tora e Roccasinibalda, per un totale di 3.624 ettari. Raggiungibile in un'ora di cammino, tutta la riserva è caratterizzata da folti boschi di faggi, castagni, olmi, querce, noccioli e aceri nei quali vivono aquile reali, lupi (riavvistati di recente) e gatti selvatici. Sul monte Cervia c'è un sistema di grotte carsiche noto come "Grotte di Paganico", ancora da esplorare. Il Navegna non è da meno: la parete che guarda verso Est, cioè verso Varco e Marcetelli, ha un aspetto impressionante, molto ripido, per cui viene utilizzato come palestra di roccia molto singolare. La Riserva Monte Cervia e Navegna si raggiunge da Rieti tramite la Turanense o la Cicolana. Da Roma con l'autostrada per l'Aquila, uscita a Carsoli. Chi ama l'archeologia può trovare qui un sito interessante: i ruderi di Mirandella, nucleo fortificato di epoca medievale.


Testi della dott.ssa Emanuela Andreini Redazione Sabina Online

Da visitare:

Riserva Naturale Monti Navegna e Cervia.

Chiesa di S. Maria, antica chiesa parrocchiale fiancheggiata da due campanili cinquecenteschi. Al suo interno è conservata una grande tazza marmorea di età romana trovata a Colle Santo e usata come acquasantiera.

 

 

 


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