Vincenzo Camuccini
Pittore Neoclassico (1771-1844)

Comune di Cantalupo in Sabina
- Assessorato alla Cultura -
Elio Augusto di Carlo

Mostra della sua opera pittorica
In occasione del 150° anniversario della sua morte

Palazzo Camuccini
12 - 27 Agosto 1995

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Presentazione
Vincenzo Camuccini (1771-1844) nacque a Roma ed è, perciò, cittadino romano; è legato tuttavia a Cantalupo perché suo figlio, Giovanni Battista Camuccini, acquistò il Palazzo Cesi-Vaini e la relativa proprietà, istituì un Museo per raccogliere molte delle opere del pittore suo padre e di altri pittori italiani e stranieri.
La famiglia Camuccini, con i suoi eredi e discendenti, onora e beneficia ancora il Comune di Cantalupo in Sabina.
La Mostra, intitolata "l'Opera pittorica di Vincenzo Camuccini", è sponsorizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Cantalupo in Sabina con la fattiva collaborazione del dott. Elio Augusto di Carlo, presidente della locale sez. A.I.C.S. (Associazione Italiana Cultura e Sport), nonché autore di numerose opere letterarie riguardanti la terra Sabina e in particolare il nostro Comune; del sig Antonio Proietti, bibliotecario, che si è interessato della parte progettazione e ricerca bibliografica e iconografica; del sig. Valerio Corinaldesi, promotore dell'iniziativa insieme al Comune.
L'occasione di questa Mostra è stata offerta dal 150° Anniversario della morte del pittore, testé decorso, ed è stata ideata per commemorare l'avvenimento e far conoscere l'opera pittorica del Camuccini alle nuove generazioni.
Nella impossibilità di offrire al pubblico le opere autentiche del Camuccini, presentiamo la riproduzione fotostatica degli Studi, dei Cartoni, dei Bozzetti e delle Tele, facendo riferimento al Catalogo "Vincenzo Camuccini (1771-1844) - bozzetti e disegni dallo studio dell'artista", De Luca editore - 1978, utilizzato per la mostra fatta presso la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.
Le pagine che seguono tracciano per sommi capi l'attività pittorica e la biografia essenziale del Camuccini.
La Mostra offre la riproduzione delle sue opere così distinte:

- 7 Sanguigne su cartoncino;
- 2 Carboncini su cartoncino;
- 19 Matite;
- 6 Penne e Acquerello;
- 14 Oli su tela.


L'opera pittorica di Vincenzo Camuccini (1771-1844)
Studi - Cartoni - Bozzetti - Tele

Palazzo Camuccini -Cesi a CantalupoVincenzo Camuccini, uno dei più grandi pittori dell'800, pittore neoclassico del periodo romantico che corre tra la fine del secolo XVIII e i primi del secolo successivo.
Pur essendo nato a Roma il 22 febbraio 1771, è gloria anche Cantalupana perché suo figlio Giovanni Battista, avendo acquistato il Palazzo Cesi di Cantalupo, volle istituirvi un museo dove conservare, con altri, i quadri del suo genitore.
Vincenzo rimasto orfano a sette anni, il fratello maggiore Pietro seguì le sue innate tendenze artistiche e le incrementò affidandole alla scuola del celebre pittore David ed a quella di Domenico Corvi. A soli quattordici anni fu capace di eseguire il suo primo lavoro pittorico: il Sacrificio di Noè.
Per la sua preparazione artistica intraprese lo studio della pittura di Raffaello in Vaticano, dove si recava ogni mattina, acquistando perfezione nel disegno e negli effetti del chiaroscuro; ne nacque una ricchissima raccolta di disegni, copie, schemi e composizioni che in gran parte oggi possediamo ancora.
I suoi studi, realizzati con copie perfette, sono variamente classificati: studi degli antichi autori, studi della Colonna Adriana, studi di fisionomia tratti da Michelangelo, studi esprimenti vari stati d'animo (testa esprimente il terrore, il sorriso crudele, espressione di un dannato, ritratto di un insensato, espressione di dura malignità e cosi via), studi di nudo, studi di pieghe, studi dal vero di soggetti diversi su esempi tratti dall'antico o da altre fonti.
Per portare a perfezione e ritrarre dal vero questi suoi disegni studiò, inoltre, la natura; frequentò la gente nelle vie e nei mercati per avere espressioni certe e veritiere della vita e ritrarla con precisione di realtà.
Per avere nozioni precise sull'anatomia del corpo umano frequentò l'Ospedale S. Spirito per l'esame dei cadaveri, onde studiare ossa e muscoli.
In questo periodo iniziale della sua attività dipinse un gran numero di cartoni, bozzetti e copie dei sommi pittori. Da Raffaello: le Sibille della Pace, la Trasfigurazione, la Fornarina e il Cristo Morto dipinto a soli diciotto anni, che riportò l'elogio e l'apprezzamento dei pittori del tempo. Ancora da Raffaello copiò la Conversione di S. Paolo e l'Assunta.
Da Michelangelo copiò i più pregevoli lavori, tra l'altro la Barca di Caronte, disegno tratto dal Giudizio Universale della Cappella Sistina. Inoltre rifece capolavori di altri maestri come la Galatea ed altre pitture del Caracci; l'Ossesso di Grottaferrata e la Caccia di Diana dal Domenichino; la Santa Petronilla dal Guercino.
Ripetè inoltre pitture dell'Albani, di Giulio Romano, di Paolo Veronese, del Caravaggio, di Rubens, del Giorgione e del Tiziano.
Dopo questo intenso lavoro di imitazione passò ad eseguire stupendi cartoni e tele: la Morte di Giulio Cesare e la Morte di Virginia tratte dallo studio delle opere letterarie di Tito Livio e di Plutarco. Queste sue prime composizioni personali ebbero notevole successo e furono portate in trionfo dai romani e lodate da personaggi del tempo quali il Visconti, Vincenzo Monti, Hudsen e Canova.
La sua attività pittorica proseguì con una portentosa produzione di quadri per i Pontefici, per i Regnanti, Principi, titolati e facoltosi del tempo.
Oltre la fama ed un discreto guadagno, ottiene intanto quale riconoscimento dei suoi meriti e del suo valore, i primi incarichi ufficiali: Pio VII lo nomina Direttore Generale della fabbrica dei Musei in Vaticano.
Intanto ha aperto a Roma il suo studio in via dei Greci, che viene frequentato assiduamente dal pubblico degli ammiratori e da uno stuolo di allievi, tra i quali Benvenuti, Landi, Colalelli, Bassi, Polagi, Ariente, Haiez, Malatesta. Anche all'estero, in special modo dai pittori francesi, fu seguita la sua Scuola: Vernet, De La Roche, Couture sono solo alcuni degli artisti transalpini che frequentarono il suo studio.
Altri pittori, che presero parte alla sua scuola furono in seguito Guerra, De Vivo, Curtazzo, Oliva, Mancinelli, Catalano, Riva, Morelli, i fratelli Palizzi, Cipolla, Celentano e tanti altri.
Per importanti committenti Re e Principi, per Chiese e Palazzi, aveva eseguito copie dagli originali: l'Assunta del Caracci, il Lot del Guercino, Cristo morto del Wandick, la Deposizione di Michelangelo, la Sacra Famiglia di Giulio Romano; inoltre l'Angelo custode, la Conversione di S. Paolo, la Concezione, la Pietà, Gesu tra i fanciulli, l'Estrema notte di Troia, la Galatea, la Morte di Timoleonte.
Per la Corte e il Palazzo reale di Monaco eseguì una copia del Ritratto di Raffaello, il Ritratto del Principe figlio, la Caccia del Rubens per la Principessa, sorella del Re di Monaco.
Per la Corte di Napoli eseguì la Morte di Cesare e la Morte di Virginia. Re Ferdinando di Napoli nel 1819 gli affidò l'incarico di Direttore Artistico della sua corte. Il Camuccini accettò, e nei suoi otto mesi di permanenza, ornò la corte di molti suoi dipinti.
Nel 1826 fu chiamato dal nuovo re di Napoli, Francesco I, ed egli arricchì i palazzi di altri quadri.
Il suo studio in Roma fu meta di Re, Pontefici e Principi che divennero suoi ammiratori ed acquirenti delle sue tele. Per il pontefice pio VII eseguì il grande dipinto San Tommaso e un San Simone e Giuda per la basilica di S. Pietro.
Napoleone fu un suo ammiratore e gli ordinò dei quadri per il Quirinale, tra i quali il meraviglioso Carlo Magno e un Tommaso Filadelfo. Per tali opere lo insignì del titolo di Cavaliere dell'Ordine del Merito delle due Sicilie.
Sue opere sono pure le tele: Cornelia dei Gracchi e l'Attilio Regolo di cui eseguì due copie per committenti diversi.
Per il Re di Spagna Carlo V, per la Regina e sua figlia duchessa di Lucca realizzò diverse tele: una Cornelia dei Gracchi e la Deposizione del Cristo; quest'ultimo un "cartone grandissimo, giudicato dai maggiori artisti un capolavoro inarrivabile".
Da committenti russi ebbe diversi ordini: dipinse per essi un Dio Padre, la Vergine col Bambino, il Salvatore, Gesù Cristo che ora nell'orto.
Il Granduca Alessandro di Russia, recatosi nel suo studio, acquistò il cartone Amore e Psiche e per lui dipinse Virgilio legge l'Eneide a Ottavia, pagato 8000 scudi romani.
Pio VIII si recò a visitarlo nel suo studio e gli ordinò un Gregorio Magno per il Tempio di S. Nicola in Arena. Eseguì poi un suo Ritratto, ed il papa ne fu talmente soddisfatto che lo nominò barone con Breve del 28 agosto 1830, titolo trasmissibile a tutti gli eredi di ambo i sessi.
Di quegli anni sono le tele Madonna col Bambino per la Chiesa parrocchiale di Torri in Sabina, un'altra Angelica e Medoro e Faustolo.
Suoi sono pure alcuni bozzetti, come i dieci eseguiti per Monsignor Floget e i sette per l'Abate Barié; da ricordare pure i bozzetti la Continenza di Scipione, la Discesa di Gesù al Limbo, Lucrezia fra le sue dame.
Tra i molti ritratti eseguiti a varie personalità cardinali, principi ed altri, ricorderemo quello di Thorwaldsen, quello di Tommaso Garpella, poeta siciliano, dello scultore Fabris che ricambiò Camuccini facendogli un busto in marmo che si può ammirare nel Palazzo di Cantalupo in Sabina.
Di alcuni suoi quadri fece più di una copia come quello di Amore e Psiche e Gesù benedice i fanciulli.
Per il futuro Re d'Italia, Carlo Alberto, dipinse (1840) la tela Furio Camillo scaccia i Galli dal Campidoglio, pagato 1000 scudi, che si trova nel Palazzo reale di Genova.
Papa Gregorio XVI gli ordinò l'illustrazione del Vangelo, composto di 84 quadri, pubblicati dal 1830 al 1833.
Per Canova dipinse la Messalina; per altri committenti Bruto che condanna i suoi figli; S. Tommaso e S. Orso per Monsignor Codrorresi di Ravenna.
Per la famiglia Baglioni dipinse due grandi quadri: l'Ingresso di Malatesta Baglioni a Perugia e Ludovico Baglioni che riceve il vicariato di Perugia da Federico Barbarossa.
È sua una copia dell'affresco Deposizione dalla Croce di Daniele da Volterra, esistente a Trinità dei Monti.
Per l'affidamento di Gregorio XVI sistemò molte opere in varie chiese di Roma. Successivamente su comando del papa creò nuovi musei: il Lateranense, il vaticano, quello dei monumenti Etruschi ed Egizi, detti Musei Gregoriani.
Eseguì i disegni dell'esumazione della salma di Raffaello al Pantheon: scena dello scavo e lo scheletro.
Fu anche membro e presidente dell'Accademia di S. Luca a Roma.
Vincenzo Camuccini, colpito da ictus nel 1842, morì in Roma l'11 settembre 1844; fu sepolto nella Chiesa di S. Lorenzo in Lucina, dove era stato battezzato. Lasciò la sua preziosa galleria al figlio Giovanni Battista che la vendette al Duca di Nottuberland per 800 scudi, dopo averla offerta invano alle autorità pontificie romane.
Le sue opere sono sparse in tutta l'Europa ma nel Palazzo-Museo di Cantalupo in Sabina se ne conservano alcune: l'Autoritratto, la Madonna della Pietà, una replica, studio della testa del Ritratto di Pio VII, studio della testa del Ritratto di Pio VIII, studio della testa del Ritratto di Ferdinando I, giudicati tutti dei capolavori.
Inoltre la testa di Maria Luisa regina d'Etruria, il ritratto della moglie del pittore Sneiders copiata da quella del Rubens; i bozzetti dell'Entrata a Milano di Francesco Sforza, della Concezione, della Madonna col Bambino, del Salvatore e del Cristo nell'orto.
Ancora in Cantalupo si trova il ritratto della prima moglie Teresa Devoti, quello della madre e di sua sorella Lucia, della seconda moglie Emilia Allier, un ritratto in disegno di Cecilia Boccabella con data 1625.
Di tutte queste opere del Camuccini, ordinate e gelosamente custodite dal figlio Giovanni Battista, non sappiamo oggi quali sono ancora nel Palazzo-Museo dopo i noti avvenimenti degli ultimi decenni, dalla seconda guerra mondiale ad oggi.


Bibliografia

- Bovero A. - "Vincenzo Camuccini" - Dizionario biografico degli Italiani - vol. XVII, 1974.
- Corbo A.M. - "Il restauro delle pitture a Roma dal 1814" - in "Commentari" - vol. XX, pp. 230 - 240, 1969.
- Di Carlo E.A. - "Il castello di Cantalupo in Sabina", 1989.
- Falconieri - "Vita di Vincenzo Camuccini", 1875.
- Lupi Manciola Bruna - "Il pittore Vincenzo Camuccini" - in "Latina Gens", 1935.
- Maltese C. - "Storia dell'Arte in Italia 1875-1943" - Torino 1960, pp.61 - 63 - Noak in jheme - Becker Munsler Lexs von V, Lipsia 1911.
- Oietti U. "La Pittura Italiana dell'800" - Milano 1929.
- Ciccopieri Maruffi F. "Vincenzo Camuccini pittore romano" - in "Strenna dei Romanisti" - vol. XXX, pp. 237 - 243.
- Pfister F. - "Disegni di Vincenzo Camuccini" - in "Bollettino d'Arte" - vol. VII, pp.21 - 30, 1928.
- Visconti P.E. - "Vita di Camuccini pittore" - Roma 1845.
- Visconti P.E. - "Vincenzo Camuccini" - in "Vita di Romani illustri" raccolte da A. Viti - vol. III, Roma 1890.
- Enciclopedia Treccani alla voce Vincenzo Camuccini.
- Autobiografia presso i Baroni Camuccini, Cantalupo.
- "Vincenzo Camuccini (1771-1844) - bozzetti e disegni dallo studio dell'artista" - Catalogo della Mostra - Roma G.N.A.M. (Galleria Nazionale d'Arte Moderna) 1978 - De Luca Editore.

 


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