Tornare a Comuni della Sabina

home

Castel di Tora

604mt. s.l.m.
Cap 02020
Distanza da Rieti 28 Km
Stazione più vicina: Carsoli

Numeri utili:
  • Comune.............. 0765 716266
  • Pro loco.............. 0765 716313
  • Ufficio postale...... 0765 716312

Consulta la pagina degli Eventi aggiornata quotidianamente

Foto tratta dal Libro "Itinerari Sabini"

Il territorio dell'attuale comune di Castel di Tora è ricco di testimonianze del passato, in particolare risalenti all'età romana, in gran parte sommerse dalle acque del bacino artificiale costruito sul finire degli anni '30 di questo secolo. Nell'alto medioevo la zona fu fittamente abitata. I centri principali di questa opera di riconquista agraria furono le massae Nautona e Torana, nelle quali Farfa ebbe grandissimi interessi. Il castello di Castelvecchio fu donato a Farfa nel 1092 dalla consorteria dei Guidoneschi, protagonisti dell'incastellamento in questo parte della valle del Turano.

Il castello fu però rapidamente alienato dall'abate Berardo II che lo concesse, insieme agli altri donati dai Guidoneschi, ai conti di Rieti, stingendo un patto con loro che il cronista farfense, il monaco Gregorio, definì in futurum legaliter damnabile, con i monaci che ancora nel 1116 ne rivendicavano il possesso. Non c'è dato di sapere per quanto tempo il castrum restò in possesso della famiglia comitale reatina. E' probabile che sia passato ai Mareri nel XIII secolo, al momento della massima espansione del potere della nobile famiglia cicolana che ne era sicuramente in possesso nel 1250, al momento in cui papa Innocenzo IV restituì a Tommaso Mareri i castelli confiscatigli dall'imperatore Federico II, per averlo tradito. Dopo le molto travagliate vicende dei Mareri, tornati nel partito degli Staufer, sotto il regno degli angioini, il castello fu trasmesso tra i vari rami della famiglia, finchè, il 20 aprile del 1440, fu confermata la donazione di metà di Castel di Tora compiuta da Giovanni Paolo Mareri a favore dei fratelli Giovann Antonio e Rinaldo Orsini, i quali in seguito entrarono in possesso anche dell'altra metà della quota di cosignoria castrense. Dopo essere stato scambiato tra i vari rami della famiglia Orsini, il feudo passò, per matrimonio, nel 1558 agli Estouteville, per tornare nuovamente in possesso degli Orsini nel 1570. La loro signoria sul castello cessò nel 1634, quando Maherbale Orsini lo vendette, insieme a Colle di Tora, al principe Marcantonio Borghese per la somma complessiva di 43 mila scudi. Castel di Tora restò in possesso dei Borghesi fino al termine dell'ancien régime, quando il principe don Camillo Borghese, il 12 ottobre del 1816, pur essendo ancora in vita il cognato Napoleone Buonaparte e la moglie Paolina, rinunciò ai suoi diritti feudali su Castelvecchio. Alla metà dell'Ottocento, Castelvecchio era abitato da 992 persone che componevano 198 famiglie che abitavano in 194 case. La chiesa parrocchiale, intitolata a S.Giovanni, aveva sette cappelle ed un organo. Feste popolari si celebravano il 27 dicembre ed il 10 luglio, festa di S.Anatolia, martirizzata nella zona secondo la tradizione, quando si teneva anche l'omonima fiera. Nel paese c'erano una bottega di merci diverse, dei forni, due pizzicherie, un macello, un deposito di sali e tabacchi, un'osteria, tre muratori, due sarti, degli ebanisti, tre canestrati, un sellaio, un imbastaro, un sediario, tre botteghe di feri lavorati, una mola a grano degli Orsini, la spezieria Villani, un flebotomo, un maestro di scuola, un procuratore presso il governo ed un medico, con uno stipendio annuo di 227 scudi. Le suore della carità assistevano i malati.

Antuni
Per il castello di Antuni le vicende iniziali non differiscono di molto da quelle di Castelvecchio. La sua fondazione, avvenuta probabilmente nei primi decenni dell'XI secolo, fu dovuta all'iniziativa della consorteria dei Guidoneschi, che nel 1092 donarono il castrum Antoni a Farfa. Le vicende successive non sono note fino al basso medioevo, quando Antuni appare in possesso dei Brancaleoni. La famiglia vendette nel 1583 il castello a Paolo Mattei. Il feudo nel 1676 fu venduto al duca Filippo Lante della Rovere. Agli inizi del Settecento passò al marchese Filippo Gentili. 
Il 25 ottobre del 1816 rinunciò ai suoi diritti feudali su Antuni la marchesa Margherita Sparapani Gentili Boccapaduli. Pur terminata la giurisdizione feudale, i possessi furono ceduti ai principi del Drago. Nel 19 giugno 1832, Gregori XVI eresse in principato i feudi di Antuni e di Mazzano, in favore del principe Urbano.

Foto tratta dal Libro "Comunità montana  del Turano"

Antuni, appodiato di Castelvecchio, alla metà del XIX secolo contava 106 abitanti. L'abitato era dominato dal palazzo del principe del Drago, mentre la chiesa parrocchiale, dedicata ai SS.Pietro e Paolo, era piccola e priva di organo. Nel paesino nessuna bottega, soltanto un'osteria. Attualmente la località ospita un centro di recupero per tossicodipendenti.

 

Testo tratto dal Libro "Itinerari Sabini"

Da visitare:

Castello di Tora
Lago del Turano

 

 

 


HOME SABINA ONLINE
Luoghi da visitare - Eventi - Collegamenti - Mappa
Storia - Gastronomia - Territorio - Tradizioni - Bibliografia
Comuni della Sabina - Scuole - Numeri utili
"Il Farfa dal Farfa" - La Goccia - Link

email: info@fabarisit

una produzione Fabaris srl
© 1998 - 2001 Fabaris tutti i diritti riservati