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Calvi dell'Umbria

416 mt. s.l.m.
Cap 05032
Distanza da Terni 31 Km
Stazione più vicina: Civita Castellana

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Il presepio della chiesa di S. Antonio

E' un ameno paesino (416 m.s.m.) di aspetto medievale, agli estremi confini meridionali dell'Umbria a circa 60 Km da Roma e 33 da Terni capoluogo. Il suo nome deriva forse da un'antica gente romana la "Gente Calvia" che diede il nome al castello; lo si può dedurre da ricchi reperti archeologici, are, sarcofaghi, epigrafi, statue e monete disseminate nel sottosuolo.

Secondo altri la sua origine risale alle invasioni barbariche, quando la gente nel tentativo di sfuggire ad esse costruì sul suolo dirupato "Carbium" il turrito e fortificato il castello. La sua storia si intreccia in gran parte alla figura del patrono S: Pancrazio, il simbolo per i Calvesi delle libertà cittadine e strenuo difensore del Castello. Fu libero comune nello stato della Chiesa. Dal secolo XIII al secolo XVII fu dominio degli Orsini e degli Anguillara nella influenza della Chiesa. Un periodo di notevole splendore economico lo conobbe grazie agli scambi commerciali con Roma. Subì gravi devastazioni per la peste nel 1527 e nel 1798 ad opera delle truppe Francesi ivi scontratesi con quelle Napoletane venute in aiuto a Calvi.

Paesaggio
Al visitatore che arriva a Calvi difficilmente sfugge la compattezza e l'estensione di boschi incontaminati, posti sui monti e sui colli circostanti verso il Tevere. Essi sono per il viandante affaticato, un'oasi di intenso verde: ombreggianti pinete, secolari querce, verdeggianti lecci. Disseminate per i colli e nella campagna sottostante antiche e nuove case coloniche, ove industriosi agricoltori, trovano il meritato riposo dopo una giornata trascorsa a lavorare nei campi e a curare, secondo le antiche tradizioni, vigneti ed uliveti che danno oli di ottima qualità e vini di varia e pregiata qualità. Tali prodotti hanno ormai varcato i confini nazionali, grazie ad Aziende Agricole a conduzione familiare produttrici di oli genuini, olive da tavola, etc.

Gastronomia
I piatti tipici della cucina calvese sono semplici, ma saporiti e sostanziosi, realizzati secondo ricette antiche e tradizionali. E' una cucina "povera", ma essenziale, che rifiuta qualsiasi sofisticazione, nella quale si possono ancora assaporare le genuinità di un tempo e gli aromi naturali. Come non ricordare l'abilità dei norcini calvesi nella lavorazione delle carni suine: ottimi prosciutti, che trovano in Calvi il luogo e il clima ideale per un ottima stagionatura; le gustosissime salsicce, le antiche e sempre buone "mazzafegate". Né si possono dimenticare dolci tradizionali come: il "Panpepato Calvese", la pizza di Pasqua dolce e al formaggio, la ciambella all'anice.

Calvi Paese Dei Presepi - Murales
In un paese così profondamente religioso come Calvi, situato in una regione che è patria di S. Francesco, non sono mancate e non mancano testimonianze del mistero della Nascita di Cristo. Ne sono testimonianza: il notissimo e pregevolissimo presepio.
Murales: dall'82 a qualche anno a questa parte per iniziativa dell'Amministrazione comunale, della Pro Loco, dell'azienda del turismo nei mesi di Settembre-Ottobre le antiche vie cittadine sembrano rivivere lo splendore e la grandezza che le distinsero nel periodo medievale-rinascimentale. Valenti artisti, amorevolmente assistiti, dalla gente del luogo, affrescano le mura delle antiche case riproponendo sempre la Natività, in un susseguirsi e variegarsi di interpretazioni personali. Essi sono fulgidi esempi: non solo di amore per l'arte ma anche di fede religiosa.
I Murales della Natività fanno ormai parte della storia di Calvi. Ne sono testimonianza i numerosissimi turisti che vengono ad ammirarli in tutto l'arco dell'anno.

 

Si ringrazia il comune di Calvi dell'Umbria e Don Enzo Cherchi per la gentile concessione dei testi e delle foto

Da visitare:

Con le sue torri, viuzze, portali, archi e palazzi il paese, nel suo insieme, è un caratteristico esempio di Comune Medievale Classico-Rinascimentale. Il grandioso presepio posto nella chiesa di S. Antonio risulta composto da più di 30 figure in terracotta, opera dei fratelli Massimo e Raffaele da Montereale della prima metà del secolo XVI, certamente su disegno di Rinaldo da Calvi. Le figure principali; in primo piano, sono di grandezza superiore al naturale, di uno spiccato realismo, soprattutto nel volto scavato di S. Giuseppe.
La figura più bella è quella della Madonna, che appare maestosa nell'atto severo del volto riguardante lo spettatore.
Nel registro superiore vi sono la cavalcata dei Magi e figure minori, di grandezza digradante che dovevano essere disposte dietro la scena principale a dare l'illusione prospettica della lontananza.
Nel suo complesso il presepe è veramente monumentale.

Facciata delle due chiese della piazza maggiore: la facciata delle due chiese (ad una navata) di S. Antonio e di S. Brigida è opera del Fuga. Lo confermano non solo i disegni di progetto, ma anche documenti attestanti la personale assistenza dell'architetto protattasi per oltre cinque anni.

Monastero Suore Orsoline: un tempo palazzo fortificato della Famiglia Ferrini. Nel 1628 Demofonte Ferrini lascia un testamento nel quale stabilisce che, estintasi ormai la linea maschile della sua famiglia tutti i suoi beni servano per la costruzione di un monastero. Nel 1718 il vescovo di Narni affida alle Orsoline il convento di Calvi che dal 1739, al 1744 viene ampliato dall'architetto Fuga che costruisce anche la splendida facciata della chiesa delle suore e ne disegna anche l'interno.
S. Maria Assunta (Parrocchia): ricca di tele pregevoli, portale del fonte battesimale, candelabri, reliquie.

Chiesa e chiostro di S. Francesco Chiesa e chiostro di S. Francesco: nel 1213 S. Francesco di passaggio a Calvi ordina di costruire un piccolo convento per i suoi frati sulla proprietà donatagli dal cittadino di S. Berardo da Calvi. In epoca posteriore tale costruzione fu ingrandita e affrescata; il piccolo chiostro è un gioiello dell'architettura francescana.

Residui di un tempio pagano si ammirano sulla cima del monte S. Pancrazio (m. 1027) ove oggi si può accedere grazie ad una bella strada (asfaltata) che si snoda tra boschi e pianure che aprono all'orizzonte visioni panoramiche veramente incantevoli.

 

 

 


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