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Collalto Sabino

980 mt. s.l.m.
CAP 02022
Distanza da Rieti 64 Km
Stazione più vicina: Carsoli

Numeri utili:

  • Comune....................... 0765 98025
    Fax............................. 0765 98192
    e-mail: com.collalto.sabino@libero.it
  • Pro loco....................... 0765 98471
  • Carabinieri....................0765 98021
  • Ufficio postale...............0765 98031
  • Scuola Media................0765 98192
  • Orfanotrofio...................0765 98013
  • Pia Unione Missionarie..0765 98195

Consulta la pagina degli Eventi aggiornata quotidianamente

Foto tratta dal Libro "Comunità motana del Turano" Probabilmente fondato intorno al X secolo nel luogo in cui sorgeva in epoca romana un centro fortificato dei Sabini, il paese, in origine chiamato Castaldio, prende l'attuale nome, Collalto, dalla sua particolare posizione. Fu infatti costruito a scopo difensivo, durante il periodo delle invasioni saracene in Sabina, sulla cima di un colle molto alto e scosceso, a circa 980 m sul livello del mare. Per arrivarci la strada si stacca dalla bassa valle del Turano inerpicandosi tra folti boschi di castagni e cerri fino al paese ancora cinto dalle antiche mura merlate, entro cui le case di pietra antica e le strade strette e tortuose si raccolgono intorno al maestoso castello quattrocentesco.

Dal Duecento la posizione del borgo a confine tra lo stato della Chiesa ed il regno di Napoli, gli diede un'eccezionale importanza strategica, rendendolo meta ambita da molti signori che nel corso dei secoli se ne contesero il possesso. Tra questi i Collalto, che per primi lo governarono assumendo il nome dal paese; i Mareri, grandi incastellatori medioevali; i Savelli, nobili romani, ed i Soderini che nella seconda metà del 1500 ristrutturarono sia la fortezza, trasformandola in un'imprendibile rocca in grado di contrastare gli attacchi nemici, sia il palazzo baronale che assunse nell'impianto i caratteri ancora oggi visibili, nonostante i numerosi rimaneggiamenti.

Nel 1641 Nicola Soderini, sopraffatto dai debiti, fu costretto a vendere il paese al cardinale Francesco Barberini, nipote del Papa regnante Urbano VIII, il quale completò il restauro e arricchì ulteriormente il palazzo baronale e l'imponente fortezza, conservando la baronia fino alla soppressione dei feudi. Nel febbraio del 1861 il castello e l'abitato di Collalto vennero saccheggiati da una banda di briganti formata da soldataglia borbonica, reparti pontifici e delinquenti comuni che, dopo aver piegato la resistenza degli abitanti, incendiarono il borgo distruggendo molti importanti documenti conservati nell'archivio del castello.

 

Testi della dott.sa Emanuela Andreini - Redazione Sabina Online

Da visitare:

Riserva Naturale Monti Navegna e Cervia.

Castello di Collalto, splendido esempio di architettura militare quattrocentesca, ampiamente restaurato alla fine del secolo scorso, presenta ancora elementi architettonici tipici dell'epoca come i robusti torrioni e le mura merlate. Risulta ancora oggi particolarmente suggestivo l'imponente ponte levatoio che permette l'ingresso all'interno delle mura dove è possibile ammirare il gioco di geometrie del vasto cortile. La rocca è costituita da una torre quadrata centrale, due torri rotonde poste agli angoli, una serie di baluardi e postazioni per artiglierie di calibro diverso. Bellissimo è il panorama visibile dall'austera costruzione quadrata, che rappresenta il punto più alto del castello e dalla quale si possono scorgere il Terminillo, la Maiella e il Gran Sasso.

 

 


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